Home Restaurant Hotel: apri la porta al social eating

Home Restaurant Hotel - ristorazione turismo

Home Restaurant Hotel, trasforma la tua casa in un location per il social eating.

Ha creato un network fondato sul “social eating”, un’idea innovativa nel campo del turismo e della ristorazione che offre ottime opportunità di business. Ma sta lottando perché anche lo Stato crei le condizioni giuste per svilupparle. Incontriamo Gaetano Campolo, ideatore del format franchising Home Restaurant Hotel.

Gaetano Campolo - Home Restaurant Hotel
Gaetano Campolo

Figlio della sharing economy, il social eating è un fenomeno in crescita. Gaetano Campolo, cuoco professionista, è stato tra i primi a comprenderne le potenzialità, creando il format in franchising Home Restaurant Hotel, che ha riscosso da subito grande successo.
Ma se i suoi affiliati sono molto soddisfatti, lui si sente penalizzato da uno Stato che pare remargli contro. Ma lasciamo a lui la parola per raccontarci il bello e il meno bello della sua avventura imprenditoriale.
Gaetano Campolo (in foto): “Gli Home Restaurant stanno raccogliendo enorme consenso tra turisti di tutto il mondo, che vengono a visitare i nostri luoghi con il desiderio di confrontarsi con la nostra cultura culinaria, conosciuta come la più unica”

Cos’è il social eating, idea alla base del progetto Home Restaurant Hotel?

«Il social eating (in italiano letteralmente “mangiare sociale”) è un settore di mercato all’interno della sharing economy che prevede la preparazione a pagamento di pasti come pranzi o cene nel proprio domicilio con persone sconosciute e incontrate tramite una piattaforma software online. Il mercato nel 2014 aveva in Italia un valore annuale di 7,2 milioni di euro di fatturato annuo. Si differenzia dal nascente settore dell’home restaurant o “ristorante casalingo” perché il social eating è un’attività da parte di chi offre il pasto con carattere saltuario. La seconda invece è una vera e propria attività imprenditoriale».

Come nasce l’idea di creare un network basato sul social eating?

«Dopo varie esperienze lavorative, sono arrivato al diploma di cuoco con una votazione di 88 su 100. L’idea del network si basa sull’attrattività e la facilità che offre al turista, che può gestire la propria vacanza in piena libertà, godendo delle comodità di un hotel (quindi senza pensare al pranzo), ma senza le formalità del classico soggiorno, che spesso imbrigliano il turista stesso in orari da rispettare. Home Restaurant Hotel è un vantaggio anche per chi, magari in difficoltà con il lavoro, può reinventarsi come albergatore o ristoratore, mettendo a disposizione la casa o la propria esperienza. Gli Home Restaurant di Firenze (il primo l’ho aperto nel giugno 2015, mettendo a disposizione la suite di un appartamento nel cuore del capoluogo toscano) e Reggio Calabria stanno raccogliendo enorme consenso tra i gusti degli italiani e dei turisti di tutto il mondo, che vengono a visitare i nostri luoghi con il desiderio di confrontarsi soprattutto con la nostra cultura culinaria, conosciuta come la più unica e ricca al mondo».

Alcuni numeri di Home Restaurant Hotel

  • Fino a oltre 8.000,00 euro di fatturato mensile realizzabile da un affiliato
  • oltre 1.000 contatti giornalieri del sito
  • Fino a 60 coperti settimanali realizzabili da un affiliato
  • 1.500,00 euro il costo di affiliazione

Aprire un ristorante in casa: qual è l’attuale normativa sul social eating?

«Al momento non esiste alcuna legge operativa per quanto riguarda il settore. Il Governo precedente ha tentato di distruggere il settore, proponendo il 17 gennaio 2017 il Ddl Home Restaurant, bocciato in quanto discriminatorio nei nostri riguardi, oltre che anticostituzionale, visto che il Ministero dello Sviluppo economico ha ufficialmente rilasciato il marchio Home Restaurant Hotel, classificandolo come alloggi temporanei e ristorazione in loco. Il 28 marzo 2018 abbiamo presentato al Consiglio Regionale della Calabria il primo e unico vademecum operativo in Italia a cura dell’avvocato Giorgio Taormina (scaricabile dal nostro sito) e con l’onorevole Alessandro Nicolò, consigliere regionale, stiamo lavorando per presentare una legge a livello regionale, con la speranza che diventi legge quadro a livello nazionale. Sarebbe un passo in avanti del Governo, considerato il danno che il mio brevetto sta subendo da due anni, un danno che qualcuno dovrà pagare, anche visti gli sforzi che la mia azienda, la GC management, sta portando avanti per dare questa opportunità agli italiani, sia disoccupati sia appassionati».

Che caratteristiche servono per entrare a far parte del network Home Restaurant Hotel?

«Tanta passione per la cucina e spirito imprenditoriale sicuramente sono ingredienti fondamentali per entrare con successo in questo settore. Oggi, grazie all’economia della condivisione e l’evoluzione tecnologica, dai 18 ai 65 anni di età e anche oltre si può intraprendere questa attività imprenditoriale low cost».

Quali sono le principali condizioni di affiliazione a Home Restaurant Hotel?

«Si può interagire con la piattaforma in due modi: creare il proprio annuncio a 9,90 euro al mese, con 0 euro di commissioni e pubblicizzare il proprio spazio, oppure aderire al franchising partecipando a uno dei nostri corsi in Home restaurant Hotel Academy a Reggio Calabria. Il costo unico del franchising è di 1.500 euro più Iva che, oltre all’utilizzo del marchio in qualsiasi altra piattaforma, offre anche tre anni di abbonamento premium gratuito che potrà essere rinnovato al costo di 150 euro più Iva. Al terzo anno sarà inoltre possibile utilizzare il marchio a livello europeo».

A chi si rivolge la proposta e quali prospettive di business può offrire Home Restaurant Hotel?

«La proposta si rivolge a persone di qualsiasi età. Tecnologia, innovazione e accesso orizzontale alle informazioni sono diventati strumenti di cambiamento e moltissimi vi hanno trovato prime o seconde opportunità, con lavori che non pensavano di poter fare. Molte di queste professioni, a volte nate come hobby, hanno a che fare con turismo, accoglienza e Internet».

Avete previsto la possibilità di aprire la società a eventuali investitori?

«Certamente. Stiamo valutando la possibilità di aprire accordi commerciali con aziende interessate a contribuire alla crescita del settore. Il nostro è un comparto in crescita e sicuramente per qualsiasi azienda nel settore alimentare e di distribuzione potrebbe essere una buona occasione per riservarsi un’esclusiva su uno spazio web come www.homerestauranthotel.it, che si sta espandendo in tutto il territorio nazionale a macchia d’olio. Visto che il governo tarda a far accedere noi operatori a fondi europei e bandi nazionali, nonostante il sollecito dalle UE sul settore, la sponsorizzazione di qualche colosso di settore è una delle vie per far diventare il nostro brand Made in Italy un punto di riferimento anche a livello europeo».

Come si ottiene la licenza Home Restaurant Hotel?

«La licenza Home Restaurant Hotel si ottiene partecipando ai corsi presso la scuola di formazione Home Restaurant Hotel, situata nel centro storico di Reggio Calabria. Può essere utilizzata in tutto il territorio italiano e allo scadere dei tre anni sarà possibile rinnovarla anche per utilizzo europeo al costo di 100 euro. I corsi si tengono dal lunedì al sabato, presso la Scuola di Formazione Home Restaurant Hotel ogni settimana a partire da luglio, al prezzo standard di 1.500 euro Iva esclusa, oppure 1.800 euro più Iva per chi vuole l’alloggio».

INFO
Tel 02.94758012
www.homerestauranthotel.it
info@homerestauranthotel.it

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