Home restaurant, un’idea innovativa che offre ottime opportunità di business

Home Restaurant Hotel, il business del social eating

Per gli appassionati di cucina è l’avverarsi di un sogno: trasformare la propria passione in un business senza dover aprire un vero e proprio ristorante. Cosa c’è infatti di più bello che ospitare commensali a casa propria offrendo loro ottimi piatti? Questo è il cuore della formula degli Home restaurant, un settore in grande sviluppo che ha tra i protagonisti Gaetano Campolo, creatore del network Home Restaurant Hotel. Chef professionista, è anche un imprenditore dalle idee chiare che ha più di un
motivo di lamentarsi del trattamento che le autorità gli stanno riservando. E non lo manda certo a dire.

Prima di affrontare gli aspetti più “controversi” della questione, ci spiega cosa sono gli “Home Restaurant” e come svolgono la loro attività?

«Gli Home restaurant sono semplicemente abitazioni private in cui più persone possono ritrovarsi per condividere la loro passione per la cucina. Alla base c’è il Social eating, una branca della sharing economy che unisce tecnologia e cultura culinaria aprendo a prospettive di convivialità nuove. Infatti, aprendo un Home restaurant la semplice preparazione di un pasto può diventare occasione unica di incontro, condivisione e guadagno. Gli Homer (cioè coloro che mettono a disposizione la propria abitazione) sponsorizzano i loro eventi di social eating sul nostro portale fornendo informazioni sulla location e sui menu offerti e dando indicazione del prezzo per commensale. Chiunque sia
interessato agli annunci può facilmente contattare gli Homer tramite il servizio di WhatsApp Business attivo sul nostro sito per confermare le prenotazioni e per avanzare richieste specifiche a seconda delle esigenze».

Home restaurant hotel networkL’Home Restaurant si presenta come un’attività dal notevole potenziale, anche dal punto di vista occupazionale. Quali sono le difficoltà che state incontrando?

«È vero,  quest attività ha un grandissimo potenziale e non solo dal punto di vista occupazionale: ne trarrebbero infatti beneficio diretto anche tutto il territorio e le produzioni a Km 0. Le difficoltà riscontrate sono arrivate principalmente dalla realtà politica italiana: a partire dal 17 gennaio 2017, giorno di votazione alla camera del controverso Ddl Home Restaurant, il governo ha intrapreso azioni fortemente sfavorevoli per il settore, violando le agende europee 2014 e 2016, tanto che l’Antitrust qualche mese dopo, su nostra stessa sollecitazione, ha bocciato l’anzidetto Ddl. Sulla base delle evidenze riscontrate dall’Autorità Garante per la concorrenza e i mercati, il 1 febbraio 2019 il Ministero dell’Interno ha rilasciato un parere con cui inquadra gli Home restaurant come attività privata non soggetta alla disciplina prevista per gli esercizi pubblici. Il 2019 ha portato un’altra grande vittoria per il settore: il Giudice di Pace di San Miniato ha infatti condannato il Comune di Montopoli, che aveva provato a far chiudere un Home Restaurant
sostenendo la mancata presentazione della Scia, al risarcimento di 2.500 euro per la totale infondatezza dell’ordinanza. Questi risultati sono notevoli, ancor più se si guarda al grande successo che sta riscontrando la nostra piattaforma, al momento l’unica sul mercato dedicata espressamente agli Home Restaurant e alla loro regolarizzazione. In ogni caso rimane molta amarezza anche per le azioni subite negli anni da parte delle associazioni di categoria, che hanno provato a più riprese a ostruire il diffondersi degli Home restaurant e dell’Economia circolare. Crediamo fermamente che lo Stato italiano dovrebbe adeguarsi agli standard europei in materia di Sharing Economy».

Quali sono le soluzioni che proponete per rendere il quadro normativo più chiaro?

«È necessario rispettare le Agende Europee 2014/2016, prevedendo un codice Ateco specifico per gli Home restaurant, alla stregua di quanto accaduto per i B&B, in modo che il marchio Home Restaurant Hotel, brevettato al Mise nel 2016, possa accedere a bandi europei e statali volti allo sviluppo e all’incentivazione degli Home restaurant. Per arrivare al raggiungimento di questo obiettivo sarebbe altresì necessario che il governo prendesse in considerazione tutti gli attori del settore dell’Industria 4.0 istituendo una commissione
ad hoc».

Nonostante tutto questo il vostro network sta crescendo. Quali sono gli aspetti più gratificanti dell’attività di un Home restaurant?

«Lascio la risposta direttamente a una nostra iscritta, Graziella, che ha aperto il suo Home restaurant “I Tramonti di casa Graziella” a Cefalù: «Ho iniziato questa attività per gioco, inseguendo una passione e un sogno. La cucina mi ha sempre dato grandi gratificazioni in famiglia, poi mi sono chiesta: “perché non fare di questa passione una piccola attività?”. Così ho trovato online Home Restaurant Hotel e ho iniziato questa avventura. La cosa che più mi gratifica è la relazione che si instaura con i clienti che entrano a casa mia da ospiti ma ne escono da amici e mi ripagano con bellissime parole nelle loro recensioni».

Cosa serve per entrare a far parte del vostro network?

«Entrare a far parte della Community di Home Restaurant Hotel è facile e alla portata di tutti. Basta registrarsi sulla piattaforma effettuando il log-in, creare il proprio annuncio per poter essere ricontattati dal nostro Customer Care che dedica ai propri clienti un vero e proprio trattamento di consulenza che comprende la regolarizzazione dell’Home Restaurant alla luce delle indicazioni vigenti».

Contatta questo marchio in franchising. Visualizza la scheda in franchising  di Home Restaurant Hotel e compila il modulo per ricevere gratuitamente maggiori informazioni.
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