Il bello della divisa

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Ettore Bassi è diventato il carabiniere più famoso d’Italia. Ci è riuscito con tanto lavoro, una lunga gavetta e un pizzico di autoironia…

Come ha cominciato la sua carriera?

«Nessuno in famiglia aveva a che fare con lo spettacolo. Io ho seguito il mio istinto, non sapendo bene dove mi avrebbe portato. Tutto è iniziato a dieci anni, con una scatola di giochi per diventare prestigiatore. Sono nato a Bari, poi la mia famiglia si è trasferita a Torino, ma la città per chi vuole lavorare nel mondo dello spettacolo è Roma. A 20 anni ero già fuori casa. Lavoravo per mantenermi e per raggiungere il mio sogno».

I primi lavori?

«Facevo giochi di prestigio fra i tavoli dei ristoranti e l’animatore nei villaggi turistici. Poi un’agenzia di spettacolo è venuta nel mio villaggio per un casting. Sono stato selezionato per un provino a Roma. Eravamo in centinaia e hanno scelto me. Era il ’91 e ho esordito in tv con il programma Piacere Rai Uno».

Un grande momento…

«Sì e no. Dopo pochi mesi sono passato dall’esaltazione al dramma. Improvvisamente, sono stato mandato via. Non ho ancora capito i motivi, ma mi sono reso conto che dovevo ricominciare. E sapevo che avrei dovuto farlo altre volte».

Che effetto ha avuto questa battuta d’arresto?

«Mi ha infuso una grande carica, un’energia di rivalsa. Ero tentato di pensare che nello spettacolo vai avanti solo con le raccomandazioni, ma volevo dimostrare il contrario. Mi sono buttato sullo studio e sul lavoro. Sono tornato alla vita del villaggio turistico. Ho partecipato come prestigiatore a una trasmissione di Rete 4. Ho cercato di fare tutti i lavori che mi capitavano con entusiasmo e impegno, in modo da lasciare sempre un segno positivo. E sono cresciuto un po’ alla volta, in modo graduale».

Che cosa ha fatto la differenza fra lei e altri aspiranti attori?

«Nei provini, specie agli inizi, non era possibile dimostrare se e quanto fossi bravo. Ho dovuto far vedere il mio potenziale accattivante per il pubblico, la simpatia, la telegenia e un modo scanzonato di propormi. E poi ha contato l’autoironia: sono uno che ha sempre cercato di non prendersi troppo sul serio».

Quali sono gli ingredienti del cocktail del successo?

«Il desiderio di mettersi sempre in discussione. Il confronto con le proprie insicurezze e il tentativo costante di superarle. Le occasioni e gli incontri che ti crei lavorando bene».

Che cosa deve fare un giovane oggi per seguire le sue orme?

«Studiare e prepararsi, per avere una professionalità solida. L’improvvisazione non paga. Apparentemente oggi ci sono molte più occasioni di una volta, come per esempio il Grande Fratello. Ma sono tutte illusioni: ti portano alle stelle e poi ti smontano. Ognuno deve cercare la sua vera passione, il suo “fuoco”, rinunciando alle strade facili».

Che cosa si aspetta per il futuro?

«E’ un momento bello e importante, ma non mi sento affatto arrivato. Ho ancora tanti obiettivi: fare buon cinema, recitare in teatro, tornare alla conduzione in tv… Il mio sogno è quello di sentirmi sempre a mio agio nel vestito che indosso».

Identikit

Ettore Bassi nasce nel 1970 a Bari, ma si trasferisce prima a Torino e poi a Roma. Ama le moto e gioca a calcio.

Inizia come conduttore di programmi per bambini. Recita in pubblicità, teatro e tv. Conquista la grande popolarità con il personaggio del maresciallo Ferri nella fiction Carabinieri.

INFO:www.ettorebassi.com

Lucia Ingrosso, Millionaire 5/2004

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