Il successo? Non sempre altrove

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I lunghi anni della gavetta, la solitudine, le difficoltà economiche. Poi la notorietà con il film “Il cuore altrove” di Pupi Avati. Così Neri Marcorè racconta a Millionaire…

Attore, doppiatore, comico, conduttore: che cosa scriverebbe sul suo biglietto da visita?

«Attore. Uno recita sempre, che faccia un’imitazione o un doppiaggio. Il mio primo passo nel mondo dello spettacolo è stato casuale, nel ‘90: con le mie imitazioni ho vinto le varie selezioni a Stasera mi butto. Poi mi hanno ingaggiato per due anni, per lavorare con la Carrà. Ho sentito il bisogno di una formazione seria: frequentavo le sale di doppiaggio e seguivo un corso di recitazione. Ma non mi piaceva quello che mi proponevano, in tv. E mi sono preso una pausa di due anni».

Come se l’è cavata?

«Sono stati momenti difficili, economicamente. Mi sono mantenuto con le traduzioni e facendo serate. Avevo un impresario calabrese. Ricordo lunghi viaggi in treno e l’ansia di affrontare il pubblico da solo. Non ero felice: mi piacevano le cose corali».

Ama il lavoro in team, quindi?

«Mi piace lavorare con persone che stimo. Corrado e Sabina Guzzanti, Serena Dandini, mi sono piaciuti d’istinto. Ero sicuro di poter lavorare bene con loro. Così per la Gialappa’s. Ognuno è quello che fa, anche se la tv falsa la realtà: ma, dietro un personaggio, devo percepire uno che lavora seriamente e rispetta il pubblico. Il piacere di stare insieme poi è fondamentale: solo se c’è, il lavoro viene bene».

Ha mai detto «No»?

«Ho detto dei “No” preventivi. Non ho mai voluto lavorare per persone che non stimavo, anche se il bisogno economico c’era. La dignità mi impone di non accettare compromessi. Questa strada ha pagato: non ho rimorsi, né rimpianti».

Che rapporto ha con il denaro?

«Non ho mai fatto scelte professionali per i soldi. Mi piace spendere per far stare bene chi ho vicino, ma non per il superfluo. Ho rispetto per i soldi e cerco di trasmetterlo ai miei figli».

Tv, teatro, cinema: in quale ambito preferisce lavorare?

«Mi piace passare da uno all’altro. Così imparo, giorno per giorno, e i frutti dell’uno migliorano l’altro. Ho la fortuna di poter giocare su più tavoli. E’ nel mio carattere fare più cose e non eccellere in una. Non voglio che nessuno possa infilarmi in una casellina, limitarmi, definirmi».

E l’esperienza di Per un pugno di libri su Rai3?

«Sono al terzo anno. Patrizio Roversi ha lasciato la conduzione e mi hanno offerto questa opportunità. Mi piacciono i libri, la letteratura e posso lavorare con gente vera, invece che con Vip o presunti tali. I ragazzi sono spontanei e autentici. Non recito la parte del “conduttore”. Sono me stesso».

Che cosa direbbe ai giovani con cui lavora, ai suoi figli?

«Non sprecate il tempo e scegliete un lavoro che vi piace. Qualcosa in cui sentite di essere forti. Senza modificare voi stessi».

Identikit

Neri Marcorè nasce il 31 luglio 1966. Studia come interprete parlamentare, a Bologna. Esordisce in tv come imitatore nel 1990.

Dal ‘96 in poi, collabora con Serena Dandini e i Guzzanti in trasmissioni satiriche: Producer, Pippo Chennedy Show, L’ottavo nano… Da tre anni conduce Per un pugno di libri, su Rai3. Doppiatore apprezzato, recita in film come Viol@ (’98) e Un Aldo qualunque (2002). E’ il protagonista di Il cuore altrove, di Pupi Avati. Debutta in teatro nel ‘93. Ad aprile si conclude a Roma, all’Ambra Jovinelli, la tournée di L’apparenza inganna di Veber: Neri è un impiegato che cerca di evitare il licenziamento e si finge gay. Reciterà in una fiction, sei puntate in tv.

Silvia Messa, Millionaire 4/2004

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