Per un futuro energetico sostenibile e condiviso

Infinity Hub

Realizzare progetti per l’efficienza e la sostenibilità energetica attraverso una filosofia di condivisione che si concretizza tramite il crowdfunding. Il cuore dell’attività di questa società fondata da un imprenditore che ha molto a cuore i giovani.

Quella dell’efficienza e della sostenibilità energetica è una questione che riguarda tutti, individualmente e collettivamente. Ed è proprio la logica della democrazia energetica e dei principi win-win, dove cioè “vincono tutti”, a costituire la filosofia di fondo che anima l’attività di Massimiliano Braghin, fondatore di InfinityHub, una società per azioni che lui stesso definisce “un acceleratore di startup italiane” in questo settore, individuando l’equity crowdfunding come il modello di finanziamento che meglio si adatta a questa filosofia.

Massimiliano, ci racconti qualcosa di lei e della sua attuale attività.

Infinity Hub
Massimiliano Braghin

«Mi sono laureato in Economia Aziendale a Ca’ Foscari (Ve) nel 1999. Dopo la laurea mi sono occupato come temporary manager dell’implementazione, anche informatica, di sistemi di controllo gestione/finanza e balanced scorecard, gestendo oltre 20 progetti nazionali. Dal 2008 ho svolto l’attività di project management e amministratore nello sviluppo e realizzazione di grandi impianti alimentati da fonti rinnovabili: 24 referenze storiche, per un totale di potenza installata pari a 22 MWp e un valore di 92 milioni di euro. Condivido oggi un paradigma di accelerazione che fonde azioni di sostenibilità energetica al mondo social e con la maturità della finanza etica e innovativa (Fintech) ben rappresentata dall’equity crowdfunding, mirando a sviluppare azioni e a fare esperienza di efficienza energetica e rinnovabile con un mix libero di persone, imprese e professionisti, con singole Spv (società di scopo). Per questo, nel 2016 ho fondato InfinityHub, che è il primo portale per la conversione energetica sostenibile Made in Italy. La scale up innovativa collega proprietari di immobili con professionisti, imprese e investitori, permettendo di moltiplicare e condividere progetti di sostenibilità energetica. InfinityHub è la prima esperienza europea di Energy social company che usa il crowdfunding per finanziare i progetti della propria community. In un mercato di oltre 150 miliardi di euro, ha già validato 10 volte il modello, divenendo il primo business angel, acceleratore di startup italiane attraverso l’utilizzo dell’equity crowdfunding nell’eolico, nella mobilità elettrica, nell’efficienza energetica dello sport, della sanità e della grande distribuzione».

Come descriverebbe la filosofia e le finalità che animano il suo modo di operare?

«Oggi le mie esperienze si sono più che sommate, si sono moltiplicate in sinergia con altri professionisti e imprese, aiutando la creazione di lavoro ed educando e condividendo con le persone, imprese, istituzioni, progetti sostenibili (ovvero capaci di futuro) nel campo ambientale-energetico ed è proprio qui che si possono applicare anche “linee guida” ben definite anche nell’enciclica di Papa Francesco Laudato Si’, ma per una testimonianza ancora più efficace è in uscita un libro che ho curato, Coltivare l’infinito, edito dalla casa editrice Il Poligrafo».

In che modo questa attitudine si traduce concretamente nel suo lavoro?

«Nel 2018 viene pubblicata dalla Fondazione Istud una raccolta di saggi, “Future Energy, Future Green” a cura dei docenti Maurizio Guandalini e Victor Uckmar, che cerca di analizzare i maggiori temi legati alla green economy, raccontando ciò che è già stato fatto e quante sono le nuove opportunità dell’economia verde. Il libro comprende anche la pubblicazione di un mio saggio sulla speranza di rivoluzione energetica clean win-win, dove vincono tutti. Invito a leggerlo. Emerge un messaggio di speranza perché, citando Nikola Tesla, “La scienza è solo perversione se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”. Ma la speranza non ha niente a che vedere con l’ottimismo, non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che qualcosa ha un senso, indipendentemente da come finirà, se finirà, sta a noi cercare il senso in quello che facciamo. Nello stesso tempo però, “dobbiamo imparare a fare ciò che è necessario, non ciò che è possibile e ci scopriremo a fare l’impossibile” (San Francesco d’Assisi)».

Che futuro vede per l’Italia nell’ambito delle energie rinnovabili e del crowdfunding?

«Il futuro dell’Italia circa le rinnovabili è decisamente d’obbligo e di grande tendenza, ma deve essere il più possibile diffuso e condiviso proprio con il crowdfunding. Mi spiego meglio: ogni iniziativa deve essere aperta a un valore aggiunto condiviso, un progetto non deve assolvere a un solo problema ma deve allo stesso tempo risolverne almeno tre: riduzione degli sprechi, creazione di lavoro, miglioramento della qualità della vita e della salute. C’è poi la questione dell’educazione, che diventa cultura se si entra in un’esperienza comune. Solo l’esperienza insegna in modo indelebile, soprattutto se poi l’esperienza avanza con la dirompenza di una prestazione sportiva. Garantisco che dopo 10 campagne di successo, mi sembra di aver disputato 10 Coppe Europa almeno, fra l’altro dato che le nostre 10 campagne sono state dei record di applicazione del crowdfunding a settori ben precisi, come evidenziato sopra».

Crowdfunding e social sono parole che fanno subito pensare ai giovani. Che ruolo hanno i giovani nei suoi progetti?

«Il ruolo dei giovani è fondamentale, sono nativi di questi sistemi, quando parlo con i miei figli mi dicono: “Ma papà, è ovvio che i tuoi progetti hanno successo, sono utili, condivisi, green e semplici da capire…”. I giovani hanno automaticamente fiducia nei sistemi, ma non sanno la fatica che serve, ora per ora, per fondere assieme una montagna di discipline spesso in contrapposizione, e soprattutto, la difficoltà, a volte, di spiegare il modello a persone che molto giovani non sono, ma che magari dispongono di ingenti risorse e far capire loro che il modello stesso potrebbe dare uno slancio in avanti enorme lanciando le imprese in un futuro ormai già partito. Di certo, nello sviluppo organizzativo di InfinityHub, a mio avviso sarà necessario un esercito di laureati anche interdisciplinari, per agevolare le sinergie e il perfezionamento continuo dei modelli socio economici oltre che delle tecnologie sostenibili. Ma credo molto anche nel ruolo fondamentale delle discipline economiche. Credo che abbiano individuato un circolo virtuoso ed è interessante vedere come l’attività abbia sempre generato utili e abbia oggi ottime prospettive di sviluppo. Un altro elemento importante, relativamente ai giovani, è che la società genera investimenti e crea nuovi posti di lavoro».

Infinity HubCosa ci può anticipare degli sviluppi e dei progetti futuri di InfinityHub?

«Oggi, su 10 progetti avviati in 4 anni, 5 sono stati realizzati nel 2020, anche in un momento tragico da tutti i punti di vista come quello che il mondo sta attraversando. A dimostrazione tangibile che se un progetto ha un senso e ha anche una sostanza, non avrà mai crisi. Moltissimi sono i progetti in pipeline e di dimensioni sempre maggiori. L’Enea ha appena inserito la nostra campagna Rey Venezia, fatta sul portale Ecomill.it (con certificazione Esg di Banca Etica, come quasi tutti i nostri progetti) per la riqualificazione di un centro commerciale a Venezia, come best practice nel report dell’efficienza energetica 2020, anche evidenziando lo sviluppo nello stesso di una comunità energetica. Abbiamo chiuso il 10 novembre scorso su Backtowork24.it la più importante campagna europea sul welfare con 670mila euro raccolti per riqualificare 6 immobili socio-sanitari di una delle più importanti cooperative nel welfare italiane. Ora siamo in corsa su Crowdfundme.it, in condivisione con 110Y, nell’unica campagna di crowdfunding per la gestione del superbonus. Siamo alla vigilia di un importante progetto sanitario in Sicilia e uno altrettanto importante in Lombardia». Stiamo dialogando con Il mondo della finanza italiana, alcuni nomi importanti sono già nostri azionisti o soci nelle Spv, certo che pensiamo alla Borsa di Milano, come evoluzione naturale del nostro percorso. Dulcis in fundo, comunico anche la gara vinta con la società di scopo Venice Lightyear per un project financing sviluppato con Global Power, per la riqualificazione energetica sull’isola di San Servolo, proprio di fronte a San Marco a Venezia, che oggi è un hub universitario internazionale, oltre che un magnifico centro naturale e artistico, quindi verso l’infinito e oltre».

INFO: www.infinityhub.it
info@infinityhub.it

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