Io, ragazzo senza futuro

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Figlio di immigrati a Sidney, sesto di 11 fratelli, incapace di decidere la sua vita. Mel Gibson ha incontrato il cinema per caso. Anzi, dopo una rissa…

Zero pettegolezzi, nessuna foto compromettente, mai uno scandalo, un’amante o un vizio segreto. Quando la stampa internazionale si occupa di Mel Gibson, è sempre per pontificare sulla sua carriera. Nel 2000, i giornali annunciarono a lettere cubitali che il cachet di 25 milioni di dollari per il ruolo di protagonista ne Il patriota di Roland Emmerich era il più alto nella storia del cinema americano. Oggi, si torna a parlare di lui in qualità di regista de La Passione, film sulla morte di Cristo, che ha suscitato polemiche ed è stato accusato di antisemitismo, ma poi assolto dal Vaticano. E ancora: nonostante sia considerato uno degli uomini più sexy di Hollywood, la sua condotta è irreprensibile. Marito fedele e padre affettuoso, quando gira un film si trasferisce sul set con tutta la famiglia: la moglie, Robyn Moore (sempre la stessa da 23 anni) e i loro sette figli.

La prole numerosa è una caratteristica della cattolicissima dinastia Gibson: Mel è il sesto di 11 fratelli. Nato a Peekskill (New York), il 3 gennaio 1956, Mel Columcille Gerard Gibson, a 12 anni emigra con la famiglia a Sidney. Un po’ per necessità economica e un po’ perché il padre voleva sottrarre i figli alla chiamata alle armi per il Vietnam. Fatto curioso: papà Gibson, reduce da un infortunio sul lavoro, riuscì a pagare il biglietto per l’Australia vincendo un quiz televisivo.

I primi anni nella nuova terra non furono per niente facili per Mel, preso in giro dai compagni e chiamato «yank» che, oltre che essere dispregiativo di «americano», significa anche «scocciatore e incapace». Studia e lavora in una fabbrica di succhi di frutta e coltiva i suoi sogni da adolescente, non sapendo se dedicarsi alla carriera di chef o a quella di giornalista. Si racconta che un giorno stava per essere investito da un’auto e fece uno balzo con capriola che lasciò a bocca aperta i passanti. «E se facessi lo stuntman?» pensò, tanto da schiarirsi un po’ le idee sul suo futuro. Ma a tirarlo fuori dal dubbio arriva la sorella, che lo iscrive di nascosto al National Institute of Dramatic Arts dell’Università di Sydney. Era così impacciato e con i nervi a fior di pelle, che la prima volta che salì sul palco dovette recitare seduto, perché in piedi gli tremavano le gambe. Contrariamente ai pronostici, nel 1977, Mel ancora studente viene scritturato per la parte di un surfista nel film Summer city. Guadagno: 20 dollari, che spende in birra con gli amici. Nel 1979, il regista George Miller convoca alcuni giovani talenti per il casting di Mad Max e Gibson prende appuntamento. Peccato che, la sera prima del provino, si trovi coinvolto in una rissa e resti ferito al volto. Con un occhio pesto, penserete, addio scrittura… E invece no: grazie al suo look da ribelle, ottiene il contratto. Il film sbanca i botteghini in Australia, tanto che nel 1981 se ne gira il seguito Interceptor, il guerriero della strada. E’ il decollo della carriera di Gibson, che nel 1985 approderà in Usa, per dar vita a un altro eroe di celluloide, il detective Martin Riggs, protagonista della saga di Arma letale. Dieci anni dopo, vestirà i panni di William Wallace in Braveheart, di cui è anche regista e produttore… e si porta a casa cinque Oscar.

Cristina Galullo, Millionaire 01/2004

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