La piattaforma che ti offre lo smart office

Italian coworking

I migliori coworking dislocati sul territorio italiano riuniti in una piattaforma, Italian Coworking, che mette in contatto centinaia di strutture create per innovare il modo.

ll 2020 ha lasciato dietro di sé numerosi cambiamenti, tra i più importanti la modifica radicale delle modalità e degli spazi in cui lavoriamo. In pochi mesi la nostra Penisola ha sperimentato un nuovo concetto di lavoro, riassunto dalla parola smart working. Sia dal versante spazio-temporale sia da quello meramente pratico, il nostro Paese sta iniziando a metabolizzare questo processo ineluttabile. Si moltiplicano gli spazi condivisi, i coworking, luoghi in cui il lavoro diventa occasione di conoscenza e sperimentazione in itinere, a seconda delle esigenze del lavoratore.
In quest’ottica il servizio proposto da Italian Coworking è al passo con i tempi. Una piattaforma che, in modo semplice ed efficace, consente di scegliere i migliori spazi e far conoscere quanto questi possano aiutare a sviluppare le proprie idee. Italian Coworking costruisce per gli spazi d’innovazione strumenti per crescere, confrontarsi e valorizzare il lavoro di ogni individuo. Con Luca Pulli, Ceo di Italian Coworking, abbiamo parlato della sua società e dell’epocale cambiamento nel mondo del lavoro.

Come si uniscono la tua strada e quella di Italian Coworking?

«Nella mia vita professionale mi sono sempre occupato di consulenza e della definizione di nuovi modelli di business. Circa 1 anno e mezzo fa, si presentò l’opportunità di seguire un progetto per la creazione di una nuova piattaforma che permettesse di trovare uno spazio di lavoro in base alla community di coworker. L’idea mi piacque e accettai la sfida. Non sapevo che le persone incontrate quel giorno, sarebbero diventate ottimi amici, con cui condividere anche esperienze di vita».

Cos’è Italian Coworking?

«Italian Coworking è il portale più completo di spazi di coworking in Italia. È un portale che offre contenuti sia ai manager dei coworking sia ai coworker. E ultimamente anche alle aziende e ai loro collaboratori. Facilitiamo l’incontro tra domanda (richiesta di una postazione di lavoro) e offerta (dei coworking). Abbiamo creato un ecosistema fatto di contenuti, di servizi di booking, di offerta di valore e tanto altro».

Italian coworkingPossiamo definirlo una sorta di Booking.com per il coworking?

«È molto di più. Offriamo un approccio olistico al Digital Desk Journey. Italian Coworking si vuole affermare come la prima vera Oda (Online Desk Agency) del settore, così come accade per altri settori. Con il nostro portale offriamo validi consigli innanzitutto ai coworker, per esempio con il nostro Starter kit proponiamo suggerimenti per scegliere e lavorare al meglio in coworking e uffici flessibili. Oppure con i gears condividiamo idee, prodotti e risorse con chi lavora in spazi condivisi. Ma anche ai coworking offriamo una proposta di valore legata ai contenuti delle nostre survey, che è il nostro appuntamento annuale in cui si evidenzia lo stato di salute del settore ed è il momento più atteso dell’anno. Senza dimenticare che la nostra piattaforma offre una soluzione semplice, veloce ed efficace per gestire i desk disponibili dei coworking, migliorando il loro booking engine».

Come giudichi il cambiamento nel nostro modo di lavorare che l’epidemia Sars-CoV-2 ha procurato?

«Le aziende stanno iniziando a lavorare con scenari che non prevedono un recupero o un ritorno alla situazione pre-Covid a breve termine. Ad esempio, durante il primo lockdown, Twitter ha annunciato che tutti i dipendenti potevano lavorare da casa, per sempre. E molte aziende stanno seguendo questo esempio. Ci sarà un impatto sociale le cui ripercussioni, stimano gli esperti, dureranno per 3-5 anni, altri sostengono per sempre. Il Covid-19 imporrà la chiusura degli uffici perché avranno costi non sostenibili per le aziende. Quest’ultime saranno sempre più interessate a flessibilizzare i costi legati agli affitti e alle manutenzioni degli uffici. La mobilità subirà un brusco cambiamento. I lavoratori tenderanno a voler stare in luoghi sicuri e, quando la solitudine prenderà il sopravvento, cercheranno di spostarsi il meno possibile, preferendo luoghi di lavoro vicino casa. Creare fiducia attraverso la salute, il benessere psicofisico e la digitalizzazione è il nuovo paradigma».

Italian coworkingSarà quindi questo il nuovo scenario di smart working per voi?

«Come detto, le persone hanno bisogno di lavorare vicino casa (stay local) per un marcato senso di sicurezza, scegliendo posti dotati di infrastrutture tecnologiche e vorranno scindere la propria vita privata da quella professionale.
Le aziende utilizzeranno la nostra piattaforma per offrire un posto di lavoro sicuro alle proprie risorse quando lo vorranno e dove lo vorranno. In questo nuovo scenario i coworking giocano un ruolo cruciale.
Ecco perché la nostra soluzione basata sul Time Pass Credit, cioè sulla possibilità da parte delle aziende di comprare e dedicare un budget di spesa per i propri dipendenti, che consentirà loro di scegliere il coworking che più si adatta alle loro esigenze, è la proposta di valore che soddisfa un bisogno che caratterizzerà il futuro».

Che ruolo giocherà il coworking nel prossimo futuro?

«Le indagini di mercato svolte da diversi soggetti, tra cui il Politecnico di Milano, parlano chiaro: lo smart office è il futuro e in questo i coworking hanno la possibilità di reinventarsi.
La nostra survey condotta nel 2019/2020 indica che:
• Il 58% dei lavoratori sostiene che il numero dei coworking esistenti nella loro città non supera la domanda complessiva.
• Il 55% dei coworking prevede un incremento delle postazioni occupate.
• Il 78% dei coworking non utilizzano un software di gestione.
Aiutare i professionisti a trovare un desk che aumenti la loro produttività e favorisca le opportunità di networking e liberare le aziende dal problema legato agli spazi lavorativi è la nostra mission. In questo i coworking hanno una grossa opportunità. Devono capire che l’organizzazione del futuro per il lavoro è agile. Aderire alla nostra soluzione Day Pass sarebbe un’opportunità da cogliere subito per non rischiare di non coglierla appieno o perderla».

Cosa rende speciale Italian Coworking?

«La cosa importante per noi è la ricaduta sociale. Ai cittadini-lavoratori offriamo una soluzione innovativa per consentire loro di avere un equilibrio professionale e socio-familiare adeguato, con orari di lavoro flessibili, utilizzando tecnologie all’avanguardia grazie ai coworking. Siamo l’unica soluzione sul mercato da questo punto di vista. Gli spostamenti si ridurranno, le persone andranno al lavoro a piedi, potendo scegliere la location più vicina a casa, con ripercussioni positive su salute e benessere. L’inquinamento si ridurrà per il minore utilizzo dei trasporti, soprattutto privati».

Qual è il vostro obiettivo?

«I nostri servizi Day Pass e Time Pass Credit sono stati creati per rispondere a 3 esigenze:
• L’azienda eliminerebbe dal proprio conto economico un costo fisso e si deresponsabilizzerebbe di alcune attività che non rientrano nel proprio core business.
• Lo smart worker deciderebbe dove e con chi lavorare, e quando andare in uno spazio di coworking per trovare il giusto equilibrio tra privato e lavoro. Aumenterebbe la socialità, entrando in contatto con persone nuove. La soluzione permette di facilitare la riscoperta del quartiere lavorando vicino alla propria abitazione e facilitare il near working.
• Il coworking saturerebbe le postazioni di lavoro offrendo un servizio di alta qualità».

Italian coworkingA chi vi rivolgete?

«I lavoratori agili in Italia nel 2019 erano 570mila. A marzo 2020, nel pieno del lockdown, 6,6 milioni. A settembre 2020, con la riapertura delle attività già a regime, oltre 5 milioni hanno mantenuto questa abitudine dello smart working. In quello che sarà il vero new normal, si conta che 5,4 milioni di persone continueranno a lavorare da casa. Va detto che lo smart working oggi è visto come un rimedio al momento, una “misura sanitaria” e non come un cambiamento nel modo di lavorare. Ma le cose stanno cambiando. I lavoratori hanno espresso un grado di soddisfazione di 8,3 punti su 10 per lo smart office. Quello che ne emerge è che tornare alla “normalità”, ovvero ritornare ogni giorno a lavorare in ufficio, è uno scenario impensabile.
Il nostro principale target sono le aziende e per soddisfarle abbiamo bisogno dei coworking».

Come pensi evolverà Italian Coworking nel futuro?

«Sogno un giorno che, grazie a Italian Coworking, un papà-lavoratore o una mamma-lavoratrice che vivono a 600 km da Milano e che hanno il desiderio di andare a trovare il proprio figlio che studia nella città meneghina, non avranno più necessità di chiedere ferie, ma potranno decidere di lavorare in un coworking di Milano e la sera godersi i propri figli. Ovviamente tutto questo grazie alla nostra piattaforma e sulla base anche della tecnologia blockchain. Le idee sono tante».

INFO: www.italiancoworking.it

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