Il miglior metodo per investire nell’immobiliare negli USA

JC Group Holding
Giuseppe Cicorella

La storia di un imprenditore che, deluso dal sistema imprenditoriale italiano, si è trasferito negli Stati Uniti e, partendo da zero, ha raggiunto risultati esaltanti negli investimenti.

Una storia che incarna il classico american dream. Il protagonista è Giuseppe Cicorella e il suo percorso inizia quando appena 18enne si trasferisce a Milano per fare l’agente immobiliare. Dopo esordi tosti, la sua caparbietà e lo spirito di intraprendenza lo conducono, in pochi anni, a diventare proprietario dell’agenzia stessa e di altre 12 sparse in tutta Italia. Poi finalmente il salto negli Usa, dove concretizza i suoi desideri. Dopo una serie di operazioni immobiliari di successo, decide nel 2015 di trasferirsi definitivamente in America. Ora la sua zona operativa è in Ohio, a Cleveland, dove ha creato un vero e proprio impero del real estate. Oggi JC Group Holding è una corporation e raccoglie un asset immobiliare che supera 25 milioni di dollari. Abbiamo raggiunto Giuseppe Cicorella grazie a una call Milano-Cleveland, che ci ha raccontato come sia passato dal dormire in auto all’essere milionario.

JC Group HoldingStoria fiabesca la tua. Da dove partiamo?

«Da dove sono partito io. Da zero. Ero un ragazzino di 17 anni che si è trasferito da Conversano (Ba) a Milano. Volevo realizzare grandi cose. Il primo lavoro svolto lo devo al mio modo di essere. Il secondo giorno infatti lavoravo già presso una grossa agenzia immobiliare. Facevo il “porta-a-porta” che molti non avevano il coraggio di fare. Dopo un paio d’anni vendevo immobili da 1 miliardo di lire. Ho comprato le quote del titolare, arrivando a possedere in circa 10 anni 12 agenzie immobiliari in tutta Italia».

Qual è stato il punto di svolta?

«A un corso Warren Buffett spiegò come i miliardari della terra fortificano la loro ricchezza investendo il 50% del loro profitto nell’immobiliare. Decisi che sarebbe stata la mia strada. Ho creato anche fondi immobiliari, nonostante non parlassi lingue straniere e sono stato premiato sempre come il migliore per i risultati. Quando parti dal fondo, impari e metti in atto tante piccole cose che altri, senza questo background, non possono fare».

Quando hai messo il naso fuori dai confini?

«Nel 2002 ho iniziato a valutare opportunità in Europa, dove ho fatto molti corsi di formazione, poi nel 2004 Dubai, Brasile, Marocco. Ma la svolta avvenne nel 2006 quando mi recai negli States. Mi resi conto delle possibilità enormi, stavo 2-3 mesi negli Usa, tornavo in Italia per raccogliere capitali e ritornavo in America. I risultati iniziavano a darmi ragione. Una volta venduto tutto partii per Boca Raton (Florida) con un biglietto di sola andata. Ottenni il Visto E2 acquistando un ristorante, iniziando subito a studiare come realtor e acquistando corsi per diventare investitore immobiliare negli Usa».

Com’è andata negli States?

«Grant Cardone, leader nel real estate americano mi insegnò tutto ciò che mi serviva. Mi proposi a JP Morgan per creare fondi immobiliari. Dopo 3 mesi di prova entrai nel loro team e, non potendo essere assunto a causa del mio Visto, proposi loro che il mio compenso sarebbe stato la prelazione sugli immobili che selezionavo. Accettarono con la condizione che non avrei potuto venderli per 2 anni».

E come hai fatto?

«È la svolta che fa nascere il progetto JCGREI Passive Income. Mentre tutti sono focalizzati con il flipping, ossia compro, ristrutturo e vendo, io faccio business con l’affitto. Acquisto con te, che diventi il mio business partner. L’immobile è per il 75% tuo e il 25% mio, e ciò ti dà un grosso vantaggio. Insieme condivideremo costi e ricavi. La strategia si è rivelata perfetta: in 2 anni il progetto è passato da un asset di 3 immobili a oltre 400. La cosa più difficile è stata guadagnarsi la fiducia delle persone».

Come si articola il progetto JCGREI 2.0?

«Il cliente riceve un immobile acquistato da JC Group Holding Corp. pagandolo mediamente il 30% in meno del valore di mercato. Creiamo assieme una nuova sotto-società che detiene l’asset. Tu, cliente, sarai l’amministratore delegato e noi manager. La banca ti contatterà per aprire il conto corrente societario sul quale arrivano gli affitti, mentre tu resti comodamente in Italia. Oggi l’asset del progetto JCGREI 2.0 vale oltre 25 milioni di dollari e percepiamo più di 220mila dollari di affitti al mese».

Come state vivendo questo momento di crisi?

«Per noi è un momento straordinario. C’è un epocale trasferimento di newyorkesi a Cleveland. È come se i milanesi si trasferissero in massa a Napoli per lavorare. Prima avevamo una media di 7 giorni di permanenza dell’immobile sul mercato affinché venisse affittato, ora è di 1 giorno».

Quali differenze hai riscontrato nel sistema tra Italia e Usa?

«In Italia i soldi li danno a chi li ha, qui a chi li sa gestire. Un esempio: in Italia in 25 anni ho posseduto 20 immobili, pensa che al 7° mutuo mi hanno chiesto la firma di mia madre che è pensionata. Negli Usa ho attivato negli ultimi 2 anni 28 mutui, rifinanziando proprietà in mio possesso. Oggi il mio asset personale è di 62 immobili. Acquistando un immobile lo ristrutturiamo, lo affittiamo e lo rifinanziamo, ripetendo il processo all’infinito. Pago 25mila dollari di mutui al mese, ma ne ricevo circa 60mila di affitti. Negli Usa se hai successo ti ammirano, in Italia ti invidiano».

Perché il tuo è un progetto rivoluzionario per il settore?

«In genere, acquistando attraverso un agente immobiliare tutto quello che ne consegue (gestione, ristrutturazioni, affitto e rendimento) sono responsabilità dell’investitore. Nel progetto JCGREI Passive Income il cliente rimane comodamente a casa in Italia perché il progetto possiede una società di costruzione, una di manutenzione, una di management e una di agenti immobiliari, che paghiamo con il nostro 25%. Ecco perché manteniamo i costi bassi. Accedere al credito è facile qui negli Usa. Ad esempio, acquisti una casa di 70mila dollari ristrutturandola con 30mila. Quindi con 100mila dollari, una volta affittata, per la banca vale 170mila. Riceverai quindi l’80% del valore dato dalla banca, ovvero più soldi di quanti ne hai investiti. Tutto ciò in Italia è pura fantascienza».

JC Group Holding
Il Libro che sognava narra la storia di Cicorella, ma è un testo soprattutto motivazionale e d’ispirazione per avere il giusto mindset verso il successo.

Quali sono i valori fondanti del progetto?

«Per guadagnare io devo far guadagnare il mio cliente e ogni sua spesa è anche la mia, in una perfetta strategia win-win. La trasparenza dei dati e delle operazioni è massima. Abbiamo aree riservate dove posto video dalle nostre proprietà, una App che li aggiorna in tempo reale sulla gestione degli immobili e materiale esclusivo che ha valenza informativa e formativa a livello tecnico, burocratico, legale e fiscale».

Quali i vantaggi di avere JC Group Holding come socio?

«Avere un investimento sicuro nel medio-lungo termine, affidarsi a una persona che fa questo lavoro da 29 anni e a un team di esperti interni ed esterni al progetto. Il nostro commercialista è italiano con sede a Miami. L’investitore è seguito da professionisti italiani del team JCGREI 2.0. I nostri handyman sono disponibili 24/7 per ogni eventuale problema nella proprietà. Il ritorno dell’investimento è pazzesco, ben oltre il 23%».

Ci sono basi minime di investimento?

«130mila dollari, necessari per l’acquisto di una duplex e una single family home. Attraverso un nostro sito, clevelandresidentialrental.com, i clienti possono controllare in tempo reale le loro proprietà».

Qual è il tuo guadagno in tutto ciò?

«I numeri, che ti danno il potere. Quando vado dalle banche e compro un immobile ho un prezzo, ma se ne compro 25 i prezzi si abbassano notevolmente. Il vantaggio l’ho sulle mie operazioni immobiliari e grazie al cash flow che genero».

Non hai mai pensato di fare un corso?

«È tutto pronto, ma lo sviluppo che ha richiesto il progetto negli ultimi mesi non mi ha lasciato possibilità. Partirà tutto nel 2021, quando i risultati saranno ancora più strabilianti. Non ti spiegherò come si fa, ma ti farò vedere come ho fatto».

Prossimi progetti?

«Espanderci anche a Columbus. E ritornare in Florida, nella zona nord. Ho trattative avanzate con grossi investitori americani. Il mio obiettivo è arrivare a 1.000 immobili ed essere quotato in Borsa».

INFO: www.giuseppecicorella.com
info@giuseppecicorella.com

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