La mia vita con i delfini

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Li chiamano “animali guaritori”. Ma può il loro contatto cambiare la vita di una persona? Giudicate voi. Sierra Goodman lavorava in uno studio legale in California. Ora ha mollato tutto e vive in Costa Rica. Con gli angeli del mare

«Prima di morire voglio nuotare con i delfini in libertà, dicevo ai miei amici, ignara che quell’esperienza avrebbe cambiato per sempre la mia vita. L’occasione arrivò quando ricevetti un bonus dall’ufficio legale presso cui lavoravo, in California. Con quei soldi, che rappresentarono anche la prima di numerose “strane coincidenze”, prenotai la mia prima nuotata alle Bahamas. Era il giugno del 1997. Non ci sono parole per descrivere quello che provai. Immersa nell’acqua, circondata da una decina di delfini, mi sentivo rilassata, protetta, con una grande gioia dentro.

Quando tornai sulla barca piansi lacrime di felicità.

Sentivo che avevo vissuto un’avventura unica. Rientrata a casa, in California, mi sentivo sempre più strana… Il mio ex-fidanzato e i miei pet (cane, pappagallo e quattro gatti) richiedevano la mia attenzione. Mi sembrava di esplodere. Il mio unico desiderio era ritrovare quella pace che avevo provato tra i delfini. Ho fatto di tutto per fondare l’agenzia Divine Dolphin e piano piano, durante le vacanze o nei week end, ho cominciato a organizzare tour alle Bahamas, per permettere ad altre persone di sperimentare quello che avevo scoperto io.

Ogni tuffo in mare insieme ai delfini è sempre una nuova emozione. Mi piace vedere come nuotano appaiati, come si sfiorano e giocano per dimostrarsi affetto, come si lasciano toccare dall’essere umano.

Tutti i partecipanti alle mie spedizioni sono concordi nell’affermare che essere toccati dalla “magia” dei delfini ha lasciato una traccia indelebile nelle loro vite.

Nel dicembre dello stesso anno, Geoff (il capitano della barca che mi appoggiava in questi tour) mi fece la proposta di andare in Florida a lavorare con lui. Non dovetti rifletterci molto. I delfini in quei mesi mi avevano insegnato “a seguire la corrente”. Nella vita si può scegliere di combattere o di lasciarsi trascinare dal flusso naturale delle cose. Se decidi di lottare, la vita può essere dura, ma se recepisci dentro di te i messaggi e sai di essere sulla strada giusta, le opportunità ti si presentano da sole, come era accaduto a me con il bonus insperato e l’offerta di Geoff. Così, il 26 marzo 1998, giorno del mio compleanno, lasciai il mio lavoro come assistente legale e mi trasferii in Florida, per dedicarmi a tempo pieno agli incontri con i delfini alle Bahamas. In quel periodo vissi esperienze memorabili, che approfondirono la mia comunicazione con loro.

Una volta scesi in acqua con un foulard rosso che subito attirò l’attenzione degli animali che cominciarono a giocare con me: arrivava uno e prendeva il drappo in bocca per portarmelo via, poi lo passava a un altro, e quando riuscivo a riprenderlo… ecco che veniva un altro a recuperarlo. Si muovevano tutti intorno a me, si avvicinavano e prendevano il foulard dalle mie mani, ma dolcemente, senza strappi violenti. Fu un gioco bellissimo, ma la sensazione più forte che ricordo è quando due delfini mi si avvicinarono e cominciarono a “picchiettarmi” con i loro sonar. Sentivo scendere le vibrazioni lungo tutto il corpo, i muscoli e la mente in uno stato di rilassatezza totale, come se il mio organismo si stesse rigenerando.

In quei giorni festeggiavo l’anniversario della mia prima esperienza con i delfini, ero felice. Nell’agosto del ’98 mi presi una vacanza per conoscere il Costa Rica, Paese che mi aveva sempre affascinata. Per un’altra di quelle “strane coincidenze”, lessi un articolo su un giornale locale in cui si sottolineava la mancanza di organizzazioni per incontri con i delfini al largo del Costa Rica. E l’idea cominciò a frullarmi nel cervello… La stagione buona era esattamente opposta a quella delle Bahamas. Avrei potuto gestire i tour dalla Florida da maggio a ottobre, organizzare quelli in Costa Rica da novembre a maggio e così avrei avuto la possibilità di stare tutto l’anno tra i miei amati delfini. Ma le coincidenze non erano ancora finite. In aeroporto, mentre aspettavo l’aereo per tornare in Usa, una signora attratta dalla scritta “Salviamo i delfini” stampata sulla mia maglietta mi chiese “Ti piacciono i delfini?”. Le risposi: “Sono tutta la mia vita. Organizzo tour per nuotare con loro”. E la signora: “Felice di conoscerti. Sono Maria del Mar, presidente della Fondazione per la salvaguardia dei delfini in Costa Rica”. Ci scambiammo gli indirizzi.

Rientrai in Florida, con la sensazione che qualcosa di importante stava per cominciare. Vivevo a Coconut Grove da soli cinque mesi e mi trovavo benissimo. Pensavo che mi sarei fermata lì per molto, molto tempo, ma mi sentivo attratta da un altro posto. Non sapevo dove c’erano delfini in Costa Rica, e nemmeno dove avrei potuto stabilire la base per l’organizzazione dei tour, ma qualcosa dentro di me mi diceva che dovevo ascoltare quei messaggi. Presi la decisione di trasferirmi in Costa Rica. Il problema era dove. Ci vollero due viaggi, pieni di peripezie lungo entrambi i litorali prima di arrivare a Drake Bay, a sud della costa pacifica. Qui trovai una casa in pessimo stato perché era appena passato l’uragano Mitch, ma circondata da dieci acri di terreno, con la foresta alle spalle e il mare di fronte. Non sapevo se lì al largo avrei trovato i delfini, ma sentii che quello era il mio posto. Contattai l’amministratore della proprietà, che si dichiarò disposto a darmela in affitto per 500 dollari al mese: un affare. Ma quando ero già con le valigie pronte per partire, una telefonata mandò all’aria i miei piani. Era sbucato un compratore e il proprietario aveva deciso di venderla. Entrai in panico, ma reagii. Mi presentai all’ufficio dell’amministratore armata di una contro-offerta con tanto di programma rateizzato dei pagamenti, spiegandogli che cosa avrei voluto fare con i delfini. La spuntai: nonostante la mia offerta fosse la metà di quella dell’altro compratore, avevo vinto. “Perché vendere a me, dunque?” domandai. “Per i delfini” fu la risposta. Ancora una volta i miei angeli custodi del mare erano intervenuti a mio favore.

Mi stabilii a Drake Bay il 29 dicembre 1998, accompagnata dal mio amico Jerry che mi ha seguito in questa avventura. Comprammo una piccola barca e cominciammo a esplorare le acque: sì, i delfini c’erano, e a centinaia, insieme a balene e altre meravigliose creature marine. Così abbiamo iniziato a lavorare duro per costruire Delfin Amor Eco Lodge. Uscendo in mare ogni giorno, ci siamo però resi conto che la zona era infestata di reti per la pesca commerciale, pericolosissime per questi animali. Un giorno salvammo un delfino intrappolato e scrissi un articolo di denuncia su un giornale locale. Dovevamo fare qualcosa per proteggere l’area, ma trasformarci in un’organizzazione no-profit è un procedimento lungo e costoso in Costa Rica. Eravamo con le mani legate, fino a quando mi chiamò Maria del Mar, che aveva letto quell’articolo sul salvataggio del delfino e mi offriva la presidenza della sua Fondazione per l’ottimo lavoro che stavo svolgendo. Ancora una volta le cose fluivano da sole verso la soluzione: grazie a questa carica ho potuto creare un santuario marino per proteggere i delfini e le balene di Drake Bay.

Vivo qui da anni ormai, accompagnando i miei ospiti a vivere le meravigliose sensazioni di rinnovamento che regala il contatto con i delfini. Quando dicevo “Prima di morire voglio nuotare con i delfini in libertà”, non sapevo quanto profetica fosse quella frase. Una parte di me è morta nel giugno del 1997 alle Bahamas, ma è nata anche una parte nuova, che vivo intensamente e che amo condividere con i miei ospiti e i miei angeli custodi del mare».

animali che guariscono

La sensazione di benessere fisico e psichico provata da chi si immerge con i delfini è confermata dagli studi scientifici. Gli esperti hanno dimostrato che attraverso il loro sonar (sistema biologico di ecolocazione), questi animali riescono a percepire le tensioni muscolari e anche le alterazioni ormonali che provocano i cambi di umore delle persone che si trovano vicine a loro. E si comportano di conseguenza: sono giocosi con chi non ha paura di loro e si tengono a distanza se percepiscono il timore. In altre parole riescono a entrare in sintonia con l’uomo, rendendo l’incontro un’esperienza emozionale intensa e profonda, capace di sbloccare le tensioni fisiche e psichiche. Da questi studi nasce la delfinoterapia, che ha ottenuto risultati eccezionali soprattutto con soggetti autistici e depressi, anche se non è ancora stato accertato il meccanismo. In Italia, la delfinoterapia si pratica al Delfinario di Rimini.

INFO: tel. 0541 50298, www.delfinariorimini.it

Cristina Galullo, Millionaire 6/2005

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