La vita è bella

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Dedicato a chi si arrende ancora prima di iniziare. Questa è la storia di due attori in apparenza condannati. Ma ritornati alla vita con più forza. Perché niente è impossibile. Per chi ha coraggio…

Dopo una vita di sacrifici, l’irreprensibile George Bailey si trova sull’orlo del suicidio. Un angelo lo spingerà a desistere, dopo avergli fatto vedere un mondo peggiore, senza di lui. E’ la storia del film di Frank Capra La vita è meravigliosa con James Stewart. Nella vita vera, il lieto fine non è sempre così scontato. Eppure anche i protagonisti del mondo del cinema si ritrovano a vivere storie di dolore e sofferenza. Come se la sorte li chiamasse a interpretare il loro ruolo più difficile. E proprio il loro esempio dà l’insegnamento più grande: se si riesce a vivere una vita piena e a realizzare progetti importanti da malati o invalidi, figurarsi da sani, forti e attivi. Ecco perché può valere la pena di raccontare due storie esemplari.

«Sono un uomo fortunato”, parola di Michael J. Fox. Non ci sarebbe nulla di strano se il celebre attore avesse pronunciato questa frase ai tempi del successo di Casa Keaton o di Ritorno al futuro. No, questo lui l’ha detto quando già sapeva di essere stato colpito dal morbo di Parkinson. Non che sia stato facile accettare il terribile verdetto e condividerlo con il suo pubblico. Per sette anni, infatti, l’attore ha nascosto la malattia, che gli causava disturbi sempre più gravi e tremiti di intensità crescente. Nel settembre del ’98, Michael J. Fox, a 37 anni, ha annunciato pubblicamente che gli era stato diagnosticato il morbo di Parkinson, condizione neurologica degenerativa, attualmente non curabile, che di solito colpisce persone anziane. Quella coraggiosa confessione ha rotto il silenzio che aveva avvolto fino ad allora la malattia, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica e innescando un movimento di informazione e di ricerca. Non solo, l’attore si è anche impegnato in prima persona con la fondazione omonima (www.michaeljfox.org), che dalla fine del 2000 ha raccolto per la causa oltre 35 milioni di dollari. L’esperienza di Fox è diventata anche un libro, Lucky man, che lui ha impiegato 14 mesi a dettare. «Avevo un obiettivo preciso: scrivere un resoconto onesto di come, negli ultimi sette anni, avevo conciliato la malattia con una vita ricca e produttiva. Era importante per me riuscire a trasmettere il mio ottimismo, la gratitudine, la speranza e perfino la capacità di ridere di certi aspetti del Parkinson». Dopo il successo negli Usa, il libro, i cui proventi contribuiscono a sostenere la Fondazione, è disponibile anche in italiano (Tea, 9 euro). Dopo anni dedicati solo alla causa e lontano dalle scene, l’attore è tornato anche sul set per due puntate in una serie tv, nel ruolo di un medico geniale.

«Sono realisticamente ottimista. Conto di non passare tutto il resto della mia vita su una sedia a rotelle» afferma Christopher Reeve, attore e regista americano. Era il ’95 quando una caduta da cavallo lo ha paralizzato quasi completamente. Strano destino, per l’uomo che aveva raggiunto la popolarità interpretando il ruolo di Superman. Ma già allora Reeve sosteneva: «Non sono i super poteri che rendono Superman un eroe, ma la saggezza e la maturità con cui è in grado di usarli». Nato a New York, Reeve ha interpretato a otto anni il suo primo ruolo. Quindi ha studiato teatro, anche in Francia e Inghilterra, finanziandosi con i primi piccoli ruoli. Alla fine degli anni Settanta, l’arrivo del grande successo. Anche prima dell’incidente, Reeve era impegnato in battaglie civili, iniziative benefiche e di solidarietà. Ma è soprattutto dopo che ha dimostrato di essere un vero super eroe. Dopo sei mesi di riabilitazione, l’attore è tornato a casa, accolto dalla moglie Dana e dai tre figli. «Ci sono stati dei cambiamenti, certo: non posso più andare a cavallo e nuotare con i miei cari. Ho accettato il fatto che essere insieme è diventato più importante che fare le cose insieme». Quindi ha creato una fondazione (www.christopherreeve.org), per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi dei disabili e raccogliere fondi. Ha partecipato a programmi televisivi ed è intervenuto in numerosi incontri per sostenere la causa. Ha interpretato il remake del film La finestra sul cortile, diretto documentari e spot a fini sociali e scritto libri. Ma, soprattutto, non ha smesso di lottare. Non a caso il titolo del suo ultimo libro è: Niente è impossibile (Ponte alle Grazie, 13 euro). In libreria anche Sempre io (Tea, 8,26 euro).

Morale: le storie che vi abbiamo raccontato ci insegnano che ci vuole coraggio. Non ci sono scuse per nessuno. Perché ognuno può trovare dentro di sé i poteri di un super eroe. A maggior ragione se può camminare, correre, parlare.

Lucia Ingrosso, Millionaire 5/2004

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