Le “sveltine” in borsa fanno ricchi solo i broker

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Non si guadagna modificando continuamente le proprie scelte d’investimento. così risponde il nostro esperto a chi spera di fare soldi, rincorrendo le news finanziarie

Gentile Gaziano,

seguo saltuariamente le sue opinioni sui mercati e nel passato ho provato per qualche giorno a seguire i suoi consigli. Le confesso però che il suo approccio mi sembra troppo cauto, nonostante gli eccellenti risultati che ha realizzato. Io, invece, ho iniziato da poco a operare più con un approccio da day trader e in Borsa preferisco fare tante operazioni veloci, piuttosto che restare investiti per molto tempo. D’altra parte le notizie e i dati si susseguono giornalmente, minuto dopo minuto…

L. C. – Segrate (MI)

Non sono pienamente d’accordo. Opero da 20 anni sui mercati azionari e ho tratto da diverso tempo l’insegnamento che sia spesso più utile leggere le notizie “vecchie” di qualche settimana o mese prima (e rifletterci sopra, inquadrando meglio la prospettiva), piuttosto che emotivamente correre dietro alle “hot news”. E i rendimenti dei miei portafogli rappresentano la migliore testimonianza concreta di questo approccio “contrarian”. D’altra parte, compravendere continuamente e fare trading, per stare dietro alle notizie, serve solo a far ricchi gli intermediari e non i risparmiatori: lo ha spiegato molto bene anche un articolo pubblicato qualche settimana fa da The Wall Street Journal, dove si riprendono gli studi di due docenti di finanza dell’Università di Berkeley, Brad Barber e Terrance Odean. Vale la pena rincorrere le notizie per modificare le proprie scelte di investimento? Si guadagna a star dietro alle news sui mercati finanziari, battute in continuazione dalle agenzie stampa e replicate sui siti Internet o sui canali tv specializzati? Il verdetto è spietatamente negativo: secondo questa ricerca, anni di crisi e di boom insegnano che si devono ignorare gli allarmismi del giorno-per-giorno e inquadrare piuttosto il contesto. Inutile sperare di fare soldi sfruttando le notizie finanziarie sui dati macroeconomici o sui comunicati stampa diramati dalle società quotate. «L’informazione potrà anche essere l’anima del mercato – scrive Jonathan Clemens su The Wall Street Journal – ma questo non significa che sia facile far soldi basandosi sulle notizie finanziarie». I due docenti californiani hanno analizzato nel tempo il comportamento e le performance di decine di migliaia di investitori che sono passati dal trading via telefono a quello on line, paragonando le loro performance a quelle di un numero eguale di investitori con investimenti della stessa portata, ma che non usavano il trading on line. Risultato: chi era passato dalla negoziazione tradizionale alla speculazione “mordi e fuggi” aveva peggiorato nettamente le performance, iniziando una volta on line a movimentare molto di più il portafoglio e in modo più aggressivo, registrando performance inferiori al mercato. Un netto peggioramento dei risultati spiegabile nell’eccessiva sicurezza di sé, incrementata da una tendenza auto-attributiva e dall’illusione della conoscenza superiore dei mercati… ora a portata di clic. «Se acquistate le azioni che compaiono nelle notizie finanziarie – ha affermato Terrance Odean – il vostro acquisto o vendita avverrà probabilmente insieme agli stessi movimenti di altri investitori dilettanti. Questi movimenti in massa possono far salire temporaneamente il prezzo del titolo, e ciò significa che i vostri ritorni futuri saranno inferiori». La conclusione di questo studio e dello stesso articolista de The Wall Street Journal può apparire beffarda (soprattutto per un giornale finanziario): «Ci sono buone possibilità di ottenere cospicui guadagni con le azioni, per lo meno fino a quando ignorerete gli allarmistici titoli dei giornali e imposterete le scelte sul lungo termine». Concordo.

Salvatore Gaziano, Millionaire 6/2005

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