Londra – New York: idee da prendere al volo

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Piccole idee, grandi business. Mini investimenti, maxi opportunità. Millionaire è andato a caccia di idee d’impresa nei due luoghi più trendy del mondo. E ha trovato business tutti da importare. Per gli animali, per i più giovani, per i single

Londra e New York, è qui che gli inviati di Millionaire hanno scovato piccole idee e prodotti originali da importare in Italia. Storie di impresa più o meno piccole, ma di comprovato successo. Business nuovi o rivisti e corretti, ma che hanno tutte le caratteristiche per sfondare nel nostro Paese. Per chi è pronto a cogliere i suggerimenti e pensa di farci una nuova impresa, ecco qualche avvertenza. In primo luogo: una verifica è d’obbligo. In particolare, occorre valutare la localizzazione. Quello che funziona a Londra, New York o nelle grandi città, non è detto trovi in località più piccole un bacino di clientela sufficiente a garantire buoni redditi. Quindi, attenzione: la nicchia funziona, ma solo a certe condizioni. Prima di partire, occorre sempre fare una piccola ricerca di mercato sul territorio, anche informale. Raccogliere i pareri e le esigenze dei potenziali clienti è fondamentale per capire se un giorno potranno tramutarsi in clienti effettivi. A tutto ciò vanno aggiunte le considerazioni legate al fatto di mettersi in proprio (business plan, investimenti, finanziamenti, know how…). Tutti argomenti ai quali Millionaire dedica spazio ogni mese. Per aiutarvi a partire con il piede giusto.

(I nostri inviati: Olimpia Bellan – Londra e Giulio Graziani – New York, redazione@nuovo.millionaire.it)

perché Londra

n             Capitale della Gran Bretagna

n             Sette milioni e mezzo di abitanti

n             E’ stata eletta migliore capitale d’Europa: la più multiculturale, multirazziale, con più verde,      opportunità di lavoro, cultura, musei, show-business

n             Dalla moda alla musica, è una delle città maggiormente di tendenza

n             E’ stata designata sede delle Olimpiadi del 2012

n             Da leggere: Londra, Touring, 22 euro

n             Sul Web: www.visitlondon.com (sito ufficiale della città, in inglese); www.londraoggi.com,  www.londra.net, www.londraweb.com

perché New York

n             E’ la città più rappresentativa degli Stati Uniti

n             Viene detta la Grande Mela (Big Apple)

n             Conta otto milioni di abitanti circa

n             E’ divisa in cinque quartieri (Manhattan, Bronx,

Queens, Brooklyn e Staten Island)

n             E’ sede delle Nazioni Unite

n             E’ uno dei maggior centri finanziari del mondo,                fucina di nuovi talenti imprenditoriali

n             Polo culturale, meta di turisti da tutto il mondo, anticipa spesso trend e mode

n             Da leggere: Il meglio di New York, di Ginger A. Otis, Edt, 12 euro

n             Sul Web: www.nyc.gov (sito ufficiale della città, in inglese); www.nyc-site.com (una guida alla città, in italiano)

Mia mamma? Una fashion victim

L’idea: creare una boutique specializzata in abbigliamento pré-maman trendy

Una delle prime preoccupazioni di una fashion victim in dolce attesa è certamente che cosa indossare durante quei fatidici nove mesi. La taglia aumenta indiscutibilmente e trovare l’abito da sera firmato o il jeans all’ultimo grido è un’impresa ardua. I negozi pre-maman tradizionali offrono un abbigliamento standardizzato, più attento alla comodità che allo stile. Il baby boom fra le celebrità (Gwyneth Paltrow in Inghilterra, Heidi Klum in Germania e Monica Bellucci in Italia, per esempio) ha fatto venir voglia di eleganza col pancione. La risposta londinese a questo bisogno è 9 London, un negozio pré-maman “griffato”.

«Abbiamo inventato qualcosa che prima non c’era: vendiamo maternity wear con le firme più ricercate come Diane von Furstenberg, Juicy Couture, Liz Lange o i jeans Earl, i più venduti. Le nostre prime clienti? Elle Macpherson, Kate Moss, Claudia Schiffer, Kate Winslet, Elizabeth Hurley per citarne solo alcune. Oggi vestiamo tutte le mamme famose» spiega Emily Evans, che ha avuto l’idea del negozio con Adela King. Alla buona idea si aggiungono un solido passato nella moda e uno spiccato senso imprenditoriale. Come per ogni iniziativa di successo, c’è già chi ha tentato di copiarla, ma 9 London resta il negozio più fornito. Ce n’è per tutti i gusti e ogni occasione: abiti in stile casual, sexy o da gran sera. 9 London ha l’esclusiva per l’Europa di quasi tutti i marchi che vende. Dopo 9 London, ha aperto anche Blossom (www.blossommotherandchild.com).

Molti stilisti internazionali hanno creato linee maternity. Diane von Fustenberg adatta le sue collezioni alle forme pré-maman utilizzando tessuti pregiati come la seta. Il marchio Earl ha permesso a 9 London di trasformare i famosi jeans in stile vintage o classici rendendoli stretch e regolandoli nei punti più rotondi (145 sterline). Desideratissima la griffe Juicy Couture, che ha spopolato fra le celebrità d’Oltreoceano per le tute da ginnastica sexy e sportive allo stesso tempo (top a 90 sterline, pantaloni a 75). Ex direttore di Vogue America, Liz Lange ha riscosso un grande successo a New York, disegnando una collezione pré-maman anche per l’ufficio, per la donna in carriera che non rinuncia al tailleur (pantaloni neri classici a 210 sterline). Chi non ha mai cercato disperatamente i capi sfoggiati nella fortunata serie televisiva Sex and the City? Da 9 London ci sono anche quelli. Progetti futuri: una linea lusso per abiti da sera e una di maglieria disegnate. l’apertura di una boutique in America, una in Europa e una seconda in Inghilterra.

INFO: 9 London – 8 Hollywood Road – London SW10 9HY – tel. 0044 (0)20 73527600 – www.9london.co.uk

Valigie pronte per partire

L’idea: fare e disfare la borsa, su richiesta

Siamo nell’era delle comodità in cui la pigrizia ha un costo e quasi tutto si ottiene a domicilio. Il personal shopper ti riveste, il supermercato on line ti porta la spesa a casa, il massaggiatore, il parrucchiere e l’estetista ti rimettono a nuovo fra le mura di casa tua, mentre il personal trainer si occupa della tua forma fisica e nutrizionale mandandoti il programma via e-mail. Ma nessuno aveva pensato ancora alla valigia. Stufi di farla e disfarla? Il pensiero di lavare, stirare, piegare e impacchettare vi inorridisce? Ora c’è chi lo fa per voi.

Il servizio si chiama “jet-set” ed è offerto dalle migliori tintorie e lavasecco di Londra. Basta una telefonata: vengono a casa, ritirano il tuo guardaroba e lo riportano come se fosse appena acquistato e confezionato, e te lo mettono direttamente in valigia. Stessa cosa fanno al ritorno. Oltre a fare e disfare la valigia, jet-set ripara dove è necessario: ricuce eventuali buchi, rimette bottoni, aggiusta zip. Infine il packaging, il confezionamento personalizzato degli indumenti, utilizzato soprattutto dalle celebrità internazionali.

INFO: due storiche lavanderie di Londra che offrono questo servizio sono Blossom and Browne’s (www.blossomandbrowne.com) e Jeeves of Belgravia (www.jeevesofbelgravia.co.uk).

perché in Italia

Target ideali sono gli uomini single (o lontani da casa), che viaggiano spesso per lavoro (imprenditori, politici, manager, artisti). Punti di riferimento del settore sono l’Associazione nazionale imprenditori lavanderie (tel. 06 70374213) e il portale www.lavanderia.it. In Italia esistono già lavanderie che effettuano il servizio a domicilio (per esempio a Milano, www.lavanet.it) e potrebbero aggiungere anche il servizio relativo alla valigia.

Spaghetti a Piccadilly Circus

L’idea: aprire un supermercato on line di prodotti solo italiani

L’idea non è originale. In compenso però è applicata in modo nuovo, professionale e moderno. Ludovico Filotto è un italiano che vive a Londra: qui ha realizzato due iniziative di business. La prima è un vero e proprio supermercato on line di prodotti italiani, con consegna a domicilio di pasta, prosciutto, frutta, verdura, prodotti per bambini, riviste di gossip… Si chiama Portobello Food Company (Pfc): i suoi prodotti sono richiestissimi, perché introvabili nei negozi inglesi e con prezzi competitivi rispetto a quelli dei negozi di specialità italiane. Il secondo business è Al Volo, un ristorante che prepara e consegna il pranzo di mezzogiorno, rigorosamente italiano, ai broker della City. Spiega Filotto: «L’idea di Portobello Food Company mi è venuta perché amo mangiare bene e otto anni fa a Londra era ancora difficile trovare buoni ingredienti italiani. Una piccola ricerca di mercato aveva confermato che ci sarebbe stato spazio per questa iniziativa. A quel tempo la consegna a domicilio era ancora agli albori e con i miei soci pensavamo che offrire un’ampia selezione di prodotti senza avere gli alti costi di struttura di un grande negozio potesse essere un fattore critico di successo. Dopo aver lavorato per nove anni in banche di investimento, avevo voglia di intraprendere qualcosa di nuovo. Per di più era un momento storico particolare: le barriere doganali in Europa erano cadute da poco, l’euro stava per entrare in scena e Internet stava mostrando il suo potenziale». Un business affermato e consolidato, frutto di anni di lavoro non privi di difficoltà. «La difficoltà principale è stata passare dall’ambiente protetto e strutturato di una banca di investimento a una realtà tutta da costruire. Le conoscenze che avevo accumulato lavorando nei mercati finanziari non aiutavano nel creare una nuova attività. Portobello Food Company si regge su tre gambe: logistica, tecnologia e marketing. Nessuno di noi aveva esperienza in quei settori e abbiamo dovuto imparare tutto molto in fretta. Ma la chiave del successo è stato l’impegno nel trovare e importare i prodotti tipici anche se poco conosciuti e promuoverne il contenuto culturale (oltre che il buon sapore). Oggi le due attività fatturano circa 700 mila sterline l’anno ciascuna. Pfc ha inoltre attivato un nuovo canale di vendita, quello del servizio ai ristoranti e ai negozi di alta gamma, che sta andando molto bene».

INFO: www.portobellofood.com

perché in Italia

Aumenta, e non solo nelle grandi città, il numero di stranieri. In Italia si parla di un milione e mezzo di persone (Istat). Offrire loro una selezione di prodotti “nazionali” (alimentari, ma anche legati al tempo libero) potrebbe essere un’idea vincente. La Sda Bocconi ha istituito il Malm, Corso di perfezionamento per manager dell’immigrazione: esperti in gestione di aziende e utenti multietnici. La partecipazione al corso è gratuita, finanziata dal Fondo Sociale Europeo.

INFO: tel. 02 58366605, www.sdabocconi.it

Single? arriva il matchmaker

L’idea: offrire un servizio di incontri mirato sulle esigenze e i gusti dei single

Negli Usa, come in Europa, la solitudine fa paura. E i single fanno di tutto per restarlo il meno a lungo possibile. Chi ha pochi soldi e più tempo a disposizione si arrangia per conto proprio. Il mercato studia invece dei servizi mirati per i single in carriera: persone che hanno redditi elevati, esigenze precise, ma poco tempo da perdere. E la necessità di andare a colpo sicuro.

Tramontata l’era delle agenzie matrimoniali (il più delle volte generaliste, costose e inefficaci), si afferma la figura del matchmaker, l’organizzatore di appuntamenti professionale. Un po’ psicologo e un po’ pierre, deve avere un’ampia rete di conoscenti e frequentare i posti “giusti”. L’agenzia per cuori solitari più quotata della Grande Mela è la Serious matchmaking, di Janis Spindel. I suoi segreti? Una clientela selezionatissima, grande attenzione (e un pizzico di intuito) negli abbinamenti. E una serie di formule: dall’incontro one to one ai party, dai servizi on line alla consulenza per migliorare il proprio approccio con gli altri. Un colloquio con il matchmaker costa 750 dollari, l’iscrizione all’agenzia fino a 50 mila. A motivare gli iscritti i suoi successi: 715 matrimoni e 800 relazioni stabili. INFO: www.janisspindelmatchmaker.com

Intanto da importare in Italia anche altre formule per far incontrare i single. Le ultime novità sono lo speed dating (più incontri, brevi, nella stessa serata, www.hurrydate.com) e il party delle coccole (incontri in cui sulla ricerca di sesso prevale quella di affetto, www.cuddleparty.com). Funzionano (e generano reddito) solo servizi di alto livello e molto personalizzati. Negli Usa, si stanno affermando siti che fanno incontrare persone già unite da qualcosa come i vegetariani (www.veggiematchmakers.com), gli ebrei (www.jdate.com), i genitori single (www.singleparentsmingle.com), gli amanti degli animali (www.kissykat.com), i laureati (www.rightstuffdating.com). In Italia si segnala www.parship.it: tutti gli utenti compilano un test psicologico che garantisce sulla veridicità del loro profilo. Ma attenzione: i suoi servizi sono a pagamento.

perché in Italia

Secondo l’Istat, una famiglia su quattro è composta da una persona sola. Un mercato enorme, quindi. Che aspetta solo servizi adatti e su misura. Gli Stati Uniti fanno scuola: nel 2003, gli 86 milioni di single hanno speso per il dating on line, 450 milioni di dollari, circa un terzo delle spese complessive sul Web (fonte: Online publishers association). Il sito leader Match.com conta 15 milioni di membri. Meetic.it, il primo sito in Europa per la ricerca dell’anima gemella, ha registrato nel 2003 un utile di 4,5 milioni di euro su un fatturato di 16.

 

Taxi per animali

L’idea: servizio di trasporto per animali domestici, su breve e lungo raggio

Per avere successo basta individuare un mercato in crescita e rispondere a un bisogno insoddisfatto. Sembra facile, ma non lo è. C’è riuscito nel ’96 David Lang, giovane imprenditore newyorkese.

Lo zio, a metà degli anni Ottanta, si era arricchito con le azioni di aziende nel settore degli animali domestici. E’ stato lui a insegnare al nipote come una buona analisi di mercato, il lavoro sodo e la lungimiranza possano portare a risultati inaspettati. Il settore è sempre quello degli animali domestici, uno dei pochi in continua e costante espansione, anche nei momenti di crisi economica generale.

David parte in piccolo, lavorando part time in un negozio di animali, a Manhattan. Scopre così che tutte le cliniche veterinarie hanno grossi problemi a trasportare gli animali domestici. Problema che riguarda anche i proprietari di pet: i tassisti difficilmente li accettano nei propri veicoli e i mezzi pubblici sono off limits. Del resto, pochi si arrischiano a usare la propria auto (non sempre abbastanza grande o attrezzata): in centro il traffico è congestionato e un parcheggio quasi impossibile da trovare.

David capisce che New York è la città giusta in cui puntare su un servizio di taxi per animali, riconoscibili per il loro colore arancione. Detto fatto. La Pet Chauffer offre un servizio di trasporto dedicato agli animali domestici, garantendo la massima sicurezza. Il trasporto riguarda situazioni quotidiane (visita al veterinario o al toelettatore, trasbordo verso stazioni e aeroporti), ma anche situazioni di emergenza (in caso di malattie o incidenti), con e senza il padrone. La tariffa base è di 25 dollari. L’azienda di David si occupa inoltre della spedizione degli animali in tutto il mondo, curando gli aspetti burocratici (documenti e autorizzazioni sanitarie) e l’alloggio degli animali, fra un trasporto e l’altro.

Oltre a questo, mette a disposizione on line un negozio di prodotti per animali (50 marche di prodotti alimentari, oltre a gabbie, giochi, accessori) con consegna a domicilio.

Oggi la Pet Chauffer è un’azienda in crescita, con sede in Long Island City, nel sobborgo di Queens, dall’altro lato dell’East River, sotto il ponte di Queensboro. Siamo al secondo piano del numero 3603 della 13esima strada. David ha due telefoni walkie talkie in mano e parla a entrambi in contemporanea, due ragazze salgono e scendono le scale freneticamente e una terza discute il prezzo del trasporto di un cane per il giorno successivo. Una grande lavagna copre la parete più lunga con gli indirizzi dei trasporti da effettuare. Intervistarlo è quasi un’impresa.

«La nostra forza sta nell’offrire un servizio globale. Ci occupiamo del trasporto di tutti i tipi di animali in ogni parte del mondo, a partire dalla soglia di casa. Il cliente non si deve preoccupare di nulla. Vaccinazioni, permessi, dogana, trasporto aereo, trasporto all’aeroporto o dall’aeroporto, trasporto in loco, tutto fa parte dello stesso pacchetto» spiega lui. Ma il guadagno vero dov’è? «Nel cibo e negli accessori per animali, anche se la concorrenza è molto forte. Il vantaggio sta nell’offrire il servizio completo e nell’aver costruito una reputazione nel settore che ispira fiducia nei proprietari. Le possibilità di espansione sono notevoli e il franchising è una porta aperta. In ogni città al mondo con problemi di traffico e con proprietari innamorati dei propri animali domestici il business è promettente» conclude David.

INFO: Pet Chauffer Corporation – 3603 13th St Ste 2 – Long Island City – NY 11106-4702 Usa – www.petride.com

 

perché in Italia

Sono circa 20 milioni le famiglie che hanno uno (o più) animali domestici (per un totale di 53 milioni fra gatti, cani, pesci, uccellini…). Positivo l’andamento del settore, sia nel comparto food che in quello non food (giochi, accessori, servizi). Per info sul settore, consultare il sito di Zoomark (www.zoomark.it) la più importante fiera italiana dedicata al mercato degli animali domestici e l’organizzatore Vimax (tel. 031 301059).

Svelati i segreti dei giovani

L’idea: una società di consulenza specializzata nei gusti dei teen ager

Tina Wells è sempre stata un’appassionata di moda e tendenze giovanili. A 16 anni già scrive per la rivista The new girl magazine e presto si rende conto del divario che c’è fra i desideri dei giovani e le strategie di marketing delle grandi aziende. Decide così di colmare il gap, e crea una società di consulenza che indaga i mutevoli gusti dei giovani, in tutto il mondo.

Nel frattempo, Tina completa i suoi studi di marketing e mette l’istruzione al primo posto. Quindi si ributta nel business. Oggi Buzz, la sua società di consulenza, è specializzata in ricerche sul mondo giovanile, sviluppo dei marchi e previsioni di tendenze. Il segreto del successo sta nel trattamento personalizzato dei propri clienti, nella capacità di creare un punto di contatto tra le società che si rivolgono a un pubblico giovane e gli stessi giovani che costituiscono il loro target. Sono due mondi che vogliono comunicare l’uno con l’altro e che hanno bisogno di un filtro e allo stesso tempo di uno stimolo.

Le armi vincenti di Tina Wells (foto sopra) sono un piccolo gruppo di collaboratori a tempo pieno e un network di novemila consulenti teenager (denominati buzzspotters). Tina ha creato strategie di marketing innovative, focus group e ricerche fra i più giovani in molteplici campi (bellezza, intrattenimento, moda, finanza…). Importante la segmentazione del target preso in esame: bambini (5-7 anni), ragazzini (8-12), teenager (13-18), giovani adulti (19-24) e adulti (oltre i 25 anni). Il fatturato è di alcuni milioni di dollari l’anno e Buzz conta clienti come American Airlines, Nike, Reebok, Espirit, Columbia Records, Rca, Hollywood Records, Essence, Aveda, Nivea. Buzz pubblica anche una rivista rivolta ai propri clienti attuali e potenziali: Buzz Magazine. Come ogni impresa di marketing che si rispetti, Buzz ha sempre un occhio puntato verso l’estero. Lo sviluppo di relazioni con agenzie come Voltage in Brasile e 15/30 in Finlandia, così come il lancio di Bglobal – la relazione di Buzz sui trend internazionali di settore – fanno parte di una strategia orientata a una visione globale.

Per comunicare Buzz usa strumenti spesso giovani e d’avanguardia. Il diario e il blog di Tina, disponibili sul sito web di Buzz, ne sono l’evidente testimonianza.

INFO: Buzz marketing group – 535 W. 34th St. – New York, NY – 10001 Usa – tel. 001 646 7922174 – fax 001 646 792217, tina@buzzmg.com, www.buzzmg.com

perché in Italia

Cresce il potere d’acquisto dei più giovani. Conoscerne i gusti può diventare un fattore critico di successo. Chi è interessato all’argomento, può leggere “Il marketing all’assalto dell’infanzia. Come media, pubblicità e consumi stanno trasformando per sempre il mondo dei bambini”, di Susan Linn, Orme edizioni, 20 euro.

 

Talent scout on line

L’idea: creare un sito Internet in cui i giovani artisti possono mettersi in mostra, cercare l’agente, vendere le proprie opere

Dopo la crisi degli ultimi anni, un’impresa Web torna a fare notizia. Abbandonato il mito dei soldi facili, si è tornati alle origini. Buone idee, duro lavoro e perseveranza: questa è la ricetta della new economy targata 2005. E’ questo il mix su cui ha puntato Danielle Cacnio, imprenditrice giovane e alternativa, che ha fondato il sito Max volume music. La sua intuizione nasce da un’osservazione: l’industria discografica è sempre più basata sui monopoli delle grandi etichette. E in questo contesto i nuovi gruppi fanno fatica ad affermarsi. Il mercato è immenso: moltissimi sono gli artisti emergenti che cercano un manager che li rappresenti, una casa discografica che li produca e dei fan che li sostengano. A tutti loro, il sito offre il supporto logistico che tutti questi gruppi non hanno: un indirizzo web, una sede fisica, un posto dove ordinare i Cd e un servizio di spedizione. Il costo? Un minimo annuale più una percentuale sulla vendita dei Cd. Ma non è tutto. Dopo un anno e mezzo di sviluppo del software, la tecnologia è tale da poter essere applicata a qualsiasi tipo di prodotto alla ricerca di distribuzione: libri pubblicati in proprio, film e documentari indipendenti, fumetti, opere d’arte di artisti sconosciuti. Tutti prodotti fisici che non possono accedere ai grandi canali di distribuzione.

«Il profitto – spiega Danielle – non sta solo nell’abbonamento al servizio e nella vendita di Cd, ma anche nelle attività parallele: dalla pubblicità nel sito all’organizzazione di eventi». Il lancio è avvenuto ad agosto, con una base di partenza di 500 gruppi musicali.

INFO: Max volume music, New York, www.maxvolumemusic.com

perché in Italia

Il mercato dei musicisti indipendenti è vasto (basta considerare i Meeting delle Etichette Indipendenti, www.meiweb.it), ma anche quello di giovani in cerca di fama e attenzione in altri campi (letteratura, pittura, scultura…). Una nicchia ben precisa.

Il bagaglio? Te lo porto io

L’idea: recapitare a domicilio il bagaglio “in più”

Fare un lungo viaggio portandosi dietro sci, attrezzature da golf, biciclette o qualunque altro carico “pesante” è scomodo. E ad alto rischio: quello di perdere il bagaglio in qualche aeroporto o dover pagare per il peso extra. A volte può risultare addirittura impossibile. E allora che fare? A questa esigenza risponde il servizio prestato da Luggage free (“senza bagaglio”), società americana che garantisce ritiro e consegna a domicilio del bagaglio in eccesso. Il servizio funziona per tutte le destinazioni americane e canadesi e per i principali scali internazionali, con tempi di consegna compresi fra due e sette giorni. A rendere interessante il servizio è un call center attivo 24 ore su 24 (e 365 giorni all’anno), oltre che l’assicurazione e la protezione del bagaglio. E i costi? Quelli della Luggage free non sono certo popolari: farsi portare l’attrezzatura da golf ai Caraibi, in cinque giorni, costa 200 dollari (più 40 per il ritiro). Ma la clientela che ha bisogno di servizi del genere, di solito, non bada a spese.

INFO: Luggage Free, www.luggagefree.com

 

perché in Italia

Buone speranze puntando su chi si sposta con carichi pesanti (famiglie numerose e sportivi, per esempio). Il servizio può essere anche offerto, per esempio, dalle agenzie di viaggio. Fra i target potenzialmente interessati, le associazioni sportive di attività con attrezzature pesanti e ingombranti (sci e golf, per esempio). L’esigenza è più sentita, dal momento in cui le compagnie aeree sono diventate più rigide nel far rispettare pesi e misure del bagaglio (non più di 20 kg nella stiva e sei in cabina).

Lucia Ingrosso, Millionaire 9/2005

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