Luna Rossa in Coppa America. E il sogno di Max Sirena: “Non ci siamo mai arresi, neanche quando ci davano per spacciati”

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© Luna Rossa Prada Pirelli Team

«Abbiamo dimostrato di non arrenderci mai, anche quando ci davano per spacciati. Adesso dobbiamo dare il meglio. E per battere i migliori devi essere migliore di loro». Max Sirena, 49 anni, è l’uomo al comando di Luna Rossa Prada Pirelli, il team velico che sta facendo sognare gli italiani. 116 persone, 11 a bordo, due timonieri per la sfida più attesa in mare. Con la vittoria 7-1 sugli inglesi di Ineos Team UK, dopo un mese di regate, a febbraio Luna Rossa ha conquistato la PRADA Cup e il diritto a sfidare i neozelandesi nell’America’s Cup, il trofeo della vela più ambito, a Auckland, dal 10 marzo. La prima giornata di regate si è conclusa 1-1. Le prossime saranno venerdì.

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© Luna Rossa Prada Pirelli Team

«Questa coppa ci spingerà oltre i nostri limiti. Ogni giorno sarà la nostra ossessione e la nostra maledizione. Sarà il sogno più grande e l’incubo più bello» aveva detto Max, che è alla sua settima partecipazione all’America’s Cup. Ne ha già vinte due: la 33esima con BMW Oracle Racing nel 2010 e la 35esima con Emirates New Zealand nel 2017.

«Non era così scontato vincere la PRADA Cup» ha commentato Sirena. «Ci alleneremo in modo da non abbassare la guardia e tenere alto il ritmo. Andremo lì a testa bassa e ce la giocheremo fino alla fine».

“Sei troppo piccolo, non ce la farai mai”

La passione per il mare nasce da bambino. Max cresce a Rimini, i suoi genitori hanno un albergo accanto a una scuola di vela e windsurf, ed è lì che passa i pomeriggi dall’età di otto anni. All’inizio è il mare che lo affascina, poi si appassiona anche alle barche. E alla competizione. A 15 anni il primo traguardo importante: vince la Rimini-Corfù-Rimini. Ma il sogno di Max è la Coppa America. Negli anni ’80 e ’90, segue le barche italiane in gara, Azzurra, il Moro di Venezia. Come ha raccontato più volte, proprio un membro dell’equipaggio del Moro un giorno gli dice: “Sei troppo piccolo fisicamente, non ce la farai mai”. Ma lui non si abbatte. Anzi, quella frase è la molla per provarci e riuscire. “L’ho presa come una sfida con me stesso”.

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© Luna Rossa Prada Pirelli Team

L’incontro con l’armatore Patrizio Bertelli, presidente di Luna Rossa, risale al 1995. Allora Max viene chiamato per un allenamento sul Nyala all’Argentario. È l’incontro giusto, che gli darà l’occasione di debuttare in Coppa America. Nel 2000, a 28 anni, è a bordo di Luna Rossa come aiuto prodiere. E, con il team italiano, vince la Louis Vuitton Cup. Stesso ruolo anche nelle due edizioni successive, nel 2003 e nel 2007. Dopo la prima vittoria con BMW Oracle Racing, nel ruolo di responsabile dell’albero alare, Max torna in Luna Rossa nel 2013, debuttando da skipper e Team Director. La seconda vittoria arriva nel 2017 con i neozelandesi, i campioni in carica.

Si vince o si perde insieme 

Oggi si ripresenta l’occasione di portare la coppa in Italia con Luna Rossa: «L’ultima volta che siamo arrivati qui è stato più di 20 anni fa» ha detto Max in conferenza stampa. Il merito è della squadra. «Un gruppo di lavoro molto speciale, giovane, nuovo, con l’attitudine a spingere sempre di più giorno per giorno. E se siamo qua è grazie a loro». Max ha scelto ogni uomo, è il team leader, ma di certo non si sente il protagonista, l’eroe, “l’uomo solo al comando”. In Luna Rossa si vince o si perde insieme: «Ogni singola attività di ogni persona incide sul risultato finale. Un’impiombatura fatta male come un post sbagliato su un social può avere delle conseguenze sul lavoro di tutto il gruppo e anche sul risultato finale» assicura.

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© Luna Rossa Prada Pirelli Team

Si fa squadra anche al timone. Luna Rossa Prada Pirelli è l’unico team ad Auckland ad aver scelto due timonieri. Sono Francesco Bruni, 47 anni, siciliano, secondo timoniere italiano ad arrivare all’America’s Cup, e Jimmy Spithill, 41 anni, australiano. «Due ragazzi super talentuosi e diversi. È bello vederli lavorare insieme. La collaborazione li spinge a migliorare a vicenda. È stata questa la chiave del successo fino ad oggi».

Ora l’obiettivo è vincere, per il team e per l’Italia. «Abbiamo avuto un supporto dall’Italia imprevedibile e incredibile, che ci ha dato responsabilità ma anche tanta carica» dice Max. «Noi siamo Luna Rossa e, sì, siamo dei challenger. Per ora». Con il sogno di compiere l’impresa e diventare i prossimi “defender”.

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