Mi permette questo tanga?

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Intimo boom. Slip, guêpière e perizoma rendono bene. In costante crescita il fatturato dei protagonisti del settore. Dai marchi storici alle linee più giovani e in franchising. Sotto pizzi e merletti si nascondono piccoli grandi imperi

Sarà per le modelle mozzafiato che ammiccano in guêpière da enormi affissioni. Sarà la voglia di concedersi piccole gratificazioni o di solleticare la fantasia con un pizzico di erotismo alla portata di tutti. Ma agli italiani piace vestirsi bene là dove non batte il sole. Crescono gli acquisti. E, in un momento di crisi generale, gli affari di chi produce e vende slip e reggiseni vanno a gonfie vele. Il nostro Paese è il terzo in Europa, dopo Germania e Gran Bretagna, per consumi di capi underwear, con una spesa di 3.600 milioni di euro, sui quasi 20 milioni europei. Ogni italiano spende almeno 72 euro l’anno per rinnovare la sua “biancheria”.

Da un’analisi dei bilanci delle aziende del settore (Pambianco), emerge un quadro di stabilità, negli ultimi anni, e un recupero di redditività. Al top per fatturato, il gruppo La Perla, che ha festeggiato i suoi cinquant’anni di attività, mentre primeggiano per utili il gruppo Parah e la nuova insegna YamamaY, rete in franchising creatura dei Cimmino (quelli di The Original Marines, prima, e poi Carpisa), che si sviluppa a ritmi vertiginosi.

L’affermazione del mercato dell’intimo è sotto gli occhi di tutti. Come le mutande, che la moda mette in bella vista. «Jeans calati, pantaloni a vita bassa. Quello che prima era antiestetico, ora è moda. L’elastico del tanga o dello slip maschile diventa un accessorio, dove spicca il marchio-moda e il logo» spiega Gianluca Lo Vetro, giornalista di costume, critico di moda e docente dell’Università di Bologna. «Lo stilista texano Tom Ford è stato antesignano di questa tendenza, con gli slip di Anna Oxa a San Remo nel ’99. Simona Ventura e i suoi reggiseni in mostra hanno reso “popolare” il fenomeno. Ma è stato Versace a dare il via alla provocazione, con le spalline in vista di Madonna. E Calvin Kline con le sue pubblicità sexy di capi intimi ha fatto scuola. E fortuna, aumentando del 40% i suoi incassi.

La morale si è evoluta. Oggi è interessante l’operazione di La Perla: pubblicità con donne in collarino nero, come la protagonista d’Histoire d’O, collezioni di biancheria sexy, quasi hard core, che si vendono con mascherina di pizzo, frustino e cd musicale ad hoc. Alcuni produttori vanno verso la trasgressione, il porno shop. A Parigi, nelle boutique di Sonia Rychel spuntano i vibratori, come oggetti di design, e riscuote un grande successo la linea “agent provocateur”». Lo Vetro osserva che la donna è divertita da questa virata verso l’hard: «L’impressione è che si faccia meno sesso. Le donne se ne lamentano e ricorrere alla biancheria è un escamotage per la seduzione. Nessun moralismo. L’eros è vissuto in modo più giocoso e intrigante. Sono le donne stesse a regalarsi un completino. L’intimo è una grandissima gratificazione e la gente cerca di soddisfare se stessa. Con un pizzico di divertimento, come nei tanga-culotte di Cristina T».

I marchi più cool del momento? «D&G, Cavalli. Ma il sogno delle italiane continua a essere un completo La Perla». Si tratta di capi a prezzi elevati. Per chi cerca qualcosa di bello, nuovo e abbordabile, ci sono le proposte di produttori italiani. Intimissimi (by Calzedonia), YamamaY, Fruscìo, In Fiore, Lovable: sono solo alcune delle insegne che spuntano in ogni città italiana, grazie alle proposte di affiliazione. Un affare che coinvolge 20 marchi, duemila negozi, 3.200 addetti.

Verso il franchising virano anche produttori, come Pompea, che finora privilegiavano il canale della grande distribuzione. Spiega Adriano Rodella, fondatore di Pompea: «Le prospettive per i negozi monomarca sono buone, visto il successo degli outlet e dei primi punti nelle stazioni». Perché funziona l’accoppiata franchising-intimo? «Il successo dei negozi d’intimo è una peculiarità italiana» spiega Giuseppe Bonani, consulente di franchising e titolare della società Quadrante, che ogni anno cura un report annuale sul mondo dell’affiliazione in Italia (www.quadrantefranchising.it). «All’estero la clientela trova quello che cerca nei grandi magazzini, in Italia no. Tanto che i marchi italiani stanno diffondendosi anche fuori dal nostro Paese. Intimissimi-Calzedonia, per esempio, apre corner nei negozi Victoria Secrets, esportando così gusto e prodotti italiani. I negozi sono belli, vendibili. E funzionano, grazie ai costi di produzione ridotti che permettono prezzi al retail interessanti, assortimento aggiornatissimo, una scelta e un mix di merce ben più ampi e alla moda di quelli nella grande distribuzione. Altri punti di forza sono i prezzi in evidenza e trasparenti, l’esposizione e il packaging più accattivanti. Poi, l’acquisto è assistito da personale specializzato».

FANTASIE DA INDOSSARE

Fruscìo

> Punti di forza.

Nel 2004, Fruscìo ha venduto 20 mila capi. Non solo intimo. Oltre ai perizoma, le collezioni comprendono anche maglieria, calze in tinta, culotte. Fantasia e invenzione si affiancano a una linea base, più tradizionale. Lo scontrino parte da 5 euro.

> Crescita.

In un anno il fatturato è cresciuto del 15-20%. La rete partita nel ’98 oggi ha 100 negozi. Aperture all’estero. Per chi vuole affiliarsi, servono 60 mila euro per un punto vendita chiavi in mano.

> INFO: tel. 030 9980099, www.Fruscìo.it

OGGETTI DEL DESIDERIO

Yamamay

> Punti di forza.

Oggetti del desiderio più che capi intimi. La spesa è contenuta. D’impatto la pubblicità che propone immagini di donne sexy e seducenti, senza cadere nel volgare. Le modelle sono quasi sempre straniere: il nuovo catalogo avrà come protagonista Ana Beatriz Barros, brasiliana.

> Crescita.

E’ la catena italiana in franchising con il maggior tasso di sviluppo. Dal 2001, apertura del primo negozio, la crescita dell’azienda, la Inticom, è costante. Nel 2004, per il secondo anno consecutivo, fatturato e utili sono raddoppiati, con una crescita della catena superiore al 20%. Sono 250 i negozi aperti. Centri pilota anche all’estero.

> INFO: tel. 0331 721221, www.yamamay.it

UN AMICO DAVVERO INTIMO

Intimissimi

> PuntI di forza.

Prodotti di qualità e cura dei dettagli a basso prezzo. Punti vendita distribuiti in modo capillare, campagne pubblicitarie di forte impatto (l’ultima è firmata da Michel Comte). Negozi e prodotti sono alla portata di tutti, con un buon livello di servizio. Intimissimi nasce nel ’96, da quasi dieci anni di esperienza dell’insegna precedente, Calzedonia. L’ultimo marchio si chiama Tezenis, ha un target giovane, prezzi inferiori del 30-40% rispetto a Intimissimi e negozi self service.

> Crescita.

Il fatturato del 2003 ha raggiunto i 341 milioni di euro, con una crescita del 28% rispetto al 2002; 31 milioni di euro l’utile del 2003, quasi il doppio dell’anno prima. I negozi in Italia sono 1.152: 644 Calzedonia, 481 Intimissimi e 27 della nuova catena Tezenis (intimo per uomo, donna e bambino); 483 i punti vendita all’estero. La sede è in Veneto, lo stile è italiano, ma la produzione si fa in Bulgaria, Romania e Sri Lanka.

> INFO: tel. 045 8604111, www.intimissimi.it

360 gradi  DI SEDUZIONE

Liguero

> Punti di forza. I capi maschili, dal 10% dell’offerta, sono passati al 30%. Gli acquisti di biancheria maschile sono un boom, indice di un narcisismo crescente. I capi femminili sono pensati per le giovani. Testimonial Brigida e Chiara, due delle ragazze della trasmissione Amici. Non manca l’attenzione alle “signore”, dai 25 ai 60 anni, che cercano capi con un certo stile, compresi quelli contenitivi e per taglie forti.

> Crescita. Rete in aumento (da tre anni), con 24 punti aperti e un progetto di un centinaio di affiliazioni in totale. Il fatturato è in crescita costante. L’apertura di un negozio richiede un basso investimento (da 35-40 mila euro).

INFO: tel. 0523 334391, www.liguero.it

SOTTO IL VESTITO? NO STRESS

Pompea

> Punti di forza.

Grandissima visibilità del marchio, diffuso attraverso la grande distribuzione. Campagne a effetto, basate sui capi senza cuciture “no stress”. I volumi di produzione consentono di tenere bassi i prezzi al pubblico: 4-6 euro contro 10-15, il prezzo normale per una mutandina.

> Crescita.

Cinquanta milioni di capi “buttati” sul mercato, solo l’ultimo anno. I titolari si definiscono “mattatori” del settore. Il primo progetto di rete, 30 punti vendita, è solo un test. Tra gli obiettivi, l’estero, a cominciare da Mosca e Pechino. L’azienda valuta capacità e mezzi disponibili degli aspiranti affiliati.

> INFO:tel. 03768671, www.pompea.it

55 ANNI PORTATI BENE

Parah

> Punti di forza. Cura tecnica, vestibilità, stile e immagine. Capi più costosi, ma qualità apprezzata sul mercato italiano ed estero. Linee per un uso quotidiano e corsetteria che punta sul lusso e la seduzione. Modella per il 2004-05: Federica Fontana (nelle foto a sinistra).

> Crescita. L’azienda ha 55 anni di attività. E’ al top per crescita dell’utile. Dati di vendita riscontrati nelle 18 boutique di proprietà Parah (ott-dic ’03/ott-dic ’04) indicano una crescita del 5%; bene l’offerta. Investimenti per la distribuzione in Russia, Cina e Paesi Arabi; progetti di negozi in partnership.

> INFO tel. 0331 704200, www.parah.com

Silvia Messa Millionaire 02/2005

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