Miliardari sempre più ricchi nell’anno della pandemia. In testa Bezos e Musk

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La pandemia aumenta le disuguaglianze. Nel 2020 del Covid le 10 persone più ricche del Pianeta hanno visto i loro patrimoni crescere di oltre 540 miliardi di dollari (tra il 18 marzo e il 31 dicembre). Nonostante la crisi, tra i 1000 “paperoni” del mondo anche chi ha avuto perdite ha già recuperato. A dicembre 2020 la fortuna complessiva dei miliardari ha raggiunto il massimo storico: 11.950 miliardi di dollari. I più poveri invece, secondo le stime, impiegheranno almeno 10 anni per tornare a una situazione economica pre-pandemia. Lo rivela l’annuale rapporto Oxfam sulla ricchezza globale presentato al World Economic Forum di Davos.

The Inequality Virus” (ovvero “il virus della disuguaglianza”) è il titolo dell’edizione 2021, che mette in luce come la pandemia abbia accelerato un trend già in atto, aumentando il divario tra i più ricchi e i più poveri del Pianeta. E per la prima volta il gap cresce in quasi tutti i Paesi in contemporanea.

Secondo il rapporto, le conseguenze economiche della pandemia sono state più pesanti per le donne, che sono anche quelle più esposte ai rischi per la salute, visto che rappresentano il 70% della forza lavoro nelle professioni sanitarie e di cura. La crisi da Covid fa quindi aumentare le disuguaglianze economiche, sociali e di genere.

Chi ha guadagnato di più

I miliardari diventano sempre più ricchi. Basti pensare che tra marzo e dicembre 2020, il patrimonio netto di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e uomo più ricco del mondo, è aumentato di 78,2 miliardi di dollari. Quello di Elon Musk, l’imprenditore di Tesla e Space X, di ben 128,9 miliardi. A fine anno i due dominavano la classifica dei miliardari di Forbes, seguiti da Bernard Arnault, Bill Gates, Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Warren Buffett, Zhong Shanshan, Larry Page e Mukesh Ambani.

“Una tassa temporanea alle multinazionali”

«La disuguaglianza estrema non è inevitabile» sottolinea però Gabriela Bucher, Executive Director di Oxfam International. «I governi di tutto il mondo devono cogliere questa opportunità per costruire economie più eque e più inclusive che pongano fine alla povertà e proteggano il pianeta» ha spiegato. In che modo? Per fare un esempio, «una tassa temporanea sui profitti extra realizzati dalle 32 multinazionali che hanno guadagnato di più durante la pandemia avrebbe generato 104 miliardi di dollari nel 2020. Una cifra sufficiente per garantire indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori e supporto finanziario per bambini e anziani nei paesi a basso e medio reddito».

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