Momenti preziosi

0
1666

Figlio di avvocati, una laurea in legge, una vita già scritta. Poi il sogno di un palcoscenico lo porta LONTANO. Alessandro Preziosi racconta

Dove è iniziata la sua strada verso il successo?

«Tutto è iniziato quando sono partito per Milano. “Voglio studiare recitazione, fare l’avvocato non mi interessa” ho detto ai miei genitori con il tono di chi non ammette repliche. E mi sono iscritto all’Accademia. Dopo le lezioni, lavoravo in un bar per 50 mila lire al giorno. I soldi non bastavano mai, facevo la fame e arrivavo a malapena a pagare l’affitto. Un mese non ce l’ho fatta e il proprietario mi ha buttato fuori casa su due piedi. Ho dormito su una panchina di fronte al Teatro Manzoni. Guardavo l’ingresso artisti e pensavo: “Chissà se un giorno riuscirò a recitare in un teatro”».

Secondo lei, è possibile costruirsi la propria fortuna?

«Sì. Posso confermare che è possibile costruire un sogno con le proprie forze. Nel mio caso, tutto è cominciato per merito del teatro, quello classico, che insegna la disciplina e l’impegno. Ho iniziato a recitare spinto dall’amore per il palcoscenico. Una passione che mi ha portato a un passo dalla rottura con i miei genitori, due avvocati napoletani. Non erano d’accordo con le mie ambizioni artistiche, volevano che seguissi la loro strada. In realtà, sono stati il mio istinto e la mia caparbietà a portarmi fino a qui».

Avvocato, cantante, attore: come ha capito qual era il mestiere giusto da fare?

«Da piccolo, nello studio di mio padre, cercavo di raccontare i miei pensieri con una rumorosissima macchina per scrivere. Riuscivo a scrivere molto poco, ma scoprivo la straordinaria possibilità di poter concentrare in poche parole una quantità incredibile di pensieri e di concetti. Negli anni a seguire, ho rinunciato a descrivere attraverso le parole le mie emozioni, ma soprattutto le mie sensazioni. Questa rinuncia mi ha permesso di entrare nel vero senso e nella vera misura delle parole. Forse iniziavo a capire che dovevo cambiare per imboccare il giusto sentiero. Ho imparato negli anni a utilizzare il corpo, la voce, a conoscere le potenzialità, ma soprattutto la forza di certi slanci, di certi istinti fino a quel momento senza nome e senza indirizzo. Ecco, a quel punto ho capito quale sarebbe stato il mio mestiere».

E’ stata dura la sua gavetta? Ha mai pensato di lasciare perdere?

«Quando lavoravo come cameriere, ho fatto tantissimi provini e spot pubblicitari, fino a quando mi hanno preso all’Accademia dei Filodrammatici. Durante questo percorso la mia forza di volontà non mi ha mai abbandonato. Forse è per questo che non ho mai pensato di lasciare perdere».

Pro e contro del successo e della notorietà?

«Il principale lato negativo, e non scherzo, consiste nel fatto che spesso non ho bisogno di presentarmi. Fra gli aspetti positivi, invece, c’è la continua ricerca di rinnovarsi e trarre il meglio da tutte le esperienze».

Quanto assomiglia al capitano che ha interpretato in tv?

«Credo che sia uno di quei pochi casi in cui il personaggio mi ha dato di più di quello che io potevo dare a lui. Dietro al capitano c’è un grande senso del dovere. Io ne ho approfittato, come se si trattasse di una specie di terapia di analisi, per capire bene il mestiere che faccio. Trovo che ci sia una grande forza magnetica nella parola “capitano”, che oggi per me ha un significato più preciso. Nella vita bisogna prendersi delle responsabilità. Ho capito cosa c’è dietro il silenzio, la severità delle Forze dell’ordine. Essere tutto d’un pezzo è stata la prova più interessante come attore. Ho imparato che cosa significano rispetto e compostezza, che cosa sono le regole. Dovevo ridisegnare la mia spina dorsale di uomo e di attore. Agli uomini d’armi si richiede deontologia professionale, così come agli attori».

Cosa consiglierebbe a un giovane che cerca di fare strada nel mondo dello spettacolo?

«Innanzi tutto serve la determinazione, la sicurezza nei propri mezzi. Mezzi che vanno acquisiti, certificati, registrati e solo così possono diventare la maggior forza di un attore. Dietro al caso, al destino, c’è sempre la determinazione. E’ questa che ti dà la possibilità di essere pronto quando arriva il tuo momento. La vita è densa, richiede di studiare e lavorare tanto. Senza mai dimenticarsi che la vita è anche una grande festa».

Identikit

Alessandro Preziosi nasce a Napoli il 19 aprile 1973. Per fare contenti i genitori, entrambi avvocati, frequenta la facoltà di giurisprudenza e si laurea col massimo dei voti. Nonostante il successo scolastico, sceglie il palcoscenico. Lascia i tribunali e si trasferisce a Milano nel 1996 per studiare recitazione. Ha un figlio di 10 anni, Andrea, nato nel 1995 dalla relazione con Rossella Zito. Ora è legato all’attrice Vittoria Puccini. Coltiva la passione per la musica: compone e suona il piano. Con il nome d’arte di MrDiamond ha inciso due singoli.

Lucia Ingrosso, Millionaire 6/2005

Print Friendly, PDF & Email