Mostra del Cinema di Venezia, Benigni: «Vengo dalla povertà. Grazie a chi mi ha scelto»

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© La Biennale di Venezia - Foto ASAC by Jacopo Salvi

Roberto Benigni, Leone d’Oro alla carriera a Venezia, ringrazia chi ha creduto in lui. E commuove: «Nicoletta, se qualche volta ho preso il volo, è grazie a te».

Roberto Benigni ha messo la testa a posto. A Venezia, elegantissimo e misurato, parla inglese e sottolinea il valore del ringraziamento. Nomina chi ha creduto in lui e lo ha scelto («Essere scelti è un’emozione bellissima»). E dedica alla moglie Nicoletta Braschi le parole che ogni donna vorrebbe sentirsi dire.

Nella cerimonia inaugurale della 78esima Mostra del Cinema di Venezia, Roberto Benigni ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera. Una carriera lunga, bellissima, variegata.

Benigni, 68 anni, toscano, inizia in tv con programmi dissacranti. Tu mi turbi è il primo film che dirige, nel 1983. Recita con Arbore, Troisi, Matthau. È diretto da Fellini, Bertolucci, Jarmusch, Allen, Garrone. L’apice della sua carriera è il film La vita è bella, che dirige e interpreta. E fa incetta di premi, Oscar compresi: miglior film straniero, attore protagonista e colonna sonora. Ora è noto soprattutto per le sue letture dantesche a teatro.

Ecco i passaggi più belli del suo discorso a Venezia.

«Il sentimento è sommità fiorita. Io mi meritavo un gattino, un micino. Ma addirittura un leone… Quando mi hanno chiamato, ho fatto salti di gioia e anche passi di rumba.

Grazie presidente Mattarella, lei è un presidente meraviglioso. Quando ho saputo che c’era lei, ho avuto la sua stessa reazione quando a Wembley ha segnato Bonucci. Deve rimanere qualche anno in più, magari per i Mondiali del Qatar, visto che porta fortuna.

Grazie a Venezia per l’accoglienza straordinaria. Il primo dovere è ringraziare, come diceva sant’Ambrogio. Ringrazio chi mi ha voluto bene e ha creduto in me. Io vengo da una vera povertà, bella e aristocratica.

Grazie a tutti i registi che mi hanno scelto. Essere scelti è un’emozione bellissima. Grazie per avermi guardato negli occhi e detto: “Vogliamo te”.

Voglio dedicare qualche parola alla persona che è all’apice dei miei pensieri: la mia attrice preferita Nicoletta Braschi, qui in sala. Non posso neanche dedicarti questo premio, perché questo premio è tuo e lo dedicherai a chi vorrai. Abbiamo fatto tutto insieme per 40 anni. Io conosco solo un modo per misurare il tempo: con te o senza di te.

Ce lo dividiamo questo Leone, io mi prendo la coda, per manifestare la mia gioia, la mia gioia scodinzolando, e tu ti prendi il resto. Le ali, in particolare, sono tue, perché se nel lavoro qualche volta ho preso il volo è grazie a te, al tuo talento, al tuo mistero, al tuo fascino, alla tua bellezza, al tuo talento di attrice, alla tua femminilità, al fatto di essere donna.

Essere donna è un mistero che noi uomini non comprendiamo. Aveva ragione Groucho Marx quando diceva “Gli uomini sono donne che non ce l’hanno fatta”. Ed è la verità. Io non ce l’ho fatta a essere come te, Nicoletta. E se qualcosa di bello e buono ho fatto nella mia vita è grazie alla tua luce. Il nostro è stato un amore a prima vista, anzi a ultima vista, anzi a eterna vista».

Infine un messaggio per tutti:

«Siate felici, e se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non scordatevi della felicità»

Qui il video con il discorso completo di Benigni: https://fb.watch/7Mw2iiPolg

 

 

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