Mutti aumenta lo stipendio ai dipendenti e dona 500.000 euro

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Nell’Italia colpita dal Coronavirus ci sono migliaia di lavoratori chiamati ogni giorno a continuare a produrre e a mantenere attiva la filiera alimentare. E ci sono aziende che decisono di premiare i loro dipendenti «in trincea», con aumenti di stipendio, assicurazioni da Covid-19, bonus baby sitter, servizi. Lo hanno fatto Giovanni Rana, Lactalis, Barilla, Callipo, ma anche imprese più piccole o meno note, come la Foodlab di Parma, l’impresa di packaging Sidac o il Pastificio Novella. Una lista in costante aggiornamento. Mutti ha deciso di aumentare del 25% lo stipendio dei suoi dipendenti al lavoro.

«Siamo impegnati a garantire la disponibilità del bene primario del cibo, fondamentale come la salute. Per questo abbiamo disposto una maggiorazione del 25% sulla retribuzione di coloro che, anche in questi giorni, stanno permettendo alla nostra azienda e, al Paese stesso, la continuità produttiva» si legge in una nota.

In una lettera ai dipendenti il Ceo Francesco Mutti ha ringraziato tutti i lavoratori, «a partire da chi vive sui carrelli, da chi guida i camion che portano i nostri prodotti, chi lavora sulle linee di produzione, i meccanici, il back office». Oltre 300 persone che lavorano per garantire gli approvvigionamenti. «Lo fanno con sacrificio, sforzandosi, andando contro quel desiderio naturale di stare semplicemente a casa». L’azienda ha anche donato 500.000 euro all’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma.

Mutti, 50 anni, da quando ne ha 24 è al comando dell’impresa di famiglia che ha più di un secolo di storia. Lui l’ha fatta diventare leader del mercato italiano, valorizzandone il brand. «Il pomodoro era considerato banale, invece è straordinario» aveva raccontato in un’intervista a Millionaire. In cosa crede? «Nella bellezza che l’impresa riesce a generare. Non è solo un’entità economica, è una sfida. Poi, credo nella “distruttività”: far evolvere l’azienda in modo creativo, mantenendo le radici e certi piloni di sostegno».

L’apertura dell’articolo pubblicato su Millionaire di novembre 2018
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