Opes, persone come risorse che generano valore

Marco Perissa presidente nazionale Opes
Marco Perissa presidente nazionale Opes

Ispirare e alimentare lo sport e il terzo settore. Si potrebbe sintetizzare così la missione di Opes, un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 1980, la cui storia ha visto momenti bui, ma ha saputo riprendersi e ritrovare un ruolo importante in questi ambiti, grazie al lavoro del suo attuale presidente Marco Perissa e del segretario generale Juri Morico. Una storia e un’attualità non legate al business in senso tradizionale, ma che offrono interessanti spunti anche a chi di affari e profitti si occupa. Ma lasciamo che sia lo stesso Perissa a raccontarcele.

Presidente, ci racconti qualcosa di lei e del percorso che l’ha condotta a guidare Opes.

«Oggi, a 38 anni, posso dire di aver realizzato molti dei miei sogni di bambino. Da 14 anni condivido la mia vita con una donna meravigliosa. Dalla nostra unione è nata Alice, che oggi ha 8 anni e che adoro ascoltare mentre immagina il suo futuro. Appena finito il liceo ho iniziato a lavorare, assistendo un idraulico, facendo le consegne per il negozio di famiglia e qualunque cosa potesse avvicinarmi al mio obiettivo più importante. A 19 anni ho costituito la prima impresa. A 21, invece, il sodalizio con il compagno di mille avventure Juri Morico e da lì in poi un tassello dopo l’altro, sempre insieme, fino a diventare nel 2010 il più giovane presidente di un ente di promozione sportiva e, oggi, membro dei Cda di #BeAlive (che sostiene il Cortile dei Gentili e il Pontificio Consiglio della Cultura nella promozione dei 6 valori dello sport enunciati da Papa Francesco in occasione di “Sport at the service of humanity”), di SS Lazio Nuoto (dove sono impegnato nel rilancio del progetto natatorio fondato il 9 gennaio 1900) e di Ifl, che promuove un modello educativo e sportivo ispirato ai college inglesi in un quartiere della periferia romana. Da circa un anno, inoltre, mi dedico alla gestione e al rilancio di 3 centri sportivi multidisciplinari. Non è stato facile, ma i miei genitori e i 15 anni di duro allenamento in vasca ogni giorno, mi hanno insegnato prima di tutto a non arrendermi mai e, in secondo luogo, che vincere barando non è un successo».

Opes
Il presidente nazionale di Opes Marco Perissa
in compagnia del Cardinale Gianfranco Ravasi, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento #BeAlive,

Qual è la storia di Opes e come è cambiata da quando alla sua guida siete arrivati lei e Juri Morico in qualità di segretario generale?

«La mia storia con Opes inizia nel 2007. Da giovanissimo dirigente regionale ho assistito a un terremoto che ha sconquassato la nostra realtà, quando Opes perse il riconoscimento del Coni, portandola ad avere zero affiliati, una pessima reputazione e numeri negativi. Con Juri Morico, segretario generale di Opes, ci piace definirci “figli della crisi”, ormai allenati a trovare in essa le nostre opportunità più grandi, perciò ci è venuto naturale immaginare una prospettiva di rilancio dell’organizzazione che si fondasse su criteri moderni, dinamici e meritocratici. Abbiamo lavorato sodo, riorganizzato un gruppo umano, costruito una nuova identità e messo alla prova le nostre capacità manageriali.
I numeri delle associazioni registrate, se confrontati (da zero nel 2009 a 8.784 nel 2018), testimoniano la qualità e la quantità del lavoro svolto».

Come definirebbe la mission e la filosofia che anima la vostra attività?

«Ispirati dalla parola latina opes, che significa “risorse”, concepiamo le donne e gli uomini che animano la struttura come “risorse che generano valore”. Ogni iniziativa, a prescindere dal proprio ambito, segue una precisa vision: ispirare e alimentare lo sport e il terzo settore, tanto in Italia quanto all’estero. La nostra mission, invece, è proporre un paradigma sostenibile di sviluppo per la promozione sportiva, sociale e culturale che generi valore per la persona e per la comunità».

opesCome è organizzata attualmente Opes e chi sono le persone che compongono la vostra squadra?

«Opes ha una struttura verticale (presidenti provinciali, regionali e consiglio nazionale, ndr) a partecipazione democratica, funzionale alla massima valorizzazione del merito, che si intreccia con un organigramma orizzontale (12 dipartimenti nazionali e 54 settori sportivi), utile a presidiare, valutando le competenze specifiche, i singoli ambiti di prevenzione del disagio e della promozione sociale. Tutto questo è tenuto insieme da due principi imprescindibili: il primo è quello dell’impersonalismo attivo, ovvero un sistema che premia la qualità dell’operato e non il singolo autore. Il secondo è quello della responsabilità solidale, concetto che esalta lo spirito di squadra: si vince e si perde tutti insieme. La motivazione è data dall’obiettivo: operiamo ogni giorno per migliorare la vita delle persone che abbiamo intorno».

Quali sono i vostri principali campi di azione e le iniziative in corso?

«Dalla promozione sportiva al servizio civile, passando per la cultura, il volontariato, il tempo libero, l’ambiente, la formazione, la salute, la cooperazione internazionale, la scuola e il lavoro, Opes c’è con i suoi progetti, iniziative ed eventi, organizzati e realizzati anche in collaborazione con enti pubblici e privati per migliorare un po’ alla volta la società in cui viviamo. Nel 2019 abbiamo avviato 15 nuovi progetti, tra cui spiccano best practice come “In campo diversi ma uguali”, nato per colmare il gender gap, “Talenti in campus”, che favorisce la transizione dall’università al mondo del lavoro e “Sport e salute: benessere per tutti!”, creato per ridefinire la funzione dei centri sportivi e per offrire servizi di welfare leggero a quei cittadini a forte rischio di esclusione. In tutto questo siamo supportati da testimonial d’eccezione, come Alessio Sakara (arti marziali), Simona Quadarella (nuoto), Andrea Lo Cicero (ex rugbista), Emanuele Blandamura (boxe) e Laura Rogora (arrampicata sportiva)».

Cosa avete in cantiere e quali sono i vostri obiettivi per lo sviluppo futuro dell’organizzazione?

«Nel futuro non potrà mancare l’impegno ad approfondire temi sociali che meritano una presa di coscienza e di posizione da parte dell’ente. Nell’immediato, invece, ci sono l’iter per essere riconosciuti dal Cip come Ente di promozione sportiva paralimpica, l’iscrizione all’elenco delle Organizzazioni della società civile, gestito dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, e l’accreditamento al Ministero degli Interni come “ente di utilità sociale”, che si aggiungerà ai riconoscimenti già ricevuti da Coni, Snaq, Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Miur e Regione Lazio. In ogni caso, vogliamo mantenere gli eccellenti risultati finora conseguiti e vincere le future sfide, sempre e comunque nell’interesse della comunità di cui siamo parte».

Chi è Juri Morico

Juri Morico
Juri Morico

Classe 1977, sposato e con un figlio, dal 2010 è segretario generale di Opes. La laurea in Economia aziendale e Management, le spiccate doti relazionali e la cultura manageriale lo hanno portato a raggiungere risultati importanti. Lanciatosi nel 2004 nel mondo dell’impresa e dell’organizzazione degli eventi, nel 2013 avvia una startup con alte competenze in ambito social e digital, che raggiunge presto la maturità finanziaria. Nominato vice presidente della Città dell’Altra Economia, già membro del comitato scientifico dei master in “Media Entertainment” della Link Campus University e in “Sport Management” dell’Università Tor Vergata di Roma, oggi è membro dei Cda della SS Lazio Nuoto, del Liceo S.S. Cavanis e di #Bealive. Infine, insieme all’amico

 

INFO: tel. 06 83970410, www.opesitalia.it,
segreteriagenerale@opesitalia.it

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.