Ore 9:00 tutti fuori ufficio

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Su un campo da golf per sviluppare la leadership. A scuola di jazz per imparare a gestire un team. La regola della nuova formazione è: più ti diverti, più impari. Risultato? si ritorna in ufficio con più carica

Serissimi manager che si scatenano con tamburi e cembali. Dirigenti in accappatoio che si lasciano massaggiare e buttano fuori le tensioni. Venditori e clienti che si affrontano su un campo da golf. Impiegati che dormono tutti insieme in sacco a pelo. Non si tratta di follia collettiva. E’ la nuova frontiera della formazione, dove la regola è: se ti diverti, impari di più. Banale, ma vero. Tramonta il sistema classico di insegnamento, dove il docente trasferisce il sapere dalla cattedra. E la formazione non convenzionale prende piede in tutta Italia, con un numero di corsi decisamente alternativi.

Ma perché la formazione classica non attira più? «Manager o imprenditori danno segnali di stanchezza, forse per la ripetitività di certi corsi: a volte cambia la forma, ma la sostanza è sempre quella» spiega il formatore Gianfranco Parenti (vedi box “Provato per voi”). «Spesso le persone hanno già avuto esperienze di formazione. In qualche modo, sono già alfabetizzate. In molte aziende si presta maggiore attenzione alla singola persona. La formazione non convenzionale è “aggiuntiva”, nel senso che aggiunge qualcosa a quello che si è già appreso con un percorso standard di formazione. Riesce così ad attivare l’individuo. E il docente diventa un counsellor, che libera le energie nascoste e le risorse interiori, spesso mai scoperte o dimenticate. Il rapporto ideale sarebbe uno a uno, ma per esigenze economiche il formatore di solito lavora con un gruppo».

Tra i più diffusi sistemi di formazione non convenzionale c’è l’outdoor. Si svolge all’aria aperta e consiste nell’affrontare situazione adrenaliniche: scavalcare un muro, scendere con uno slittino, camminare su un ponte tibetano… Tutte esperienze che stimolano lo spirito d’iniziativa, il coraggio e la leadership. «La formazione outdoor deve essere funzionale all’apprendimento. Il rischio è che si propongano avventure fine a se stesse, che mettono anche in pericolo la gente» spiega Paolo Viel, vicepresidente dell’Associazione italiana formatori Lazio (cel. 338 1486533, www.humanbridge.it). «Per imparare bisogna provare emozioni e stare in un contesto di benessere. Oltre all’outdoor, gli ambiti più gettonati sono teatro, musica, cucina e sport. Tutti gli approcci ruotano attorno al concetto della metafora. Proporre per esempio l’improvvisazione jazzistica è un processo che aiuta a capire la gestione del lavoro di gruppo in azienda. Il contesto di benessere è invece importante, perché le difese personali si abbassano rapidamente. In pratica: stare bene accelera i processi di apprendimento e decisionali» racconta Carlo Romanelli, che da quattro anni propone Learning Lodge, un percorso in beauty farm o terme (tel. 051 272185, www.vivanetworking.it). In pratica, si integrano trattamenti psicofisici (camminate, massaggi, training autogeno, bagni in piscina) ad altri di formazione. «Prima della fine del secondo giorno, calano le maschere. E’ efficacissimo con chi è soggetto a forti stress di ruolo e personali» afferma Romanelli, che ha lanciato nel 2003 anche Eugolf: in pratica, la formazione avviene giocando a golf, in un vero campo. A ogni buca, si associa una “suggestione manageriale”. Per esempio: la scelta del legno giusto rimanda allo stile di conduzione di un gruppo. «Ci sono aziende che mandano i loro dipendenti, top venditori che giocano con i loro migliori clienti, ma anche professionisti e imprenditori che s’iscrivono autonomamente» spiega Romanelli. «Molte aziende, invece, hanno avviato politiche di wellness. Non si può chiedere ai dipendenti di sopportare lo stress in cambio di nulla. Per questo sia le aziende sia gli individui devono cercare un punto d’incontro e di equilibrio tra stress e benessere».

Altra caratteristica della nuova formazione è la brevità. Spiega Filippo Zizzadoro, trainer e psicologo del lavoro: «Prende piede lo speech breve, una o due ore al massimo in azienda. E vanno le esperienze forti: come i fine settimana residenziali, con prove sulla fiducia (con occhi bendati, cacce al tesoro, costruzione di oggetti), le traversate in barca a vela (gli spazi ristretti accentuano la conflittualità), le esperienze con cani da slitta al Nord o gli elefanti in Sudafrica. Risultato garantito: si torna in ufficio più carichi e meno stressati.

Ridiamoci sopra

Ridere con una star di Zelig, per ridurre le tensioni in azienda. E’ il segreto della scuola De-Formazione, metodo che porta in azienda la comicità, collaborando con comici noti al grande pubblico, come Flavio Oreglio, Raoul Cremona, Federico Bianco. Ne abbiamo parlato con Piero Ferraris, direttore marketing della scuola.

Qual è il principio base?

«La comicità mette in rilevo cose che nella normalità non emergono. Alcuni aspetti, come la non comunicazione e il lavorare male, sono deformati dalla comicità. Ci si libera dalle tensioni e si lavora meglio. Si mette da parte l’aggressività e ci si guarda allo specchio attraverso gli altri: così vediamo dove sbagliamo. Quando si impara a ridere, il problema è già risolto per metà».

Chi sceglie corsi di questo tipo?

«Molti clienti sono banche, enti pubblici e privati. Esistono pacchetti preconfezionati di formazione, ma per ogni azienda si studia l’intervento, con consultazioni preliminari. L’intervento può essere motivante, per dare sprint alle persone e ai gruppi, o rilassante, per ridurre stress e tensioni».

Prezzo: Un week end organizzato da De-Formazione costa dai 2.500 euro in su.

Info: tel. 011 19702410, www.de-formazione.com

Provato per voi

«Al capo? gliele ho dette cantando»

«A che cosa servono due giornate per imparare i segreti dei musicisti? A capire come funziona il proprio ambiente di lavoro. Sono stata invitata a un corso di formazione con un obiettivo: avvicinarsi alla musica per stare meglio nel proprio ufficio. Mi sembra ambizioso, visto che non so suonare né cantare. Ma alla fine è andata proprio così.

Il primo giorno ho capito come cercare un ritmo dentro di me, con rigore matematico e attenzione, armonizzarlo a quello di un gruppo, fino all’unisono, per creare qualcosa di bello con persone sconosciute. C’è stato persino un momento da solista: senza vergogna, ho iniziato a suonare la batteria e la mia musica ha stimolato tutti gli altri “strumentisti”. E ho cantato a piena gola in un coro, dove tutti, ma proprio tutti, riuscivano a essere intonati, grazie alla direzione della musicista. L’incredulità ha lasciato il posto alla soddisfazione e all’entusiasmo. Ho anche capito come è organizzata un’orchestra, l’importanza del direttore e delle sue “spalle”, come i primi violini. Durante la seconda giornata, il percorso si è fatto più arduo. Il gruppetto di partecipanti, manager e dirigenti di aziende diverse, era meno numeroso. I segni oscuri di uno spartito sono diventati un codice razionale, che tutti alla fine potevamo capire, seguendo addirittura la partitura di una serenata di Mozart e lo spartito de “La donna è mobile”, dal Rigoletto di Verdi. Altissimi l’interesse e la partecipazione. E l’applicabilità di quello che avevamo appreso? A qualcuno è venuta voglia d’imparare a suonare. Altri hanno imparato nuovi criteri di relazione. C’è chi si porta a casa il sogno: perché si può imparare a fare tutto, compresa la musica, che sembrava così difficile. Chi promette che si dedicherà meglio ai suoi collaboratori e chi ha capito il valore dello sbaglio».

Prezzo: Musicjump è un metodo di formazione per manager, ideato da Gianfranco Parenti del Centro di formazione manager del terziario (Cfmt). Costa circa 2.000 euro.

INFO: tel. 02 86995355, e-mail gaiajump@inwind.it

The big brother entra in azienda

Tra le novità formative, la più dirompente è Il Grande Fratello in azienda: chi è disposto a mettersi in gioco accetta di stare 32 ore in azienda, senza mai uscire.

Si mangia sulle scrivanie, si dorme in letti di fortuna, non si lavora ma si passa del tempo insieme, ripresi da una telecamera 24 ore su 24.

La sera si analizzano gli eventi e il comportamento delle persone, anche con interviste tipo “confessionale”.

Le tensioni latenti esplodono subito. Ma poi, piano piano, i gruppi si ricompattano.

Le persone si conoscono e anche l’ufficio, dopo essere stato utilizzato per un uso diverso, è valutato sotto un’altra prospettiva.

Prezzo: The Big Brother in azienda è organizzato da Filippo Zizzadoro e costa circa duemila euro.

Info: cel. 338 6219201, www.psicoforyou.it

Silvia Messa Millionaire 02/2005

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