Per viaggiare sicuri in tutto il planet

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Compiono 30 anni le guide più amate dai turisti di tutto il mondo. La prima Lonely Planet? E’ stata scritta a mano, sul tavolo di una cucina

Sono “la Bibbia” dei viaggiatori. Sia per quelli “zaino in spalla”, sia per chi si muove con il “tutto organizzato”. Le Lonely Planet sono le più amate tra le guide turistiche in circolazione. Forniscono descrizioni dettagliate di regioni, zone, città e quartieri. Danno un giudizio obiettivo nel suggerire i luoghi da visitare e quelli in cui alloggiare e mangiare. “Guidano” il lettore alla scoperta di un Paese, della sua storia, geografia, arte e società, avvertendo perfino di alcune norme di comportamento per evitare brutte figure. La loro storia comincia nei primi anni ’70, quando Tony e Maureen Wheeler, freschi di nozze e con pochi soldi in tasca, partono da Londra e arrivano in Australia attraversando l’Asia. Un’avventura fantastica da immortalare in un libro: Across Asia on the Cheap. Scritto a mano, sul tavolo della loro cucina, la guida vende ottomila copie in tre mesi. Un anno e mezzo dopo, un altro viaggio nel Sudest asiatico e la seconda guida. Nel ’76 è la volta di Nepal and Trekking in the Himalayas. Nel 1977 pubblicano: Australia, Europa, Africa e Nuova Zelanda. La svolta arriva nel ’79, quando i Wheeler trovano un socio (Jim Hart) e un ufficio. Fondano la Lonely Planet Publications e cominciano a scrivere India. Nell’84 un altro viaggio, questa volta d’affari: vanno negli Stati Uniti a fondare la filiale americana. Da allora, coadiuvati da 150 autori, 400 dipendenti dislocati nelle quattro filiali (Usa, Australia, Regno Unito e Francia) e una comunità di migliaia di appassionati del viaggio che si ritrovano sul sito www.lonelyplanet.com, hanno pubblicato 650 titoli, tradotti in 14 lingue. Oggi trascorrono una parte dell’anno al timone dell’azienda e l’altra on the road, sempre fedeli al loro impegno di creare guide di qualità, tanto che hanno imposto il veto assoluto per gli autori di accettare sconti o altri benefici in cambio di recensioni positive di alberghi e ristoranti.

Per festeggiare il trentennale, Lonely Planet rilancia, in un’edizione aggiornata e più moderna nello stile e nella grafica, le guide che hanno avuto più successo. Entro giugno 2004, saranno in libreria oltre tre milioni di copie di 135 destinazioni, tra cui: Roma, Venezia, Firenze e Italia. Oltre a un libro di 242 fotografie, che illustrano popoli e paesaggi del mondo (in vendita in libreria e on line a 45 euro). Casa editrice con un sito che riceve mille e-mail alla settimana di informazioni, consigli e aggiornamenti da parte di viaggiatori di tutto il mondo, Lonely Planet è anche una televisione (www.lonelyplanet.tv). Il distributore ufficiale in esclusiva per l’Italia è Edt (www.edt.it) che, oltre alle guide classiche, vende le 252 Microguide Lonely Planet, che offrono indicazioni generali per la scelta di una destinazione di viaggio.

> pianeta solitario

Il nome Lonely Planet (pianeta solitario) deriva da una strofa della canzone Space captain, di Joe Cocker e Leon Russell, contenuta nell’album Mad dogs and Englishmen. In realtà, la canzone dice «lovely planet», ma Tony Wheeler capì «lonely» e si abituò a canticchiarla con lo strafalcione. La cosa gli piacque e così battezzò la sua impresa.

Cristina Galullo, Millionaire 4/2004

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