Persone felici per imprese sane: ecco le aziende del futuro

Happily, welfare aziendale

Happily, una brillante realtà genovese specializzata nel sostenere le imprese nell’adozione di politiche di welfare aziendale, propone percorsi volti a migliorare la soddisfazione lavorativa e la conciliazione vita-lavoro.

Gianluca Caffaratti, fondatore di Happily, consulenza welfare aziendale
Gianluca Caffaratti, fondatore di Happily

Il nome è piuttosto eloquente, Happily, ossia “felicemente”. Già, perché è proprio nella felicità e nel welfare aziendale che si concentra la mission di questa impresa ligure. Quella che tratteremo in questo articolo è un’azienda dinamica e innovativa, fondata nel 2017 da Gianluca Caffaratti per sviluppare piani di welfare aziendale e percorsi di benessere organizzativo. Un compito affascinante quanto complesso, che richiede un’attenta e dettagliata analisi della realtà su cui si va a lavorare. Realtà che comprende esigenze di dipendenti e datori di lavoro, che devono convergere verso la massimizzazione del loro benessere. Cruciale in tal senso la piattaforma che Happily offre, che supporta il cliente
durante tutto il corso dello sviluppo del piano, dalla gestione delle convenzioni all’erogazione dei benefit. La piattaforma è stata sviluppata internamente da Dotvocal, azienda genovese leader nelle tecnologie vocali e multimodali, anch’essa di proprietà di Gianluca Caffaratti e del suo socio Enrico Reboscio. Oltre alla piattaforma, Happily, fornisce altresì la consulenza necessaria circa le attività che l’azienda può svolgere per migliorare il clima aziendale, aumentare l’engagement e la qualità della vita dei dipendenti. Happily adotta un approccio sartoriale per “vestire” ogni azienda con il welfare più adeguato e un piano curato nei minimi particolari, che include un portale con proposte diversificate come fringe benefit, voucher welfare per la salute il tempo libero, corsi e viaggi, rimborsi e versamenti. Ma dato che la carne al fuoco è tanta e l’argomento è di alta rilevanza sociale ne parliamo con Gianluca Caffaratti, Ceo e founder di Happily, che ci racconta il mondo Happily, la sua proposta e il suo approccio al mercato.

Qual è la tua storia imprenditoriale e cosa ti ha condotto a fondare Happily?

«Ho ricoperto il ruolo di manager per anni, ma vivevo quel malessere che spesso si prova nelle aziende. Mi sono fermato a riflettere e ho capito che per cambiare le cose l’unica soluzione fosse quella di rimettermi in gioco e tornare a fare l’imprenditore a tempo pieno e dare alla mia azienda un’impronta diversa. Il welfare è il mezzo per chi ha una visione aziendale del futuro e per chi punta davvero sulle persone: credo nelle organizzazioni positive».

Cosa si intende con il termine welfare aziendale?

«Quando parliamo di welfare parliamo di benessere delle persone che lavorano in azienda, le quali sono conseguentemente più motivate, proattive e ingaggiate. Il benessere non riguarda solo il dipendente ma anche la sua famiglia».

Quanto è importante questo aspetto per un’azienda?

«Un dipendente felice contribuisce alla crescita dell’azienda e ne è realmente parte, oltre a questo anche la sua vita privata ne trae giovamento. Una persona soddisfatta contamina tutto il gruppo e crea sinergie di crescita».

Immagino che la trascuratezza di questo aspetto a livello aziendale abbia effetti negativi…

«Quando non si effettuano analisi sulla “felicità” aziendale si trascura la parte più importante: le persone, che sono il cuore pulsante dell’azienda stessa. Economicamente le aziende spesso sottovalutano questo aspetto il che incide sui dati di bilancio molto più di quanto si pensi. Molte aziende affermano di adottare politiche di benessere per i propri dipendenti ma sono pochissime quelle che lo fanno in maniera concreta».

Come si articola la proposta di Happily?

«Happily ha una piattaforma aziendale di proprietà, per noi il welfare rappresenta il core business, ma non ci limitiamo a questo e facciamo molto di più. Analizziamo il clima aziendale, accompagniamo le aziende verso l’integrazione al loro interno di politiche di benessere e a soluzioni innovative come lo smart working. Abbiamo inoltre da poco avviato un nuovo servizio di gift card omaggio per chiunque abbia Partita Iva e desideri premiare clienti, collaboratori o fornitori».

Qual è il plus che Happily offre alle aziende?

«La nostra particolarità è mettere al centro le persone, ma anche il territorio in cui vivono. Abbiamo integrato un servizio personalizzato che permetta a ogni utente della piattaforma di richiedere il convenzionamento gratuito delle strutture di sua fiducia su tutto il territorio nazionale e che rientrano nelle categorie previste dalla normativa: Salute, Tempo Libero e Corsi. La nostra piattaforma è l’unica a essere integrata con le principali monete complementari italiane. Questa scelta è stata fatta per rafforzare la nostra volontà di portare valore sul territorio. Inoltre, i nostri progetti vengono realizzati con gli stessi step ed attenzioni sia quando ci rivolgiamo ad aziende con un dipendente sia a quelle con mille».

Happily, team per il welfare aziendaleIn questi mesi è cresciuto lo smart working, puoi illustrare, vista la tua esperienza, quali sono i beneftci di un lavoro “agile”?

«Sicuramente lo smart working permette di conciliare maggiormente il lavoro con la vita privata, d’altro canto occorre che sia ben organizzato ed è qui che interveniamo noi. Durante il lockdown quello che molti hanno fatto è stato in realtà lavorare in un ambiente prison working, come lo definiamo noi, in quanto obbligati a lavorare in uno spazio che non era stato predisposto e organizzato e che non permetteva spesso di separare la sfera lavorativa da quella privata. Anche a casa è fondamentale avere uno spazio dedicato, solo così è possibile avere giovamento e allo stesso tempo riuscire a svolgere il proprio lavoro».

Quanto è importante avere un team di qualità?

«È sempre importante avere un team di qualità, ma per permettere alle persone di esprimere al meglio le proprie potenzialità le politiche di welfare aziendale sono alla base per costituire organizzazioni positive che possano creare valore. È fondamentale che le persone siano ingaggiate e che abbiano obiettivi collegati ai loro talenti, ma che sappiano anche di poter sbagliare con l’ottica della crescita. In Happily adottiamo il metodo “Candor”, un modello di totale trasparenza infatti, tutti i nostri collaboratori sono informati sui dati economici e sulle strategie dell’azienda».

Qual è il welfare aziendale che non vi piace?

«Vogliamo evitare di obbligare la persona che accede alla nostra piattaforma a spendere solo su grandi marchi o grandi strutture. La nostra rivoluzione è stata dare importanza alla territorialità e arrivare ovunque, anche nel più piccolo paesino d’Italia. Le aziende spesso si lamentano del fatto che nelle aree loro adiacenti non giri l’economia e non ci siano servizi adeguati, ma sono spesso le prime che non vi contribuiscono. Noi oggi siamo pionieri nel cambiare questa tendenza e nel dare la possibilità ai nostri clienti di puntare sul proprio territorio, questo per noi costituisce il vero valore».

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

«I nostri progetti sono sicuramente la crescita del team, abbiamo concluso in primavera un percorso volto all’innovazione e all’ecosostenibilità che ci ha attestati in tal senso con un “Bollino etico-sociale” e ci ha dato molti spunti. Nel futuro scorgiamo tante novità, una di queste è il nuovo portale “Happily 2.0”, che sarà in produzione dall’1 gennaio 2021. Il nostro proposito è quello di rimanere visionari ed essere sempre un passo avanti per accompagnare le aziende clienti verso modelli di business positivi e volti al benessere collettivo. Il nostro obiettivo aziendale è diventare il secondo player italiano nel nostro mercato di riferimento entro dicembre 2022 con 1.000 clienti attivi in piattaforma ed essere il primo gruppo in ambito welfare composto da privati e non da grandi multinazionali quotate in borsa».

Ringraziamenti da fare?

«Un sentito ringraziamento va ai miei soci, Enrico Reboscio, a Beniamino Ambrosini del Gruppo Centro Paghe e a tutti i collaboratori che hanno creduto in questo progetto dall’inizio».

INFO

https://happily-welfare.it
gianluca@happily-welfare.it
www.linkedin.com/in/gianluca-caffaratti

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