Tutto ciò che non comunichi non esiste

Ps Company

PS Company è una giovane e innovativa agenzia reggiana specializzata in marketing digitale, che sta rivoluzionando il rapporto tra cliente e fornitore. Mettendo a disposizione tutte quelle risorse che per un’azienda non è conveniente internalizzare.

In un paese come l’Italia, dove 50 milioni di persone sono connesse online per 6 ore al giorno, è facile capire come il mercato abbia assunto proporzioni gargantuesche. Per le aziende è fondamentale sfruttare le potenzialità del Web al massimo per “farsi trovare” e
acquisire clienti. Nel vasto mare del Web è indispensabile l’ausilio di professionisti che comprendano a fondo le esigenze dei clienti. Diventando parte integrante dell’azienda cliente, PS Company la affianca per tutto il percorso fungendo da “ufficio marketing esterno”. Questo approccio simbiotico consente a PS Company di essere nella stessa squadra del cliente, che così può essere aggiornato in tempo reale su movimenti, processi e risultati. PS Company sceglie anche il “vestito” più adatto per il perseguimento della strategia aziendale, modellandolo attorno al business. Una piacevole intervista all’Ad Cosimo Paride Mastrostefano e al suo team, ci ha fatto conoscere più nel dettaglio questa bella realtà.

Buongiorno Paride, come è partita la tua avventura imprenditoriale?

«Anni prima avevo iniziato a lavorare come consulente vendite per una media agency. Man mano che ho maturato la mia professionalità, ho capito di non condividere il loro modus operandi né i valori aziendali».

Quali erano le tue ambizioni?

«Volevo qualcosa che ruotasse attorno al cliente e non soluzioni preconfezionate come quelle che andavo in giro a proporre. Galeotto fu un workshop del 2017, che mi ha spalancato enormi possibilità nel digital rispetto a ciò che facevo».

Qual è stata la genesi di PS Company?

«L’8 ottobre 2018, insieme alla mia attuale compagna, Simona Piscopiello, che già lavorava nel settore come freelance, abbiamo raccolto tutto il coraggio possibile e insieme abbiamo creato PS Company. Sapevo cosa fare, ma non cosa sarebbe diventata. Simona è stata di grande aiuto in questo “salto”, convincendomi a mollare il lavoro precedente che mi procurava enorme stress. Stavo male, nonostante guadagnassi molto bene. Per questo è stata una scelta difficile. Siamo partiti in 3: io, Simona e Margherita, una tirocinante che ha dato l’anima per questo progetto e che ringrazio di cuore. Poi si è aggiunta Ilaria Giordano, art director, e infine Paolo Baraldi, che da cliente è diventato parte del team».

Ps Company
Il team di PS Company. Da sinistra Simona Piscopiello, Paride Mastrostefano, Paolo Baraldi e Ilaria Giordano

Cosa offre PS Company ai clienti?

«Ci definiamo un all you can eat di qualità  della comunicazione: troviamo un accordo con il cliente per cui ci può chiedere tutto ciò che gli serve, senza vedersi applicati rialzi di prezzo da parte nostra né sorprese sulle attività. Facciamo consulenza, ci poniamo come ufficio marketing esterno, svisceriamo ogni necessità facendo leva sulla competenza di ogni risorsa del nostro team. Ascoltiamo il cliente e definiamo insieme gli obiettivi da raggiungere, offriamo i servizi ad hoc che abbiamo a disposizione integrandoli, qualora ne fossimo sprovvisti, con altri che offrono i nostri partner. Grazie alle strette collaborazioni con alcune aziende del settore possiamo vantare un ventaglio di servizi a 360° nel campo della comunicazione. Noi offriamo quello che serve, non quello che abbiamo bisogno di vendere, come spesso capita nel nostro settore. Senza dimenticare che siamo Partner Google Certificati».

In cosa vi differenziate dalla concorrenza?

(Paolo Baraldi) «Nell’approccio al cliente. Paride prima avrebbe potuto elencarti nel dettaglio tutti i nostri servizi, ma si è soffermato sull’aspetto dell’ufficio marketing esterno. Noi siamo fisicamente e mentalmente all’interno delle aziende clienti, ascoltandole. Quando lavoravo per la mia ex azienda, ho subito notato il differente atteggiamento di Paride, che non avevo mai esperito prima. La sua passione mi ha contagiato».

Non temete competitor?

(M.C.P.) «In realtà non crediamo di averne semplicemente perché non c’è nessuno che offre il servizio che offriamo noi. Il cliente che si rivolge a noi lo fa sempre per referenza, perché ha avuto rapporti che non soddisfacevano le sue aspettative. Quando arriva da noi scopre un modo diverso di interagire e relazionarsi, di fare comunicazione. La grande differenza è che ascoltiamo il cliente, il suo obiettivo. Solo a questo punto, insieme, svolgiamo il lavoro e gli disegniamo la strada da percorrere. Siamo una risorsa per il cliente, lo seguiamo passo passo e se vediamo che al strada non è quella giusta, lo fermiamo per riportarlo in carreggiata. Al contempo cerchiamo di creare una cultura digitale al cliente, per renderlo edotto su ciò che stiamo facendo, senza lasciarlo all’oscuro. Così anche noi lavoriamo meglio, perché si rende conto da solo di ciò che facciamo. Se il cliente è informato, noi facciamo meglio il nostro lavoro».

Entrate in simbiosi con il cliente…

(Simona Piscopiello) «Paride mette così tanto entusiasmo ed entra a tal punto nell’anima dell’azienda che, nei primi periodi, ogni volta che tornava a casa, diceva: “Voglio aprire un’attività così” e io lo dovevo un po’ frenare. Fino a quando lo ha fatto davvero, diventando socio di Tramvai. Il nostro lavoro è fantastico perché entri nel mondo dei nostri clienti, è un po’ come fare tutti i mestieri».

Quanto è importante saper comunicare bene per un’azienda?

(M.C.P.) «Premesso che se non comunichi non esisti, è fondamentale. La comunicazione definisce chi sei e con chi avrai a che fare. Comunicando nel modo giusto, riesci ad attirare i clienti che desideri. Il modo in cui dici le cose che vuoi trasmettere fa la differenza in merito a chi attirerai».

Quali gli errori più frequenti che un’azienda fa nella comunicazione?

«Si dimenticano che la comunicazione si compone di 3 fasi: analisi, operativa e monitoraggio risultati. Di solito vivono la comunicazione come azione isolata, senza continuità. Oppure scelgono di fare un’attività perché la fanno i competitor, che però magari hanno identità od obiettivi diversi dai tuoi. A volte si concentrano su cosa fanno e non sul perché le persone dovrebbero affidarsi a te, che è ciò che il consumatore vuole davvero sapere. Conta sempre come fai sentire i tuoi clienti e a volte questo se lo dimenticano. Infine, devono capire che le circostanze cambiano, basta il post-quarantena: sono cambiate le esigenze».

Come avete vissuto il periodo di quarantena?

(P.B.) «In trincea. Abbiamo capito che aspettando gli eventi, ne saremmo stati travolti, quindi abbiamo cambiato in toto la dinamica dell’agenzia. Un esempio che ci ha visto molto coinvolti riguarda una catena di ristoranti nostra cliente. Se prima tutto era incentrato sul “Vieni a cena da noi”, ci siamo dovuti ricalibrare sul domicilio. Abbiamo rivoluzionato il piano editoriale, intercettato le nuove ricerche sul Web, rassicurato sulle legittime preoccupazioni, associato la cena a esperienze che si potevano vivere in casa. il successo è stato enorme, la catena ha minimizzato le perdite e ha superato nelle ricerche online i colossi concorrenti. Se in una circostanza del genere ti muovi presto e bene, poi acquisisci benefici permanenti: oggi che i locali sono aperti, il domicilio continua ad andare forte».
(M.C.P.) «La nostra carta vincente durante il lockdown è stata accogliere ogni messaggio di Giuseppe Conte come se fosse il rigore decisivo di una finale. Aspettavamo i suoi comunicati in diretta per impostare la nostra comunicazione successiva. Abbiamo dato priorità al tempismo, ogni attività veniva gestita sul momento per le esigenze del cliente».

Quanto è importante il lavoro di squadra per voi?

(M.C.P.) «Fondamentale, tutto si basa sulla fiducia che attraverso il lavoro riusciamo a creare. Un esempio su tutti, cercavamo una persona da assumere che fosse di fiducia e il nostro consulente finanziario ci ha presentato Ilaria Giordano, arrivata per sostituire Simona durante la gravidanza, diventata poi un punto fermo dell’agenzia. E Paolo è stato fondamentale nella gestione durante il lockdown».

Cosa c’è nel futuro di PS Company?

(S.P.) «Miriamo a consolidare il team, inserendo nuove risorse che siano in sintonia con il nostro modo di essere. Rafforzare i rapporti con i nostri partner come GEAR.it, Hic Adv e KIBO.it, che già ci aiutano a dare un servizio eccellente ai clienti». (P.B.) «Ma soprattutto continueremo a divertirci un sacco, perché abbiamo una passione incredibile per il nostro lavoro».

INFO: www.pscompanysrl.com

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