Real Estate Crowdfunding: Trusters Italia, dove tutti possono investire

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Real Estate Crowdfunding: Trusters Italia

Trusters Italia è un esempio inedito di real estate crowdfunding: con un investimento minimo di 100 euro, chiunque può entrare nel mondo del mercato immobiliare. AAA cercasi sviluppatori interessati a rapporti seri e duraturi.

Trusters Italia, la prima piattaforma Made in Italy di crowdfunding rivolta al mercato immobiliare.

Trusters Italia, real estete crowdfunding per tutti
Laura e Andrea Maffi

Si tratta di Trusters Italia, un progetto inedito, per lo meno in Italia, tanto da essere iscritta nel registro delle startup innovative della Camera di commercio. Tutto ha inizio a fine 2017, quando Laura e Andrea Maffi, cugini in affari con un forte background nel mondo del mercato immobiliare, hanno un’illuminazione. Seguendo la filosofia del crowdfunding, cioè del finanziamento collettivo, pensano: perché non coinvolgere potenzialmente chiunque in progetti immobiliari semplici e veloci, con una marginalità precisa? I vantaggi ci sono per tutti: da un lato si offre una nuova forma di investimento alla collettività, dall’altro si restituisce bellezza al patrimonio immobiliare, dall’altro ancora si offrono nuove opportunità alle società immobiliari interessate. Ne abbiamo parlato con Andrea Maffi, ideatore del progetto e socio fondatore di Trusters Italia.

Ripercorriamo in breve la storia Trusters Italia. Tutto ha inizio a fine 2017. Che cosa è successo negli ultimi 20 mesi?

«A dicembre 2017 Laura e io, consapevoli di come stesse cambiando il mondo degli investimenti immobiliari, abbiamo avuto l’idea di creare una piattaforma di crowdfunding rivolta al mercato immobiliare. Il 2018 è stato un anno di ricerca e di verifica circa la fattibilità del progetto, concluso con un evento di presentazione a dicembre. Siamo realmente partiti quest’anno e siamo già molto soddisfatti dei risultati: siamo passati da un’operazione al mese a 3 a settimana, il tutto in 9 mesi».

L’idea di Trusters Italia è quindi piaciuta? Le persone si fidano del real estate crowdfunding?

«Direi proprio di sì: in meno di un anno abbiamo raccolto un milione di euro, abbiamo avviato 18 progetti, di cui 2 già conclusi. Il che significa che abbiamo già restituito ai prestatori, cioè a coloro che noi chiamiamo trusters, il loro denaro più gli interessi maturati. Lo reputo un grande risultato: la raccolta dà adrenalina, ma la restituzione dà soddisfazione. A premiarci penso che sia la trasparenza: proponiamo solo progetti semplici e veloci, con una marginalità da subito nota a chi investe».

Come funziona in concreto il real estate crowdfunding?

«Sulla nostra piattaforma lanciamo un progetto, normalmente si tratta di ristrutturazioni. Definiamo il saggio (per esempio del 9% annuo) e definiamo le tempistiche, per esempio 10 mesi. Una volta che viene chiusa la raccolta, parte il countdown».

Ma ci sono rischi per chi investe col real estate crowdfunding? Il mercato immobiliare in Italia oggi presenta aspetti contrastanti, c’è chi dice che sia in ripresa, chi sostiene che sia fermo…

Evento Trusters Italia, real estete crowdfunding«Non si può dare un giudizio complessivo sul mercato immobiliare italiano: in alcune zone è molto dinamico, in altre meno. Per i nostri progetti selezioniamo solo le zone in cui riscontriamo dinamicità, pertanto stiamo lavorando molto a Milano: la nostra operazione più lunga conta 12 mesi, la più corta 4 mesi, si tratta di un vero record! Oltre alle zone, valutiamo anche il tasso di assorbimento e pertanto prediligiamo, per ora, bilocali e trilocali. Quanto al rischio, si tratta di un elemento insito nella parola investimento: un investimento privo di rischio ha, per assurdo, un’accezione negativa. Ma trattandosi di immobili, posso dire che il rischio più grosso è che si allunghino i tempi previsti».

Come si diventa Trusters?

«È molto semplice: iscrivendosi gratuitamente sulla nostra piattaforma (www.trusters.it) si possono vedere le proposte/progetti e ricevere le nostre newsletter. Per poter investire, invece, occorre fornire il documento di identità, il Codice fiscale, avere un conto corrente bancario e dare prova della sua reale esistenza. Quando si decide di investire, si trasferisce la cifra stabilita dal proprio conto corrente a quello di Lemon Way (Gruppo Paribas), la banca francese a cui ci appoggiamo. I flussi finanziari sono dunque gestiti in modo sicuro, Trusters è agente di pagamento autorizzato da questo istituto di pagamento».

Perché investire col real estate crowdfunding e diventare Trusters?

«Per numerose ragioni. Per esempio per poter allocare i propri risparmi in maniera diversa, oppure per poter lavorare in un mercato promettente quale è quello del real estate. C’è chi vede l’investimento con noi come una sorta di “salvadanaio”, magari pensando al futuro dei propri figli, oppure pensando al proprio: può per esempio essere un’alternativa alle pensioni integrative».

Un’attività come quella di Trusters Italia dovrebbe interessare anche le società immobiliari, ossia coloro che acquistano gli immobili, li ristrutturano e poi li vendono. Come vi ponete con questi soggetti?

«Per noi si tratta di soggetti molto importanti, tanto che agli sviluppatori è dedicata una sezione della nostra piattaforma “proponi un immobile”. Ma la condizione indispensabile per lavorare insieme è che siano soggetti seri, affidabili e alla ricerca di un rapporto duraturo, volto anche alla fidelizzazione dei trusters. Ne va della nostra immagine, della nostra reputazione: il nostro progetto è basato sulla trasparenza e sulla affidabilità, non possiamo permetterci di sbagliare partner».

INFO: tel 349 5839277, www.trusters.it, info@trusters.it

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