Mercato immobiliare, le opportunità dal crowdlending

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Recrowd
Da sinistra, Massimo Traversi, Gianluca De Simone e Simone Putignano

Recrowd, una startup che propone categorie di progetti specifiche per differenti tipologie di investitori

Nel 2018, dalla volontà dei tre soci Gianluca De Simone, Simone Putignano e Massimo Traversi, rispettivamente Ceo, Cio e Coo, nasce a Milano Recrowd, la piattaforma di crowdlending immobiliare: «Il crowdlending immobiliare» sintetizza De Simone «stringe il campo del crowdfunding alle operazioni di finanziamento dei progetti immobiliari, il che significa che chiunque può investire sul nostro sito e finanziare un progetto a titolo di prestito, diventando quindi creditore della società che ha proposto l’operazione, ma senza partecipare al rischio imprenditoriale di quest’ultima». In altre parole, dunque, Recrowd è un luogo di intermediazione nel quale soggetti che hanno disponibilità di capitali incontrano società che richiedono un prestito per finanziare un progetto immobiliare. La remunerazione dell’investimento è il frutto della messa a reddito o della rivendita dell’immobiliare in questione.

Gianluca, presentaci la vostra startup facendoti aiutare da qualche numero. Chi siete e quale scopo vi prefiggete?

«Simone e io siamo due 26enni che, oltre a un percorso di studi attinente, abbiamo maturato un’esperienza pregressa fondando un blog a tema finanziario e facendo investimenti personali. Massimo Traversi ha invece una 20ennale esperienza nel settore. In pratica, abbiamo abbinato il know-how nel settore immobiliare con le giovani menti digitali del nuovo millennio, il nostro obiettivo è cambiare radicalmente gli investimenti nel real estate, offrendo una soluzione veloce e sicura per raccogliere capitali e semplificare il processo di investimento. Le scelte fatte finora ci stanno dando ragione: abbiamo ottenuto diversi finanziamenti, oggi Recrowd conta 11 dipendenti e 10 collaboratori, nel 2019 l’incubatore della Bocconi ci ha inserito tra le 8 startup migliori di Milano. Ancor prima abbiamo concluso un round di finanziamento di 100mila euro e fatto una campagna di equity crowdfunding sulla nostra società per capitalizzarla: abbiamo raccolto oltre 400mila euro da circa 100 investitori. Abbiamo chiuso il 2021 con un milione di fatturato, siamo la piattaforma immobiliare che è cresciuta di più nel 2021 rispetto al 2020, siamo la seconda piattaforma di crowdfunding immobiliare nel panorama italiano. A oggi abbiamo finanziato 54 campagne, per un totale di circa 14 milioni di euro raccolti e 20 restituiti. Cosa ancora più importante, abbiamo un tasso di default dello 0%, il che significa che non abbiamo mai restituito il denaro in ritardo. Al contrario, lo abbiamo fatto in anticipo, maturando così un tasso più alto di quello inizialmente concordato».

Facendo un esempio concreto, quali sono i tassi di interesse, quanto durano i progetti e, soprattutto, qual è l’importo minimo per partecipare alle campagne di Recrowd?

«La durata media dei progetti è di 12 mesi, il tasso di interesse del 9%. Quanto all’investimento minimo, solitamente si parte da 500 euro. D’altro canto, il crowdfunding nel settore del real estate ha finalità ben precise: accesso alla portata di tutti grazie al basso importo dell’investimento minimo, possibilità di diversificare gli investimenti partecipando a progetti diversi per area geografica, azienda proponente, dimensione del progetto e tipologia di immobile».

Quali sono le tipologie di progetto immobiliare e chi sono i prestatori?

«La disciplina si suddivide in due rami: il lending crowdfunding immobiliare serve da un lato a finanziare le imprese, dall’altro a offrire la possibilità ai piccoli finanziatori di avere un’opportunità innovativa e diversa dai soliti investimenti. I progetti vanno dall’acquisto di un immobile alla sua ristrutturazione/ricostruzione, oppure si tratta di rivendite o di cambi di destinazione d’uso delle unità. Accanto a questi progetti ci sono quelli derivati dal settore immobiliare: siamo stati la prima piattaforma a proporre un progetto in eco-bonus. In questo caso viene finanziato l’anticipo del credito che viene riconosciuto per le pratiche di efficientamento energetico, ossia il cosiddetto 110%. In pratica interveniamo come prestito ponte, anticipando il denaro alle imprese che hanno già ricevuto l’ok a procedere dagli istituti di credito».

Cosa differenzia Recrowd rispetto ad altre piattaforme?

«A differenza dei nostri competitor abbiamo creato 6 categorie di progetto, differenti per rischio, investimento minimo, durata e ROI, per valorizzare e tutelare i capitali di qualsiasi investitore. La categoria che abbiamo definito relax, per esempio, prevede investimenti anche di 250 euro ed è aperta a tutti. Al contrario, la categoria più alta, che abbiamo definito élite, contempla progetti più complessi, dunque è rivolta a investitori sofisticati. Si parte da 10mila euro di ingresso. E poi, va detto, siamo la prima e unica piattaforma ad aver finanziato i crediti d’Iva».

Mediamente quanti sono i progetti attivi? Lavorate su tutto il territorio italiano?

«Apriamo dai 6 ai 10 progetti ogni mese: nel Nord Italia riscontriamo una maggiore dinamicità e infatti lì si concentra il 60% dei progetti attivi, in Lombardia in particolare. Il restante 40% è suddiviso tra regioni del Centro, in cui si concentrano il 32% dei progetti, e il Sud Italia».

La pandemia sta influenzando, nel bene o nel male, il vostro business?

«Avrebbe potuto farlo, perché per forza di cose ci sono stati dei rallentamenti nei cantieri in sviluppo. Ma noi, nel 2020, abbiamo scelto di non finanziare progetti che prevedessero lo sviluppo da zero di nuove costruzioni. Inoltre, proprio per far fronte all’incertezza generata dall’emergenza sanitaria, abbiamo deciso di ridurre il numero di imprese finanziabili, prediligendo quelle che avevano come obiettivo piccoli interventi. In altre parole, nella prima ondata, ci siamo mossi in maniera cautelativa, per poi notare una forte ripresa dalla seconda ondata pandemica in poi».

Recentemente avete concluso una acquisizione, di che cosa si tratta? E quali sono i progetti per il futuro?

«Esperia Investor, holding partecipata di Gabetti è entrata con una quota rilevante nel capitale sociale di Recrowd. Abbiamo quindi scelto un partner industriale che ci permettesse di crescere dal punto di vista del prodotto, il che ci ha portato un certo tipo di progetti e un certo tipo di investitori. Per il prossimo futuro attendiamo le linee guida dell’Unione europea il che, se da un lato ci esporrà al rischio di competitor esteri, dall’altro ci permetterà di aprirci al mercato internazionale. Ma quello italiano, naturalmente, resterà il primo mercato di interesse». recrowd.com

 

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