Satispay, soonircon italiano. L’alternativa ai Pos

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Satispay

Satispay è pronta a un nuovo grande passo. Se da una parte i pagamenti elettronici continuano a far discutere, dall’altra c’è chi, fuori dai canonici Pos, cerca un ulteriore salto di qualità.

 

Satispay, fintech Italiana nata nel 2013, sta lavorando a un aumento di capitale da 134 milioni di euro, grazie ad Addiction, fondo americano di venture capital fondato da Lee Fixel.

L’App permette di effettuare pagamenti, scambiare denaro, acquistare servizi, come ricariche telefoniche e buoni Amazon, ma anche di poter pagare utenze come gas e luce.

In un periodo di polemiche, Satispay rappresenta una valida alternativa ai sistemi di pagamento che utilizzano NFC (carte di credito e bancomat, ndr) sostituendo al tanto contestato Pos lo smartphone.

La normativa che ha obbligato esercenti e professionisti a dotarsi di lettore di carte ha creato un malcontento diffuso, dimenticandosi inoltre di aggiornarsi, inserendo al suo interno nuovi sistemi di pagamento come la stessa Satispay.

I dati confermano come la startup di Alberto Dalmasso sia una realtà consolidata: nel 2021 l’App ha raggiunto 3 milioni di utenti, con un volume di transazioni registrate pari a 700 milioni di euro, il 135% in più rispetto al 2020, il 70% dei pagamenti non NFC. Una popolarità dovuta anche al cashback, percentuale che alcuni esercenti, visibili sull’App in un’apposita sezione, possono rimborsare al cliente.

Per i proprietari di un’attività è sufficiente richiedere un account Satispay business e, completata la procedura, bisognerà solo esporre un QR code che, una volta inquadrato con il proprio smartphone dal cliente, permetterà la transizione di denaro.

Una buona soluzione anche sul fronte commissioni, infatti non ci sono per i pagamenti inferiori a 10 euro, mentre ce n’è una fissa a 0,20 euro per tutti quelli oltre 10 euro. Un’App che evita diverse polemiche, unendo interessi comuni di esercenti, professionisti e consumatori.

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