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Negozi di ottica: c’è chi incassa più di un milione di euro all’anno e chi ne fattura meno di 100 mila. Che cosa fa la differenza? Millionaire è andato sul campo. Luci e ombre del business di occhiali e company

Leonardo Del Vecchio è l’imprenditore che paga più tasse in Italia. La sua Luxottica è la più grande azienda produttrice di occhiali. Tra gli altri signori del settore, ci sono Tabacchi (Safilo), Marcolin, De Rigo. Tutti Rockefeller. Ma come stanno i conti di chi vende i loro occhiali? E’ conveniente oggi aprire un negozio di ottica?

I numeri sono discordanti: c’è chi incassa più di un milione di euro all’anno e chi ne fattura meno di 100 mila. Concorrenza eccessiva, rischio di grandi giacenze in magazzino, ma anche notevoli margini di guadagno. Si va da una media del 100% su montature e lenti a contatto, a più del 400% su lenti da vista di basso profilo, in genere di importazione, che sono poi le più vendute.

Sull’occhiale griffato, i ricarichi sono minori. «Quasi la metà rispetto ai prodotti senza marchio» spiega Andrea Garagnani, presidente di Assogruppi Ottica. Le royalty pagate dall’industria agli stilisti sono altissime. «Per di più, i grossi nomi condizionano le quantità di merce, gli acquisti di marchi minori e i modelli» dichiara Andrea Afragoli, membro della giunta esecutiva di Federottica, il sindacato di categoria di Confcommercio. Le griffe insomma non sempre sono un affare, anche se fanno da richiamo. «Sul comparto sole, oggi il mercato è contratto» afferma Giacomelli, responsabile del portale dell’ottica www.e-opti.com. «Come tutti gli accessori moda, sente di più la crisi». Le vendite sono concentrate a Natale e in primavera.

Meglio l’occhiale da vista. In Italia, il mercato delle lenti a contatto non ha mai sfondato, al contrario degli Usa o di altri Paesi europei. Limitate anche le vendite di occhiali sportivi (per golf, sport estremi, sci…) e quelli per lavorare al computer, così come sono sempre meno i negozi di ottica che vendono cannocchiali, macchine fotografiche, rullini. «Saremmo molto più ricchi se vendessimo solo lenti: i costi di tenuta magazzino per le montature e il rischio di invenduto (soprattutto sul comparto sole) sono altissimi» afferma Afragoli. Altra questione: la concorrenza. Spiega Garagnani: «I negozi di ottica in Italia sono 9-10 mila. Solo il 10% in franchising e il 2-3% di ottica discount. Uno ogni 6.500 abitanti, un terzo di più che in Francia o Germania». E ancora: il mercato di occhiali da vista “già pronti”, venduti anche nei grandi magazzini, rende ancora più difficile il mercato. Non solo. I negozi di abbigliamento, di articoli sportivi e le orologerie distribuiscono anche occhiali, senza contare il “falso griffato” venduto sulle bancarelle.

Ciò nonostante, a fronte di negozi che chiudono (soprattutto i piccoli), ce ne sono anche diversi che aprono. «Oggi gli improvvisati sono molto meno, afferma Andrea Afragoli. Si è consapevoli che per avere successo servono spazio, immagine, arredo di qualità e un assortimento importante». Per partire, quanti soldi ci vogliono? «Per un negozio di ottica di un’ottantina di metri, bisogna investire almeno 250 mila euro» dichiara GianPaolo Maremmi, presidente di Fio, la Federazione Italiana Ottici di Confesercenti. La cifra è così suddivisa: 80-100 mila euro per arredi, vetrine, condizionatori, computer e software, sistemi antitaccheggio. Più 50 mila di attrezzature per il controllo della vista e la sistemazione degli occhiali. Almeno 100 mila di merce, diversa a seconda di alcune variabili. Come la localizzazione dell’attività (al Sud e nelle località turistiche, gli occhiali da sole vanno molto più che nelle città del Nord) e la specializzazione che ci si vuole dare (vista, lenti a contatto, sole…), in base alla propria professionalità. Per aprire il negozio è obbligatorio il diploma di ottico, con due anni di studi dopo la maturità o cinque dopo la scuola media. Presto potrebbe passare la legge che richiede la laurea. triennale. Se il titolare non è qualificato, basta assumere o avere come socio un direttore tecnico diplomato.

Pochi tra i negozi più grandi hanno al proprio interno il laboratorio di riparazione e montaggio lenti. «Le atSe il titolare non è qualificato, basta assumere o avere come socio un direttore tecnico diplomato.

Il mercato richiede ampie superfici di vendita, personale qualificato, orario continuato: tutte condizioni che si riflettono sui costi annui di gestione. Per l’affitto, si va dai 20-30 mila euro  l’anno ai 150 mila. E il personale? Risponde Garagnani: «Una commessa costa all’incirca 20-25 mila euro annui, mentre per un ottico qualificato si arriva anche a 40 mila. Nonostante gli stipendi, non è facile trovarne di bravi per un’attività che richiede competenze tecnico-scientifiche». Ma allora, in soldoni quanto si può guadagnare? «Tra costi e ricavi – sostiene Maremmi – un negozio di ottica produce un utile lordo, che va dal 30 al 55% del fatturato».

Nel settore è praticamente inesistente la figura del grossista. «Per questo, circa la metà dei negozi di ottica hanno aderito a consorzi e gruppi di acquisto che comprano “in blocco”» afferma Caroline Gucchierato, direttore di Assogruppi Ottica. La partecipazione a un gruppo di acquisto ha un grande vantaggio in termini di immagine, promozione e vendita di prodotti a marchio, meno costosi ma con ricarichi più alti, a parità di qualità. A breve si potrebbe riuscire a ottenere anche la restituzione dell’invenduto, che ridurrebbe il gravoso problema e i costi di magazzino. Tirando le somme, chi ha un’attività profittevole incassa in un anno non meno di 170-180 mila euro. E data la concorrenza, non è cosa da tutti.

Che cosa fa

Ottico optometrista vende occhiali da vista, da sole, montature e lenti a contatto.

Requisiti

Investimento iniziale per un negozio di 80 mq: 250 mila euro.

Quanto guadagna

In media, si parla di un utile lordo che va dal 30 al 55% del fatturato.

Formazione

Obbligatorio il diploma di ottico. Presto potrebbe passare la legge che richiede la laurea triennale.

Il mercato è mio

Il settore è dominato da cinque grandi nomi. Il resto è suddiviso tra 1.350 aziende industriali e artigiane.

14% Luxottica, 12,5% Safilo, 2,2% Marcolin, 1,8% De Rigo, 4,0%  Oakley, Altri 65,5%

Rischi e opportunità

Pro

> Ricarichi elevati (su alcuni prodotti)

> Mercato “sicuro” sull’occhiale da vista

> Lavoro stabile

Contro

> Investimenti elevati

> Eccessiva concorrenza

> Obbligo di formazione continua

Guadagni in vista

Lenti da vista (bassa qualità)        fino al 400%

“             (medio-alta qualità)                       100%

Montature senza griffe                 100-120%

Occhiali da sole senza griffe        80-110%

Montature griffate                         80-110%

Occhiali da sole griffati                 50-80%

Lenti a contatto                                             100%

Lenti a contatto colorate             80-100%

Liquidi lenti                                       80-100%

Monica Gadda Millionaire 07-08/2004

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