Dalla parte di mamma e papà

Stefania Santella

Stefania Santella, infermiera pediatrica diventata consulente babywearing, operatrice di massaggio bioenergetico dolce, insegnante di massaggio infantile e consulente professionale in allattamento materno.

Stefania Santella
Stefania Santella, infermiera pediatrica

Stefania Santella è moglie, mamma e professionista sanitario. Ha conseguito la laurea in infermieristica pediatrica presso l’università La Sapienza di Roma e preso servizio da subito presso l’ospedale pediatrico Bambin Gesù. Il contatto quotidiano con le mamme e i papà dei piccoli del reparto di chirurgia e terapia intensiva neonatale ha fatto nascere in lei l’esigenza di trovare più linguaggi per sostenere i genitori oltre alle rassicurazioni e le raccomandazioni mediche.

Stefania, come si è concretizzata questa esigenza?

«Ho iniziato a specializzarmi diventando consulente babywearing, operatrice di massaggio bioenergetico dolce, insegnante di massaggio infantile e in ultimo, ma non per questo di minor importanza, sono Ibclc, ossia consulente professionale in allattamento materno. Oggi svolgo la libera professione, presso il mio studio, a domicilio e in videoconsulenza».

Per scelta hai lasciato il Bambin Gesù di Roma. Quali sono le motivazioni e gli obiettivi?

«Scelta travagliata e maturata negli anni, anche se il momento delle dimissioni è arrivato quasi in maniera inaspettata. Dopo la nascita delle mie due bambine ho provato con innumerevoli difficoltà a conciliare la vita da mamma a quella di infermiera turnista, purtroppo dovendomi riadattare totalmente a nuovi reparti e realtà lavorative per necessità dell’azienda. Una serie di vicissitudini, quali la mancata approvazione della trasformazione del mio contratto di lavoro da full time a part time, l’impossibilità di poter spendere le mie specializzazioni a servizio dell’ospedale, il vincolo di esclusività che impedisce al dipendente di prestare altro servizio al di fuori della propria struttura, mi hanno fatto capire che il momento di mettere fine a quel rapporto indeterminato era giunto: era arrivato il momento di lasciare alla porta quelle paure che non mi volevano vedere felice. Avendo fatto parte per più di un decennio di una realtà ospedaliera difficile, dove la cura di patologie molto complesse hanno la priorità sull’assistenza dei bambini, il mio obiettivo è dar voce al ripristino del naturale equilibrio fisiologico anche in presenza di patologia, aiutando e sostenendo quella famiglia a trovare la propria “normalità” e acquisire fiducia nelle proprie risorse e competenze».

Ci spieghi la differenza tra patologia e fisiologia?

«La figura dell’infermiere non è connessa strettamente alla cura della patologia, situazione disfunzionale dell’organismo. Una delle principali attività a servizio del territorio e della comunità è l’educazione sanitaria, ovvero tutti quegli interventi di prevenzione delle malattie e degli incidenti. L’infermiere promuove, sostiene e garantisce la salute, diritto fondamentale dell’individuo e interesse dell’intera collettività. Non possiamo dimenticare che il periodo che va dal concepimento sino al secondo anno di vita del bambino, rappresenta una fase cruciale che pone le basi per il mantenimento della salute presente e futura dell’adulto che diventerà. Per questo sono una sostenitrice della catena calda dell’allattamento».

In che cosa consiste?

«Per spiegarlo al meglio, cito un articolo apparso sul Lancet nel 1994 (J. Dobbing, “A warm chain for breastfeeding”). Nel saggio si legge: “Se si rendesse disponibile un nuovo vaccino che prevenisse un milione o più di morti infantili all’anno, e che fosse oltretutto poco costoso, sicuro, somministrabile per bocca, e non richiedesse catena del freddo, diventerebbe immediatamente un imperativo di salute pubblica. L’allattamento al seno può fare questo e altro, ma richiede una sua catena calda di sostegno, e cioè assistenza competente alle madri perché possano avere fiducia in se stesse e per mostrare loro cosa fare, e protezione da pratiche dannose. Se questa catena calda si è persa nella nostra cultura, o ha dei difetti, è giunto il tempo di farla funzionare”».

Come la pandemia ha cambiato la tua professione?

«La fruizione dei miei servizi è stata prevalentemente online. Per le consulenze di allattamento, quando le distanze sono eccessive per incontrarsi di persona, la videoconsulenza era già un setting utilizzato. Con il distanziamento sociale è stato necessario. Nonostante la tecnologia non riesca a sostituire il contatto e i gesti di accompagnamento che avvengono durante una consulenza di persona, è stata ed è tuttora un ottimo mezzo per risolvere problemi anche complessi, impostando una relazione di aiuto tramite informazioni e spiegazioni, esempi e dimostrazioni visive che possano risuonare a quella triade. Il corso di massaggio infantile in incontri online in diretta per esempio, ha permesso alle famiglie di fare rete tra loro e non sentirsi abbandonati in un periodo così sensibile come il post-nascita, vissuto in piena pandemia».

ALLATTAMENTO: LIBRETTO DI ISTRUZIONI

Stefania Santella«Seguo la coppia mamma-bambino da prima della nascita fino a quando l’allattamento giunge al termine, offrendo supporto non solo qualora si presentassero difficoltà (ragadi, ingorghi, pianto inconsolabile o sonno perduto), ma anche per un confronto basato sulle evidenze scientifiche più aggiornate in materia, su tematiche relative alla gestione dell’allattamento durante il rientro a lavoro della madre o la nascita di un fratellino. Insegnare ai genitori a portare il loro piccolo “cuore a cuore” è consegnare il libretto di istruzioni di uno strumento pratico di facilitazione dell’allattamento e capace di ricreare un ambiente simile a quello del grembo materno. Abbracciato dai genitori, il neonato ritrova il suo habitat naturale, percependone il calore, l’odore e i rumori a lui familiari (respiro, battito cardiaco…) e sperimentando così contenimento, protezione e sicurezza. L’esigenza del contatto è un bisogno istintivo e ancestrale, la cui soddisfazione per il neonato è estremamente importante. Tutto diventa nutrimento che passa dal contatto pelle a pelle, al tocco e al movimento delle mani del massaggio infantile, che attraverso gesti delicati parla la lingua dell’amore apportando benefici non solo sul rafforzamento della relazione genitoriale, ma sullo sviluppo e sulla maturazione del bambino a livello fisico, psicologico ed emotivo».

Stefania Santella LogoINFO +393899899584
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info@stefaniasantella.com

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