Sulla via del tarassaco

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Un’erba comune in tutta Italia, chiamata anche dente di leone, diventa strumento di marketing e promozione locale in Alto Adige…

E’ ovunque, ha foglie lunghe e dentellate, ma solo nel Meraner Land, in Alto Adige, l’insalata conosciuta come dente di leone ha sfoderato la sua aggressività. Il merito è di un gruppo di albergatori e di amministratori pubblici lungimiranti che, nel territorio dell’Alta Val di Non, in provincia di Bolzano, hanno trasformato il tarassaco in uno strumento di marketing. Come? Inventandosi le “Settimane del dente di leone”, dalla metà di aprile ai primi di maggio. In pratica, per 15 giorni, i turisti sono guidati alla scoperta delle virtù terapeutiche e gastronomiche del tarassaco. I paesi del Senale, San Felice, Lauregno e Proves si riempiono di turisti. E tutti ci guadagnano.

«L’idea ci è venuta dieci anni fa» racconta Hubert Hungerer, coordinatore del Progetto leader Val d’Ultimo-Alta Val di Non, portavoce dell’Ufficio turistico. «Il tarassaco è una delle prime erbe a crescere quando si scioglie la neve. Per i nostri padri, è sempre stata la prima insalata dell’anno nel piatto, piccola e fresca. E’ il prodotto principe dei mercatini che organizziamo, dove si vendono esclusivamente miele, formaggi locali, oggetti di artigianato realizzati dai contadini della zona, durante l’inverno». A Proves e a Madonna di Senale si esibiscono in piazza anche bande musicali e artisti di strada. «Organizziamo passeggiate e visite guidate nei prati: un’erborista, Rosa Weiss, spiega i segreti della raccolta e dell’uso del tarassaco e di altre erbe medicinali: dalle cure interne alle applicazioni cosmetiche».

Ma l’attrattiva maggiore è la tavola. Le variazioni sul tema tarassaco prendono per la gola diecimila persone, con picchi nei fine settimana. Ristoratori e albergatori fanno a gara per ideare pietanze a base della popolare pianta. «Da sempre il “dente ciain” si usa in insalata, con patate, aceto di vino rosso e speck rosolato. Nove anni fa abbiamo cominciato a inventare ricette» racconta Heinrich Weiss, cuoco, titolare dell’albergo Pfitscher e presidente dell’Associazione turistica Alta Val di Non. «E la sfida di proporre novità continua, anno dopo anno, richiamando clienti affezionati, curiosi, operatori che osservano e giudicano. Il cuore del tarassaco prima della fioritura, insieme a foglie e radice, si usa negli antipasti, nei primi, nei secondi, nella grappa. Il fiore nel dessert. Io ho ideato 60 piatti! Il dente di leone va utilizzato fresco: ci sono tre raccoglitori che mi procurano il prodotto, circa 60 kg ogni edizione. L’anno scorso ho avuto circa 500 clienti. Cinque volte tanto rispetto alla prima edizione».

>  cosa non si fa per il dente di leone

Il dente di leone cresce spontaneamente nei prati, da febbraio a novembre. Ma chi non ama la raccolta fai-da-te può acquistarlo nei mercatini della Val di Non a sei euro circa al kg. Il “miele di tarassaco”, sciroppo prodotto con 400 fiori, si vende a cinque-sei euro per il vasetto di 500 g. Ci sono poi conserve sott’aceto di cuori, radici disseccate e vari preparati erboristici, compreso un surrogato del caffè. La “festa del dente di leone” si tiene in piazza a Madonna di Senale (domenica 2 maggio 2004) con spettacoli di animazione per bambini. Cinque gli alberghi coinvolti. Il soggiorno in mezza pensione costa da 32 a 37 euro a persona.

INFO: Ufficio turistico

Alta Val di Non, tel. 0463 530088; Consorzio turistico Meraner Land,

tel. 0473 200443, sito web www.meranerland.com, e-mail info@meranerland.com

Silvia Messa, Millionaire 5/2004

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