The secret of my success

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A 15 anni e’ una cameriera impacciata. a 22 apre un negozio. A 25 trasforma un baracchino nel ristorante più quotato della spiaggia. A 32 apre un locale tutto suo. cronaca di una vita passata a raggiungere obiettivi. Per arrivare in alto. Fino alle falde del Kilimangiaro…

Se volete mettervi in proprio e non lo fate per assenza di capitali o coraggio, leggete la storia che stiamo per raccontarvi. E’ il racconto di una vita trascorsa all’insegna dell’intraprendenza. La protagonista assomiglia a un’eroina uscita da un romanzo di Isabelle Allende, ambientato in Messico: terra di cui sono noti numerosi aspetti negativi, come corruzione, narcotraffico, delinquenza, assassinii politici. Sì, il Messico è tutto questo, ma non solo. E’ anche la terra di gente generosa, onesta e determinata, disposta a lavorare duro per raggiungere un obiettivo. E’ la terra del machismo, ma anche di donne straordinarie come Edith Jimenez che, cresciuta in una famiglia povera, ha tracciato da sola il suo cammino, meta dopo meta. Fino a diventare imprenditrice in un prestigioso polo turistico sulla costa pacifica messicana.

Edith Jimenez Moreno, quinta di 11 figli, nasce il 21 luglio 1962 in un paesino della sierra, nello Stato messicano di Guerrero, dove resta fino ai sei anni. Negli anni ’70, la famiglia si trasferisce ad Acapulco. Il padre, analfabeta, lavora come portiere di notte in un hotel, e tutti i figli contribuiscono come possono all’economia familiare. A nove anni, Edith frequenta le scuole medie e lavora nei finesettimana come colf, baby sitter, venditrice di tamarindo. A soli 13 anni, affitta uno spazio al mercato e si mette “in proprio”, vendendo papaya. Ma ne acquista troppa, la frutta marcisce e addio business.

Nel 1977, la famiglia lascia Acapulco diretta a Cabo San Lucas, un paesino all’estremo sud della penisola di Baja California: ancora sconosciuto ai più, ma già eletto a rifugio dei Vip hollywoodiani. La famiglia Jimenez convive con altri amici di Acapulco in una grande casa abbandonata, di cui era agibile una sola stanza. Edith, quindicenne, comincia a lavorare come cameriera in uno dei pochi alberghi di San Lucas: l’hotel Mar de Cortez. «Non sapevo nulla di bar e ristoranti. Ero timida e impacciata. E poi non parlavo una parola di inglese. La prima cosa che imparai furono i numeri, per poter dire ai clienti di quanto era il conto». E’ al Mar di Cortez che un giorno Edith conosce Randy ed Estela, una coppia di americani che arrivano a San Lucas con l’intenzione di aprire un ristorante sulla strada che porta alla spiaggia. Il nuovo locale diventa la seconda occupazione di Edith, che per lungo tempo si dividerà tra l’hotel di giorno e il ristorante Estela’s di sera. Intanto impara l’inglese, diventa un’esperta barista e fa amicizia con i turisti americani.

La fama di Cabo San Lucas come “paradiso vacanziero” comincia a espandersi. Aumentano anche le distrazioni. La diciassettenne Edith scopre la discoteca e l’antiquato papà la caccia di casa. Trova alloggio presso una signora e, con i suoi risparmi, compra un terreno: «Non me lo volevano vendere – commenta – perché ero troppo giovane. Ma io non mi sono data per vinta. Avevo i miei soldini». La spunta, ovviamente, e comincia a costruire la sua casa, una stanza per volta (che oggi è una villa di sei camere da letto, con piscina). Decide poi di riprendere a studiare e si iscrive in una scuola per ausiliari contabili. Intanto, accumula esperienze in alberghi e ristoranti, restando sempre fedele al suo impiego serale da Estela’s e allungando così la sua lista di amicizie internazionali. Il conoscere gente di tutto il mondo e la sua innata voglia di sperimentare le infondono il desiderio di viaggiare. A 21 anni, parte con l’amica Olivia alla volta degli Stati Uniti. Questo sarà il primo di una serie di viaggi che la porteranno a vedere il Golden Gate, il Colosseo, la Tour Eiffel, le Piramidi d’Egitto.

A 25 anni, il vecchio sogno di mettersi in proprio torna a fare capolino. Questa volta però non si tratta di papaya, ma di un beauty center. Edith inaugura così un periodo di vacanze-studio negli Stati Uniti, dove frequenta una scuola di massaggi e cosmetologia. Ma, anziché un centro di bellezza, aprirà un negozio di costumi da bagno e accessori da spiaggia importati dall’Indonesia. Nella seconda metà degli anni Ottanta, la vita di Edith arriva a una svolta. Si sposa con Paul Smith, statunitense residente a San Lucas, e accetta l’offerta di gestire “The Office”, un ristorante sulla spiaggia. Tornata al vecchio amore della buona tavola, si mette in cucina e applica tutto quanto ha imparato aiutando i cuochi incontrati nella sua vita lavorativa. Rivoluziona il menu e, nel giro di qualche anno, superando varie difficoltà (e mettendo al mondo la prima figlia Paulina, oggi di 13 anni), trasforma il baracchino “The Office” nel ristorante più quotato della spiaggia. Che oggi dà lavoro a 99 persone ed è sempre pieno dalle 9 del mattino alle 11 di sera. Il successo della “señora Edith” come ristoratrice ha un’eco nella comunità sanluqueña, tanto che nel ’94 i proprietari di Estela’s le offrono di comperare il locale. Lei, incinta della seconda figlia, Athena Grace (oggi, otto anni), accetta la nuova sfida e apre “Edith’s”.

Attualmente il ristorante conta 55 dipendenti, è rinomato, tanto in Messico come in Usa, per l’eccellente cucina e il servizio impeccabile, facendo incetta di premi internazionali. Oggi che Cabo San Lucas è la località turistica di punta di tutto il Messico, molti impresari locali e stranieri tentano di approfittare del momento d’oro per avviare un business. Ma ben pochi riescono a eguagliare la fama (e la semplicità) di Edith. La prossima meta? «Aprire un altro ristorante, con un concetto nuovo, disegnato sulle esigenze e aspettative del turista». E non è un mero progetto: l’edificio è già in costruzione.

«Ecco perche’ i miei dipendenti mi adorano…»

Dove ha trovato la forza per arrivare?

«Nella necessità economica, nel desiderio d’indipendenza e nell’onestà. Questa è la chiave: porsi delle mete, lavorare con gusto, felici di quello che si fa e farlo onestamente. Perché se sei onesto, la gente crede in te. E, per arrivare in alto, hai bisogno che le persone abbiano fiducia in te».

In Messico, tutti la apprezzano come persona e come imprenditrice. Da che cosa dipende questa fortuna?

«Dal fatto che sono felice. Ho un marito meraviglioso, due figlie splendide, un business che va bene e mi dà soddisfazioni. Amo il mio paese, la gente, mi piace socializzare. Non cerco di essere felice. Lo sono».

Lei organizza feste e gite aziendali. I suoi dipendenti la adorano…

«E io adoro loro. Credo sia fondamentale creare un legame di vicinanza in ambito lavorativo. Se le persone si sentono a loro agio, lavorano con entusiasmo. E da qui nasce la qualità. La formazione è fondamentale ed è per questo che i miei dipendenti sono in continuo addestramento. Cerco di coprire i loro bisogni di base: servizio sanitario, istruzione e un po’ di svago».

Cristina Galullo, Millionaire01/2004

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