Il digitale è la chiave per la ripresa, ma serve Formazione 4.0

Time Vision

La pandemia ha evidenziato in modo inesorabile tutti i gap tecnologici e innovativi che caratterizzano il tessuto imprenditoriale italiano. Nonostante i piccoli, o grandi, divari tra Nord e Sud e tra grandi realtà e aziende familiari, il sistema imprenditoriale italiano ha bisogno di una rivoluzione digitale, a partire dalla Formazione 4.0 di lavoratori e imprenditori.

È questa l’idea che muove il lavoro di Daniela Sabatino, presidente di Time Vision scarl, l’agenzia per il lavoro accreditata al Ministero e Agenzia formativa accreditata in Regione Campania e in Regione Lombardia, che si occupa dal 2001 di formazione, consulenza e lavoro.

È da tempo che si parla di svolta digitale: secondo lei è corretto questo termine?

“Il concetto è corretto perché, purtroppo, rende la fotografia di un sistema Paese che con il digitale non ha dimestichezza. Ecco perché fino a quando si parlerà di svolta digitale, allora tutte le aziende si sentiranno sempre impreparate e, soprattutto, spaventate ad intraprendere un percorso così difficile come può essere, appunto, una ‘svolta’. Se, invece, si entra nell’ottica che non si tratta di una svolta ma di un passaggio, che come tale può essere anche accompagnato e sostenuto, allora si entrerà nella dimensione giusta. Ossia quella di un percorso che società come Time Vision hanno individuato da tempo e che possono affiancare senza preoccupazioni inutili”.

In che modo?

“Attraverso le attività di consulenza che sono una delle anime della società, e che vanno dai consigli sulle misure e le relative opportunità che possono essere colte da ogni singola azienda o professionista, fino ad arrivare ai percorsi di formazione più adatti per sviluppare finalmente quel passaggio al digitale di cui parlavo prima.
Mi riferisco alla grande opportunità del piano Industria 4.0 che, se pienamente utilizzato, consente alle aziende di intraprendere il percorso verso la cosiddetta industria intelligente, in modo completo e conveniente. Ed un match importante, in questo discorso, è proprio il credito d’imposta sulla Formazione 4.0. Si tratta di una misura che abbatte fino al 60% il costo del lavoro, è valida per tutte le imprese che vogliono non solo colmare il GAP tecnologico, ma soprattutto affacciarsi a dare uno sguardo sul futuro anche attraverso l’offerta formativa che abbiamo costruito in Time Vision”.

Come si colloca la formazione n questo quadro il necessario potenziamento delle competenze?

“Il 2021 è stato l’anno della conferma di alcune misure straordinarie per la tenuta dell’occupazione che a breve termineranno. E si entrerà in una nuova fase del mercato del lavoro e delle politiche attive. Una fase in cui un ruolo sempre più importante sarà associato alle competenze e alla formazione dei lavoratori. Uno strumento che ha dimostrato tutte le sue potenzialità è il Fondo Nuove Competenze, che si avvia a diventare strutturale, come scritto nel Pnrr italiano. Anche sul potenziamento delle competenze c’è bisogno di un passo in avanti che l’Italia deve fare. Sì, ma chi deve farlo? Lo devono fare le aziende, gli imprenditori, i professionisti. Ossia tutti coloro i quali hanno quella capacità di vision del mercato che è una delle ricchezze del sistema Italia”.

Proprio Time Vision, in tempi “non sospetti”, e cioè a marzo 2020, quando la pandemia era solo iniziata, ha inviato una lettera all’allora ministro per il lavoro, Nunzia Catalfo, sulla centralità delle politiche attive del lavoro e della formazione come risposta alla crisi.

“Sì, è vero. Time Vision, con il nostro direttore Andrea Ricciardiello, inviò un documento ben preciso al Governo italiano di allora e anche ai vertici regionali, in cui veniva chiesto a gran voce l’attivazione immediata di un vero e proprio piano nazionale di politiche attive del lavoro. Ma intendiamo politiche reali, in cui si parla di competenze, di crescita della conoscenza, di possibilità di riqualificazione e ricollocazione. E  non possiamo non guardare con ritrovato ottimismo i cambiamenti che proprio negli ultimi giorni stanno avvenendo, con la consapevolezza – da parte del Governo centrale – della riforma delle politiche attive del lavoro da completare entro il 2021. È questa la strada giusta per fare in modo che all’idea di lavoro non sia più associato il concetto di emergenza, ma quello di crescita e opportunità”.

INFO:
https://www.timevision.it/formazione4-0/
https://www.timevision.it/fondo-nuove-competenze/

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