La fibra ottica cucita su misura

TLC

Nel mondo della connessione Internet, c’è una compagnia telefonica che nasce nel 2005 dall’iniziativa di un giovane imprenditore e che è diventata un punto di riferimento per molte realtà. E punta tutto sulla fibra a progetto.

TLC
Giuseppe Del Prete

Quando parliamo di telefonia vengono in mente subito le grandi compagnie che coprono gran parte del mercato. Ma la bella notizia è che non ci sono solo loro. Oggi conosciamo un’altra realtà che rivaleggia con i big: TLC Telecomunicazioni, fondata da
Giuseppe Del Prete, quando aveva appena 25 anni, che sta intraprendendo un percorso vincente in un settore ostico, per la presenza dei player di cui sopra. TLC si sta ritagliando uno spazio molto importante nell’ambito telefonia, Internet e fibra ottica in tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di offrire ai propri clienti un servizio all’avanguardia, con standard qualitativi eccellenti, e una riduzione dei costi. Per il cliente c’è l’impagabile valore aggiunto di “sentirsi a casa”. Un servizio su misura che evita le interminabili attese dei call center, spesso situati all’estero, per risolvere un problema. Una storia che ci ricorda quella di Davide contro Golia e che ci facciamo raccontare da Giuseppe Del Prete, ideatore e creatore di TLC Telecomunicazioni.

Buongiorno Giuseppe. Presentati ai nostri lettori

«Non vengo da una famiglia con velleità imprenditoriali. Ero uno studente universitario che voleva avere qualche soldo in tasca. Ho cominciato a fare l’agente per altre compagnie telefoniche, ma intravedevo migliori possibilità nel settore, con quello che avevo messo da parte fino a quel momento e con un piccolo aiuto da parte di mia madre, sono partito. Era il 2005. Mentre mi stavo laureando, continuavo a lavorare e nel frattempo iniziavo a mettere le basi della mia azienda».

Qual è stato il tuo percorso di studi?

«Mi sono laureato in Giurisprudenza, ma quando ho constatato che il lavoro che stavo svolgendo mi faceva guadagnare molto di più rispetto a quello che avrei guadagnato da avvocato, ho appeso la laurea al chiodo e ho continuato sulla strada delle telecomunicazioni con il mio progetto. Sono partito da zero. Ora ho 6 dipendenti con un centinaio di agenti in tutta Italia. Siamo partiti dalla nostra città, Formia (Lt), poi ci siamo estesi alla provincia e quindi alla regione. Ora operiamo su tutto il territorio nazionale, con clienti in tutte le città d’Italia».

Quando nasce TLC?

«Nel 2005. Siamo partiti con il telefono e il vecchio doppino in rame. Abbiamo fatto tantissima strada, accumulando esperienza. Ciò ci ha consentito ora di specializzarci sulla fibra ottica. All’inizio con clienti piccolissimi. Oggi siamo organizzati in divisioni: privati e small business, clienti di medie e di grandi dimensioni. Con questi ultimi ci siamo affermati grazie alla posa in opera della fibra ottica e soluzioni avanzate di connessione: centralino virtualizzato multisede, sicurezza telecomunicazioni, backup per i clienti non interrompibili. Ma il focus principale è la fibra ottica dedicata a progetto. Negli ultimi 6-7 mesi abbiamo conquistato un nuovo enorme mercato, quello delle scuole. A Milano c’è una scuola tra le più grandi della città che seguiamo, l’IIS Giuseppe Lagrange. Tutte le scuole che sono partite per tempo con noi e che hanno installato la fibra ottica, hanno ora una didattica a distanza che funziona alla perfezione».

Cos’è TLC?

«È una compagnia telefonica come le altre, solo che è più piccola e punta tutto sulla qualità dei servizi, ad esempio sulla banda minima garantita delle linee ottiche, e sulla personalizzazione, cliente per cliente. Ai piccoli clienti proponiamo un prodotto per la casa, telefono e Internet, dove vinciamo sul prezzo e sull’assistenza. Ma il nostro target sono le piccole-medie aziende. A loro offriamo un servizio all’avanguardia, una persona che li segue nel percorso con noi e soprattutto personalizziamo i nostri servizi sulla base delle singole esigenze. Ogni azienda è diversa quindi noi confezioniamo un pacchetto su misura a ogni cliente. Per le aziende di grandi dimensioni invece, il nostro sedersi al tavolo sfocia nel 99% dei casi in una fibra dedicata a progetto».

Perché non tutte le fibre ottiche sono uguali?

«La fibra ottica è come un’autostrada, una rete che nelle grandi città si irradia e raggiunge tutte le abitazioni. Se questa rete è spenta, vale zero. Se la si illumina, lo si fa con una certa banda. Dov’è la differenza? Noi di TLC progettiamo e riserviamo un quantum di banda per ciascun cliente. Quanti fanno lo stesso? Per questo su alcuni prodotti possiamo risultare all’apparenza più costosi. Ma la differenza di costo è dovuta a come illuminiamo la rete, quindi alle performance nettamente diverse dalla concorrenza che offriamo. Noi, per la clientela Top Business, non vogliamo fare numero, ma qualità».

TLCCom’è il rapporto di TLC con i colossi delle telecomunicazioni?

«Partiamo dal presupposto che in Italia “non si muove una foglia che Telecom non voglia”. Tutto passa da loro. Tutti gli operatori telefonici comprano servizi da Telecom Italia. Comprando all’ingrosso da loro, noi e gli altri rivendiamo al dettaglio, a seconda del tipo di prodotto che vogliamo vendere. Comunque è un mercato regolamentato, dove l’Agcom fa le regole. Diciamo che c’è una serena convivenza, anche perché noi abbiamo un target di clientela che sarebbe difficile da gestire per Telecom. Rappresentiamo una fascia diversa. Ossia serviamo clienti dove c’è assenza di rete, quindi bisogna scavare, portare la rete, ottenere permessi pubblici ecc. Abbiamo tempi di risposta velocissimi che ci consentono di intervenire in poche ore. Diciamo che con i big competiamo solo sul mercato delle piccole utenze, perché su quello dei grandi ci differenziamo con i nostri prodotti».

Su cosa punta in particolar modo TLC?

«Sulla connettività e sui servizi evoluti come il cloud, il backup. Il nostro focus è la fibra ottica a progetto. Ormai è tutto online. Anche il cliente piccolo che resta senza connessione Internet 1-2 giorni va in difficoltà: fatturazione elettronica, scontrino digitale ecc… Non parliamo poi dei clienti grandi che fanno tutto online con gestionali remotizzati e se si ferma la connettività è finita. Noi abbiamo schemi di doppio e triplo backup che tutelano i clienti in caso di stop obbligato».

Perché un cliente dovrebbe preferirvi a un big?

«Per la personalizzazione del prodotto, ingegnerizzazione personalizzata, assistenza dedicata cliente per cliente e valore aggiunto progettato da noi».

Come state lavorando in questo sventurato 2020?

«Non ci siamo mai fermati. Abbiamo rallentato nei primi mesi dell’anno per nostra scelta, al fine di non acquisire nuovi clienti per concentrarci nell’aumentare la rete, dare banda, assistere i clienti. Abbiamo dovuto mettere tante aziende in smart working, con un prodotto ad hoc. Ad esempio la Confcommercio Lazio Sud: alzano il telefono e/o il pc dedicato al centralino, lo staccano dall’azienda e lo attaccano a casa. In 24 ore passano dall’home working allo smart working. A marzo inoltre abbiamo lanciato un concorso nazionale di disegno per bambini che ha ricevuto plausi dal Presidente della Repubblica e quello del Consiglio, abbiamo messo a disposizione il nostro know-how per la collettività».

Quanti clienti avete raggiunto finora?

«Tra 7.000 e 8.000, la gran parte aziende. Il nostro obiettivo è di spostare sempre più la nostra base dai piccoli ai grandi clienti. Ossia vorremmo lavorare con 1.000 grandi clienti ai quali magari abbiamo scavato una fibra, ingegnerizzato o progettato un centralino, piuttosto che con 5.000 piccoli ai quali diamo un prodotto duplicabile dalla concorrenza».

Cosa avete in mente per il futuro?

«Sviluppare sempre più la rete ottica, ma soprattutto puntare maggiormente sull’IP continuity, la continuità dei servizi. Per quanto concerne la fibra l’idea, che abbiamo già in atto, ma che vogliamo migliorare, è di avere prodotti di nostra ingegnerizzazione in cui associamo più servizi per i grossi clienti, in modo tale che possano lavorare sempre con lo stesso IP pubblico. Fondamentale per alcuni clienti che lavorano con gestionali remoti come le case automobilistiche, che spesso lavorano su un server centralizzato, per loro cambiare l’IP pubblico significa fermarsi. Nel cloud, stiamo investendo molto nella remotizzazione del desktop, ossia il cliente che arriva in ufficio non trova più il desktop, ma una finestra con un nome utente e password con cui si può collegare al suo desktop da qualsiasi posto».

INFO: www.tlctel.com
Numero Verde 800 13 28 24

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