Tosa cani sarà lei

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Non chiamateli lavacani… Tagliano il pelo, sciolgono i nodi, preparano i quattrozampe ai concorsi. Quello del toelettatore è un mestiere sempre più richiesto. Si comincia così

Fino a 100 euro per una toelettatura. Il mercato dei quattrozampe in Italia è sempre più vivace. Per intenderci, ecco qualche cifra: ogni anno, spendiamo per Fido 1.600 euro per il veterinario, 980 per l’alimentazione, 460 per i medicinali e 360 per accessori come guinzagli, cappottini e coperte. In Italia ci sono sette milioni di cani e, a conti fatti, la loro igiene è sempre più importante. Così va forte la professione del toelettatore. «La differenza tra un tosacani vecchio stile e un moderno toelettatore sta nel servizio: comprendere ciò di cui l’animale ha bisogno, che può essere una vera toelettatura come anche un semplice ritocco. Perché non bisogna mai tagliare il pelo più del necessario, superando la cosiddetta “linea rossa”» spiega Serafino Ripamonti, membro dell’Acad (Associazione commercianti animali domestici) e titolare del negozio Serafino Inn di Milano, in cui arrivano cani da tutto il mondo, Londra e New York comprese.

Accanto ai negozi che, oltre a vendere oggetti per animali domestici offrono il servizio di lavaggio, in Italia sono sempre più numerosi gli esercizi specializzati per il bagno e il taglio del pelo secondo due modelli: quello cosiddetto “commerciale”, inteso a tosare il cane secondo le sue particolarità, e quello da esposizione, che tiene conto degli standard richiesti dai concorsi canini. Si parla addirittura di 2.300 esercizi registrati regolarmente, a cui se ne aggiungono molti altri irregolari. «Il Nord Italia è già un mercato saturo. Diverso il discorso per il Centro e il Sud, dove c’è ancora spazio per intraprendere. Il motivo di questo boom? Oggi la toelettatura del cane è considerata un piacere, non più una semplice operazione per sfoltire il pelo d’estate e liberarsi da zecche e parassiti» afferma Giovanni Melegari, presidente dell’Apt (Associazione professionisti toelettatori) e titolare del negozio Braccomaltese di Parma.

«Meglio affidarsi a mani esperte. Un professionista sa che atteggiamento avere quando un cane si innervosisce, rigetta, diventa aggressivo o magari morde. Sa come applicare gli antiparassitari e come evitare le possibili malattie trasmesse dagli animali. E soprattutto sa come sciogliere i nodi del pelo» prosegue Melegari. Insomma, se l’animale vive con noi il fattore igiene è fondamentale. «La toelettatura è sempre accompagnata dal lavaggio di unghie, orecchie e dalla rasatura del pelo nella zona genitale. Un’operazione che va ripetuta a intervalli variabili fra le tre settimane e i due mesi, e ogni volta può durare da minimo di un paio d’ore per i professionisti più esperti a un pomeriggio, a seconda della lunghezza del pelo, della grandezza del cane e degli eventuali problemi di ogni animale» spiega Paola Acco, nota per aver vinto il campionato mondiale a squadre di toelettatura nel 2003, che a Portogruaro (VE) gestisce il Centro del cane e organizza seminari di formazione professionale in tutta Italia.

Il costo del servizio è variabile: si parte da un minimo di 15 euro per il solo lavaggio nei casi più semplici ai 25 euro e oltre per una toelettatura di media difficoltà; ma per i cani più complicati i costi raggiungono anche i 100 euro.

Come si diventa toelettatori professionisti? «In Italia non esistono regolamentazioni all’avvio dell’attività: è sufficiente avere dei locali che rispettano le norme igieniche previste dalla Asl. Ecco perché il mercato pullula di persone sprovviste delle competenze necessarie» risponde Melegari.

Due le strade per chi è alle prime armi: fare esperienza presso un negozio già avviato oppure rivolgersi a una scuola di formazione privata, con corsi che partono da 700 euro. «Per scegliere la scuola giusta è bene controllare alcune caratteristiche: l’assicurazione a copertura dell’allievo, le ore di pratica previste dal piano di studi, la programmazione di lezioni di igiene, sanità e pronto soccorso» consiglia Melegari. Oltre alla passione per gli animali, il bravo toelettatore deve saperci fare anche con i clienti, spiegare loro che cosa si vuole fare, di che cosa ha bisogno l’animale, come curarlo negli intervalli.

Gli investimenti per avviare un’attività di toelettatura sono contenuti: per un punto vendita di circa 40 metri quadri gestibile in autonomia si parla di un minimo di ottomila euro, ma la spesa media si aggira sui 12 mila. Con 25-30 mila euro si apre un negozio di alto livello, completo di tutta l’attrezzatura (vasche di lavaggio con aperture particolari per facilitare l’ingresso agli animali, tutti gli strumenti per la tosatura e l’asciugatura, tavoli elettrici per sollevare i cani con facilità…) e dotato dei permessi previsti dalla legge. «Gli inizi non sono facili, perché nelle grandi città ci sono circa quattro nuove aperture al mese: ha più possibilità chi non paga l’affitto del locale» commenta Moreno Ripamonti, titolare di un negozio milanese e organizzatore di corsi professionali. Chi ha una buona preparazione però riesce a resistere alla concorrenza, perché anche qui il passaparola premia i migliori. Inoltre c’è chi abbina anche la vendita di oggetti, sia per la cura del cane (spazzole, shampoo…) sia di altro genere (cappottini, mangimi…). «Sconsiglio questa strategia, perché in questo modo si gareggia con la grande distribuzione: qui un piccolo imprenditore non può che essere perdente» suggerisce Melegari.

Il business comunque è promettente, e infatti sono sorte diverse reti franchising che propongono l’acquisto di un punto vendita attrezzato per il lavaggio self service degli animali. «La nostra formula vincente sta nell’abbinamento di servizi fai-da-te accessibili 24 ore al giorno e di toelettatura eseguita da un professionista: così il cliente, di volta in volta, può scegliere se risparmiare con lavaggi a partire dai quattro euro, oppure ricevere il trattamento completo» spiega Emanuele Guerreschi, titolare della catena Wash Dog. Fondamentale sia per l’affiliazione sia per gli indipendenti una location adatta a far decollare il business. «Per crearsi un buon giro d’affari, il negozio deve essere nelle vicinanze di un parcheggio ed essere ben visibile dalla strada» conclude Igor Piacentini, responsabile vendite della catena Io Lavo Fido.

Maria Spezia, Millionaire 3/2005

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