Uainbag: un “bag” per cambiare il mondo del vino

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Un’avventura accademica e in seguito professionale condivisa da 3 ragazzi che hanno dato vita a un’azienda di vini artigianali italiani di alta gamma, racchiusi in un packaging innovativo che ne preserva la qualità, Uainbag.

In un celebre saggio di Ernest Hemingway, lo scrittore statunitense definisce il vino come “Uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo”. Sembrano averne tratto ispirazione Maria Sole Giannelli, Andrea Montanaro e Andrea Gaggero che nel 2020, in piena crisi pandemica, hanno creato Uainbag, startup della wine economy. Insieme hanno intrapreso anche il percorso formativo, oltre a quello che li ha condotti alla fondazione di Uain.
I 3 soci pensano e creano vini pregiati, lavorando gomito a gomito con produttori da loro selezionati, dopo una meticolosa ricerca su territorio e prodotto. Prodotto che viene seguito passo passo da Uain, al fine di risultare perfetto al palato del degustatore.
I produttori preservano la diversità, seguendo la naturale ciclicità del vino. Il tutto limitando l’utilizzo di agenti chimici e tecnologici nei loro vigneti e cantine. A supporto della qualità, Uain ha ideato un packaging innovativo, bello e funzionale, al servizio del vino, per mantenerne inalterate caratteristiche, aromi e gusto. In una piacevole chiacchierata con il trio di Uain abbiamo conosciuto meglio la loro realtà e il mondo della viticoltura.

Come è nata l’idea di Uain?

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Andrea Gaggero e Andrea Montanaro

(Andrea Montanaro) «Tutto parte da un nostro sogno: produrre un vino di qualità, da bere tutti i giorni e soprattutto che non si alterasse una volta aperto. Noi tre ci siamo conosciuti all’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dopo la laurea abbiamo intrapreso strade differenti pur rimanendo nel mondo del vino. Io e Andrea abbiamo fondato un’azienda di import-export di vini, mentre Maria Sole è produttrice vinicola. Un giorno ci siamo ritrovati a una cena e, a noi amanti del vino, l’idea è venuta in modo naturale e quasi
scontata. Eravamo stufi di essere “costretti” a dover finire la bottiglia o, peggio, a doverla buttare dopo 2-3 giorni, volendo berne un solo bicchiere».

Quindi Uain nasce da un’esigenza?

(A.M) «Sì. Per dare la possibilità a tutti di bere un bicchiere di vino di alta qualità, con l’agio di poterlo gustare per 30 giorni dall’apertura. In compagnia, una bottiglia finisce in fretta, ma se si desidera berne solo un bicchiere, è troppa. Il vino, se è di qualità, una volta aperto
dura al massimo 2-3 giorni. E, cosa rilevante, ha un costo elevato».

Quindi ottimizzate la sistemazione dei prodotti e diminuite gli sprechi di vino, materiali e denaro?

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Maria Sole Giannelli

(Maria Sole Giannelli) «Esatto. Ci tengo a sottolineare che i vini che noi vendiamo sono totalmente artigianali. Dalla vigna alla cantina l’intervento di chimica e tecnologia è minimo, non ci sono lieviti, non ci sono solfiti, vini buoni e sani».

Cos’è Uain?

(A.M.) «È il miglior vino italiano in bag, che nasce dall’esigenza di portare sulla tavola degli italiani un vino buono, pratico, da bere tutti i giorni senza sprecarne una goccia».

Dove nasce il design della Uainbag?

(MS.G.) «Il nostro progetto nasce con l’idea di fare un vino buono in bag in box, poi da lì la conseguente volontà di entrare nelle case degli italiani, che sono anche esteti. Allontanarsi dall’idea del vino in bottiglia è già difficile, se poi lo presenti in un cartone brutto nelle loro case non entrerai mai».

(A.M) «Il design è stato pensato e creato insieme a un’azienda italiana, Sinestesia. Con loro abbiamo pensato a un bag che, oltre a essere pratico ed essenziale fosse anche bello e di design. Cosa importante: non è un bag in box, ma è un bag».

Che differenza c’è?

(A.M) «Il bag in box, che sta prendendo piede sia in Italia sia all’estero anche con vini di qualità, è scomodo perché è in confezioni da 3 o 5 litri, pesanti da trasportare e difficili da gestire a tavola, non si possono mettere in frigorifero…».

(MS.G.) «… e non è elegante. Diciamo che entrare in casa di ospiti con il cartone non è il massimo. Noi con Uain pensiamo di aver creato anche una confezione bella e gradevole alla vista, oltre che contenente vino di alta qualità, che per noi rappresenta la base di partenza».

Quali caratteristiche ha il packaging che contiene il vino?

(A.M.) «È un prodotto “nudo”, cioè viene spogliato di tutto ciò che non è necessario. È un bag da 2 litri che grazie al riempimento sottovuoto consente al vino di essere conservato nel migliore dei modi».

(MS.G.) «In sostanza il bag in box ha il cartone e il sacchetto interno, noi abbiamo tolto il cartone».

Quali criteri segue la ricerca dei vini di Uain?

(A.M.) «Sapevamo fin da subito che per produrre il miglior vino in bag non potevamo accontentarci. Abbiamo lavorato al progetto per 2 anni in modo da controllare tutta la filiera. Noi non compriamo il vino già fatto, ma lo facciamo insieme ai produttori con i quali lavoriamo. Li scegliamo perché fanno un lavoro minuzioso sui loro vini, seguendo i ritmi delle piante e rispettando il terroir. Parliamo di vini non filtrati e senza additivi chimici in fase di vinificazione».

(MS.G.) «Sono viticoltori che già producono vini seguendo la nostra stessa filosofia, diamo loro degli input per produrre insieme un vino ad hoc che faccia al caso nostro, affinché possiamo mettere nei bag un vino buono, ma allo stesso tempo stabile».

Cos’è la stabilità per un vino?

(MS.G.) «È uno dei punti cruciali soprattutto per i vini artigianali in bag, perché rischia di gonfiarsi, fermentare ecc. Noi li affianchiamo per seguire insieme tutti gli aspetti che assicurino una ottima stabilità. Partendo dalla vigna alla fermentazione, vinificazione e infine al riempimento dei bag».

uainbag vino uainCosa rende Uain unico?

(A.M.) «È un vino pensato, ideato, prodotto, studiato e lavorato esclusivamente per finire nel bag di Uain. Noi portiamo ai produttori il nostro know-how, mettendolo al servizio della loro esperienza. In tal modo si crea una sinergia al fine di ottenere un prodotto esclusivo, di qualità elevata, in bag. La stragrande maggioranza dei vini bag in box in circolazione sono prodotti, e venduti a un prezzo mediobasso, senza il retrostante studio per essere messi in quel contesto. Il risultato è un vino di qualità non eccelsa».

(MS.G.) «Il nostro è un vino autentico, non costruito. Richiede molto più impegno, ma alla fine il prodotto è sensibilmente migliore. Sul mercato si trovano anche vini in bag autentici che però, una volta aperti durano come la bottiglia, perché il confezionamento non riesce a preservare le qualità. Noi invece, grazie anche al sottovuoto, garantiamo 30 giorni di durata qualitativa del prodotto una volta aperto il bag».

Quali sono i valori green di Uain?

(A.M.) «I nostri studi ci hanno consentito di avere una visione molto ampia di ciò che è sostenibile e green. Non bisogna limitarsi a dire “no plastica”, ma estendere il concetto al rispetto delle persone che lavorano, al rispetto del territorio, all’utilizzo di sostanze naturali, alla riduzione del trasporto delle merci. Molti prodotti si definiscono green o bio, ma poi si scopre che sono fatti in Paesi a bassissimo costo di manodopera, sfruttando il lavoro delle
persone, e che percorrono migliaia di km per poi essere rivenduti in Italia come prodotto sostenibile solo perché non fatti di plastica. Bisogna avere una visione onnicomprensiva».

Avete progetti a tal proposito?

(A.M.) «Sì, vogliamo creare un UainClub per mettere a disposizione dei clienti giornate/visite in azienda con i produttori per far vedere loro come lavoriamo e far conoscere la filiera produttiva sostenibile. Per noi è questa la base dell’essere green. Aggiungo che 1 litro di vino prodotto in bag ha l’80% di emissioni di carbonio in meno rispetto alla stessa quantità in una bottiglia di vetro. Per non parlare dei risparmi sull’ottimizzazione della logistica».

Quali sono i vostri obiettivi?

(A.M.) «Portare nelle case un modo nuovo di bere quotidianamente vino. E raccontare lo stile vitivinicolo artigianale italiano per arrivare in tutto il mondo. Siamo partiti da poco con l’e-commerce con ottimi riscontri soprattutto dalla fascia 30-49 anni. Vogliamo mantenere il controllo delle vendite tramite piattaforma online e la creazione di temporary shop Uain».

(MS.G) «Vogliamo dare una panoramica completa del vino artigianale in bag. Non entrare nelle classiche enoteche, ma essere presenti con dei corner all’interno dei concept store».

INFO: www.uainbag.com
info@uainbag.com

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