La startup delle scarpe artigianali chiude un round da 2,5 milioni di euro

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Velasca

Da manager a produttori di scarpe artigianali. Enrico Casati e Jacopo Sebastio, nel 2013, hanno creato Velasca. È una startup che vende calzature made in Italy online e in negozi monomarca, a Roma, Milano e Torino. Ha appena chiuso un round di investimento da 2,5 milioni di euro.

Vi avevamo raccontato la loro storia qui. Enrico Casati, milanese, lavorava a Shanghai per una grande banca. Aveva bisogno di un paio di scarpe, ma riusciva a trovare solo quelle dei grandi designer, a un prezzo impossibile. «Il mio amico Jacopo stava venendo a trovarmi, così gli ho chiesto di portarmi un paio di francesine artigianali dall’Italia. Da qui la riflessione: non esisteva né in Italia né all’estero un prodotto artigianale a un prezzo accessibile. Così è nata l’idea di Velasca: vendere scarpe artigianali online, per saltare quei passaggi intermedi che fanno aumentare i prezzi dei prodotti».

L’investimento da 2,5 milioni arriva dal venture capital P101, insieme a Milano Investment Partners e alcuni investitori privati. I nuovi fondi saranno utilizzati per l’espansione in italia e all’estero. «Potremo sviluppare il segmento delle vendite online e implementare la nostra presenza fisica sia in Italia, che in Europa e nel Nord America» ha spiegato Jacopo Sebastio. «Questa operazione, inoltre, conferma ancora una volta come l’Italia sia un terreno fertile per le società come la nostra, che dimostrano di avere un’energica spinta all’innovazione».

Velasca ha puntato molto sull’unione tra tradizione e innovazione, produzione artigianale nelle Marche, vendita e comunicazione online. Come ci aveva raccontato Enrico Casati: «Abbiamo cominciato a vendere le nostre scarpe agli amici e agli amici degli amici. Il resto lo hanno fatto i social. Ci rivolgiamo ai nostri clienti su Facebook, raccontiamo il nostro prodotto. Utilizziamo gli Ads di Facebook, le newsletter, e il sito, dove ci raccontiamo per filo e per segno».

La startup, che ha già raggiunto il pareggio nel 2017, oggi genera il 20% del proprio business all’estero, soprattutto in Francia, Regno Unito e Nord Europa. Rispetto al 2016, il fatturato è cresciuto del 100% nel 2017. Le vendite online hanno contribuito per circa il 35%.

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