Youthquake, agenzia di marketing data-driven: la creatività dà i numeri

“Se usi i dati per ottenere un’intuizione e questa intuizione ti porta a un grande brief creativo, beh allora è geniale”.

Alla scoperta di Youthquake, agenzia di marketing data-driven con sedi a Milano e Londra, dove dati e creatività lavorano insieme.

Il marketing, oggi, deve essere guidato dai dati per essere efficace? Ne abbiamo parlato con Matteo Milione, Managing Partner di Youthquake: «Un brand per avere successo deve capire il modo di pensare e agire dei consumatori, deve conoscere il mondo al di là dei confini del brand stesso, il mondo in cui vivono i clienti. Sono finiti i giorni della trasmissione di massa, non mirata. I clienti di oggi richiedono esperienze personalizzate e più coinvolgenti di quanto non fossero 20 anni fa. Non ci sono scuse per non sapere cosa vogliono i clienti. Non abbiamo bisogno di indovinare ciò che la gente vuole, dobbiamo solo sapere dove cercare».

Youthquake, agenzia di marketing data-driven:
Il team di Youthquake

Dati a scapito della creatività?

«Non li vedo come concorrenti. I dati consentono di migliorare piuttosto che inibire la creatività e il loro stesso utilizzo può essere considerato creativo. Gli utenti sono sempre più informati e quindi danno seria credibilità agli Ads perciò si aspettano che la pubblicità sia pertinente e li prenda sul serio. Vogliono più creatività e più autenticità. E vogliono sapere in anticipo cosa sta succedendo con i loro dati».

Perché i dati sono diventati così importanti per il marketing di recente?

«I dati non sono nuovi per il marketing» osserva ancora Matteo Milione. «Ricerche di mercato, focus group e conversazioni con i clienti, sono fonti di dati presenti da sempre nelle pratiche di marketing. La differenza oggi è che la tecnologia è evoluta, soprattutto in seguito all’aumento dell’uso di Internet e dei dispositivi mobili da parte dei consumatori, consentendo di raccogliere ed estrarre molti più dati. Conoscerli diventa fondamentale per catturare la loro attenzione».

A proposito di tecnologia, quali utilizzate per analizzare tutti questi dati?

«Utilizziamo tecnologie di Intelligenza Artificiale» spiega Alessandro Patuzzo, Head of data science marketing. «Quando parliamo di AI, ci riferiamo soprattutto a uno dei suoi sottoinsiemi, che è il Machine learning (ML), ovvero l’apprendimento automatico. Il passaggio successivo consiste nell’analizzare le informazioni acquisite per creare segmenti e cluster di utenti profilati. Ciò consente al nostro team marketing una migliore comprensione delle esigenze, dei modelli comportamentali e degli interessi dei consumatori».

Quali sono i benefici nel creare campagne marketing altamente mirate e personalizzate?

Gialuca Bogialli: «Più il brand è connesso con il suo pubblico, più questo si rivolgerà al suo brand di fiducia. L’ aumento dell’engagement dei clienti è sicuramente uno dei benefici: sfruttando gli insights, infatti, è possibile segmentare in modo più puntuale l’audience e affinare le strategie di targeting e personalizzazione. Questo ci permette di mettere in atto strategie di marketing utili ad aumentare lo scontrino medio e la fidelizzazione dei clienti più affezionati, oppure recuperare i rapporti con quelli più critici. I dati che ci aiutano a capire quali sono i messaggi, gli elementi creativi e psicologici che maggiormente attraggono l’obiettivo. Le nuove generazioni sono desiderose di una industria pubblicitaria migliore. E per migliore intendo, essere più creativi, usare i dati in modo più strategico ed etico, e usare i social media in maniera inaspettata e sorprendente».

Tel. 346 6249543
www.youthquake.it
info@youthquake.it

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