ZeroDD, l’atelier del software

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Una realtà pugliese in forte crescita dimostra che per spiegare le vele nel business si possono anche mantenere le radici nel Sud Italia. Una software house che offre soluzioni tailored ad alto tasso di innovazione.

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Luca Lotti

l viaggio non è mai una questione di soldi, ma di coraggio” diceva lo scrittore Paulo Coelho. E di coraggio ne ha da vendere il team di ZeroDD, capitanato dal suo fondatore Luca Lotti. Partito nel 2006, ha fondato una software house a Lecce che negli anni è cresciuta e si è rafforzata, attraverso l’introduzione di nuove professionalità, afferenti non solo al settore informatico, ma ad ambiti, come design, strategie di engagement, comunicazione e gestione dei processi, che costituiscono il valore aggiunto dell’attuale offerta aziendale.
Il team è impegnato in differenti settori di ricerca industriale, assicurando innovazione continua ai propri servizi. L’elevata flessibilità organizzativa e le solide skill professionali conferiscono ai prodotti ZeroDD un’esperienza d’uso di alta gamma, garantendo semplicità e performance ai massimi livelli. Una chiacchierata con Luca Lotti ci porta in Salento, nel cuore di ZeroDD.

Cosa ti porta a fondare ZeroDD?

«Oggi fondare una newco è consuetudine, nel 2006 non era ancora nato il movimento delle startup. Era un fenomeno che arrivava da Oltreoceano, dove questa tendenza era già diffusa, in Italia no. Io con la mia collega Cristina fondammo ZeroDD quando eravamo studenti di Ingegneria a Lecce. L’idea nasce proprio dal contesto territoriale. Sono partito dalla consapevolezza che il nostro territorio era un po’ rimasto indietro, con questo gap tecnologico che lo penalizzava».

Da qui deriva il vostro claim Bridge the Gap?

«Esatto. L’uso della tecnologia nel Sud Italia scontava un ritardo ancora maggiore di quello che c’è oggi. Da questa esigenza parte la nostra avventura. Anche il nome dell’azienda, ZeroDD, non è altro che un acronimo di Zero Digital Divide. Il nome ha poi anche un’altra chiave di lettura: abbreviato si scrive ODD, che in inglese significa strano, ma pure singolare. Ciò rispecchiava la nostra essenza: una volontà con un pizzico di follia per realizzare il nostro obiettivo. Una follia “calcolata” perché poi i numeri ci hanno dato ragione».

ZeroddCome mai la scelta di non spostare la sede da Lecce?

«Per mantenere a fuoco il nostro obiettivo. Sono sincero, il contesto socio-economico che ti circonda aiuta molto le aziende a svilupparsi. Per crescere abbiamo dovuto acquisire molti clienti fuori dai confini regionali, ma sempre con l’intento di portare le competenze nel nostro territorio. Peraltro, il nostro team è composto quasi interamente da giovani pugliesi. Siamo molto legati al territorio e la nostra sede principale rimarrà sempre a Lecce. Una scelta combinata di cuore e valorizzazione del territorio».

In quali aree si dipana l’operato di ZeroDD?

«Tre i nostri ambiti operativi: 1-Smart communities-Design&Analysis. Supportiamo azioni innovative di sviluppo territoriale, attraverso la progettazione e l’implementazione di soluzioni ICT e strategie di engagement per la creazione di comunità intelligenti. 2-Data&Information Intelligence. Analizziamo, elaboriamo e interpretiamo grandi quantità di dati, con l’obiettivo di estrarne conoscenza, un elemento fondamentale per coadiuvare i processi decisionali. 3-Process Engineering. Adottiamo un approccio innovativo che pone obiettivi e ammodernamento dei processi al centro della progettazione dei nuovi sistemi informativi. Noi non digitalizziamo la burocrazia, che spesso affligge i processi aziendali e delle pubbliche amministrazioni, ma proponiamo nuovi modelli operativi. Su tutte queste aree spingiamo a fondo, non solo sul versante operativo, ma anche su quello della ricerca scientifica, certificata da pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali».

ZeroddSiete riconosciuti come “sarti delle soluzioni software”, cosa esce dal vostro ago?

«Ciò che ci contraddistingue è che siamo quanto di più lontano possibile da un’azienda di prodotto. I clienti arrivano a noi dopo aver vissuto esperienze di digitalizzazione in cui hanno provato ad adattare il loro modo di operare a quelli che erano schemi fissi e vincoli di software. In alcuni casi questa può essere la soluzione giusta per loro. Il software a pacchetto fa anche risparmiare, sono soluzioni pensate per andare bene ai più. È chiaro, non reiventiamo ogni volta la ruota. Quando un cliente si rivolge a noi, per prima cosa valutiamo se il mercato offre qualcosa di adeguato alle sue necessità. Spesso però i nostri clienti hanno esigenze chiare e specifiche, che noi cogliamo in modo molto dettagliato. Utilizziamo la metodologia human centred design, mettendo le soluzioni tecnologiche al servizio del cliente e mai plasmando le sue esigenze sul prodotto che possiamo offrire. Chiaramente ci poniamo su una fascia di mercato più alta rispetto alle soluzioni software standard».

Quali sono i vostri clienti-tipo?

«Grandi aziende con fatturati di rilievo e altri player ICT di taglio internazionale, che ci hanno scelti come fornitori e ci affidano progetti che richiedono un elevato committment, quindi capacità di creare empatia con il cliente, progettare una soluzione innovativa, svilupparla e portarla in produzione. Siamo una specie di task force, per quando “il gioco si fa duro”. Le partnership sono per noi il vero vantaggio competitivo, in quanto ci permettono di raggiungere il mercato con straordinaria efficacia».

Quale visione caratterizza ZeroDD?

«Qualità e innovazione, cerchiamo di portare ai nostri clienti e partner soluzioni con un elevato livello di innovazione ed efficienza. La nostra vocazione innovativa ci spinge a collaborare con università e centri di ricerca. La nostra anima artigianale ci sbilancia a cercare la qualità. Non siamo una fabbrica di software. Lavoriamo come in un laboratorio, dove è il dettaglio a fare la differenza. È ciò che ci distingue da un approccio industriale. I nostri clienti sanno che ciò ha un costo, anche in termini di tempo, ma sanno pure che la loro attesa verrà ripagata».

ZeroddChe approcci innovativi trasferite ai clienti?

«Siamo in un settore in cui l’innovazione tecnologica è all’ordine del giorno. Noi non sposiamo un pattern tecnologico, seguendolo al 100%. Ma partiamo da un presupposto: non esiste la migliore tecnologia in assoluto, esiste invece la miglior scelta tecnologica in base agli obiettivi da raggiungere. Siamo dunque sempre aperti all’adozione di nuove tecnologie. Inoltre, cerchiamo di portare tutto ciò che realizziamo alla frontiera dello stato dell’arte, per arrivare in anticipo rispetto alle tendenze del mercato e garantire soluzioni con un ciclo di vita il più duraturo possibile».

Quali sono le mission di ZeroDD?

«Mantenere il nostro trend di crescita aumentando sia il parco clienti sia il fatturato. Puntiamo a raddoppiare il valore della produzione in 2 anni. Abbiamo un tasso di crescita del 30-50%. Il tutto sempre mantenendo il nostro approccio. Quindi crescere fin dove possiamo, mantenendo le nostre peculiarità artigianali».

Quali certificazioni avete conseguito?

«La ISO 9001, che certifica i processi aziendali, e la ISO 27001, standard internazionale in materia di sistema di gestione della sicurezza delle informazioni. È difficile da ottenere, abbiamo dovuto adeguare tutti i processi di trattamento e conservazione dei dati, quindi qualità non solo del software prodotto, ma anche approccio e attenzione e cura del dato del cliente. Garantiamo alti standard di sicurezza informatica».

Com’è composto il vostro team?

«Il nostro è un team interdisciplinare ed è uno dei nostri segni distintivi. Con l’esperienza ci siamo resi conto che un team composto da soli tecnici informatici non bastava. Comprendere al meglio le necessità del cliente è uno degli aspetti più importanti per arrivare a soddisfarne le esigenze. Serve una grande capacità di ascolto, interpretazione e analisi. La varietà di professionalità ci rende molto forti in questa fase di avvio progettuale. La diversità di approcci e di vedute è poi un costante stimolo interno alla crescita e al dibattito costruttivo. In comune abbiamo tutti la passione e la cura per ciò che facciamo».

Cosa c’è nel futuro di ZeroDD?

«Non sono affascinato dai grandi numeri, ma dalla riconoscibilità di alcuni brand e dalla loro capacità di sviluppare empatia con i clienti. Succede spesso con i luxury brand. Nell’IT ancora non c’è questa tendenza, ma sono certo che presto arriverà. Essere riconosciuti quando hai 4.000 dipendenti è facile, quando ne hai 20-30 è durissima, ma è questa è la nostra strada: rendere i nostri clienti orgogliosi di utilizzare i nostri software».

INFO: www.zerodd.it
info@zerodd.it

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