Franchising di successo

Creare un franchising di successo in 7 mosse: la parola all’esperto

L’idea non basta: lanciare una rete in franchising che funzioni richiede competenza, pianificazione e conoscenza delle regole. Ecco perché nascono dei veri e propri corsi: Davide D’Andrea Ricchi è docente di Franchising presso Il Sole 24 Ore, nei master post laurea in Marketing, Comunicazione e Digital Strategy e Retail &Consumer Management, e ci ha spiegato come fare a lanciare una rete che funzioni.

Non esiste franchising senza strategia

“Non esiste curva in cui non si possa sorpassare”, l’ha detto Ayrton Senna una volta: ed è vero anche nel mondo dell’impresa.

«Non esiste un’impresa impossibile», spiega D’Andrea Ricchi, «quello che fa la differenza è la preparazione, un approccio tanto scientifico quanto coraggioso che renda possibile anche la più ardua delle sfide. Il successo non è una casualità ma, quasi sempre, l’applicazione di un metodo».

Sono sette gli step fondamentali di questo metodo, testati sul campo, che permettono l’avvio di una rete di successo. Vediamoli.

1. Store pilota e marchio registrato

Partiamo dalle basi: non esiste un franchising senza un punto vendita ‘zero’, un progetto pilota in cui sperimentare la bontà dell’idea. In questa fase, l’elemento più importante è l’identità visiva: «In perfetta simbiosi con lo store pilota c’è una precisa identità, simboleggiata coerentemente da un marchio per l’appunto registrato. Un logo progettato professionalmente e che abbia per la sua difendibilità i caratteri di originalità e immediatezza prima dell’appeal design. E ricordatevi che un marchio, prima di essere bello, deve essere “giusto”», spiega il nostro esperto.

2. Definire il posizionamento strategico “TO FRANCHISEE”

Le parole chiave sono due: differenziazione e qualità. Cosa rende la nostra proposta di affiliazione diversa e migliore rispetto ai competitor? In questa fase, bisogna capire cosa offrire all’affiliato, in termini di modalità e prezzo, tenendo d’occhio competitività e fattibilità.

3. Creare uno studio di fattibilità economico-finanziario

«Affidereste il vostro investimento a qualcuno che non ha studiato e pianificato attentamente costi, ricavi e margini attesi? Credo di no», afferma il nostro esperto. E nemmeno gli affiliati potenziali lo farebbero. È necessario pianificare con attenzione il rendimento atteso da ogni associato e dal franchisor, attraverso un business plan vero e proprio.

4. Definire il manuale operativo

L’anarchia, nei negozi in franchising, non funziona: gli affiliati devono sapere come muoversi. Ecco perché il manuale operativo è un requisito di legge del settore, che serve a dimostrare l’avvenuto passaggio del know-how fra casa madre e affiliato. «Il franchising è da sempre sinonimo di know-how, che va trasferito attraverso procedure operative disegnate con precise logiche di ingegneria gestionale: serve per formare l’affiliato, per preservare l’efficienza e per coordinare la rete», spiega.

5. Elaborare il contratto franchising

«Il contratto è l’essenza del franchise di successo, la norma delle norme all’interno della rete»: si tratta di uno strumento essenziale, che quindi richiede il contributo di avvocato ed esperti del settore. Sono due gli aspetti fondamentali di ogni contratto franchising: visione programmatica del piano di sviluppo e prevenzione dei contenziosi.

6. Il piano di lancio

“Perché scegliere il tuo franchising piuttosto che un altro?”: è questa la domanda fondamentale a cui una strategia di comunicazione efficace deve rispondere. «Mai bluffare: bisogna portare alla luce tutti i driver distintivi di due strumenti di comunicazione come la brochure franchising e un degno sito web». Gli altri canali pubblicitari saranno scelti in base alle esigenze specifiche del settore: anche qui, è bene rivolgersi a degli esperti.

7. Attivare l’ufficio sviluppo

Il lavoro dell’ufficio sviluppo è molto delicato: trasforma le richieste dei potenziali affiliati in contratti di franchising. Ci sono due strade alternative: assumere un direttore commerciale dedicato o affidarsi al supporto di un professionista specializzato in outsourcing.