Ristorazione in franchising

Franchising ristorazione nel settore food? Una strategia in 7 mosse

Il franchising ristorazione nel settore food – specie nel Made in Italy – va alla grande. Le opportunità sono tante e ci sono spazi per creare catene di successo: bisogna però rispettare alcune regole fondamentali. A spiegarcele, Davide D’Andrea Ricchi, docente di Franchising presso Il Sole24ore e titolare di Sviluppo Franchising.

Un food franchising di successo in 7 step

Lo sappiamo: il cibo e la ristorazione sono delle eccellenze italiane, un settore dove il Made in Italy è riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Per fondare un marchio di successo, però, soprattutto in franchising, non basta la provenienza geografica: sono 7 le caratteristiche di un potenziale format di successo. Vediamole.

1. Un menu originale (ma replicabile)

L’offerta nel settore food è sconfinata. Ecco perché è necessario coniugare allo stesso tempo originalità e replicabilità del menu: «È fondamentale sapersi distinguere: un marcato carattere di riconoscibilità, in primis del prodotto, ci permetterà di uscire dall’anonimato e durare nel tempo. E riconoscibilità è innanzitutto originalità». Un gusto unico che però dobbiamo riuscire a mantenere costante in tutti i punti vendita.

2. Mark up sul prodotto superiore al 200%

«Il prezzo medio dovrà garantire un ricarico non inferiore al triplo del costo di acquisto» e questo indipendentemente dalla natura del franchisor (produttore della materia prima, trasformatore o solo rivenditore). Per ottenere il risultato sarà necessario studiare con attenzione l’organizzazione della supply chain e la formula di pricing.

3. Margine operativo di esercizio superiore al 6-8% netto

«Ogni format franchising deve essere profittevole, con la necessità di preservare una qualità di prodotto e un servizio allineati alle aspettative del cliente», spiega D’Andrea Ricchi. Per riuscirci, serve un approccio scientifico alle regole di gestione e occorre, quindi, il contributo di un esperto qualificato.

4. Identità incisiva

«La formula del “food franchising italico” sta trovando affermazione sempre più convincente sul territorio nazionale e si espande progressivamente in campo internazionale», spiega D’Andrea Ricchi. Dobbiamo trovare una formula che abbia un impatto visivo complessivo originale e riconoscibile, che comunichi al mercato chi siamo, da dove veniamo e per cosa ci differenziamo.

5. Materie prime facili da reperire

«Un sistema di approvvigionamento che funziona vale quanto la bontà del prodotto finito»: ecco perché le materie prime devono essere reperibili con facilità e in quantità adeguate. Il “fresco” richiederà una gestione diversa: in questo caso l’approvvigionamento decentralizzato non è sempre la strada più conveniente.

6. E il personale?

In un franchising food di successo, le mansioni devono essere facili da eseguire. Devono essere automatiche: il titolare non dovrà mai essere messo sotto scacco da nessun collaboratore. «Tutti utili, nessuno indispensabile», chiosa D’Andrea.

7. Software gestionale dedicato

Collegato strettamente al punto precedente, il software gestionale permette l’automazione e l’uniformazione dei processi di gestione dello store e l’interazione continua con la casa madre. In questo modo, si ridurrà la complessità gestionale del punto vendita, consentendo un migliore controllo del business grazie all’analisi dei dati e delle performance.