McDonald’s: il film The Founder racconta la storia del suo fondatore

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Dal 12 gennaio al cinema The Founder, film con Michael Keaton che racconta la storia vera di Ray Kroc, fondatore della catena McDonald’s, al momento number one nel mondo per numero di locali e fatturato.

La storia del colosso McDonald’s comincia nel 1954, quando Ray Kroc, un cinquantenne venditore di frullatori, dopo un ordine di sei pezzi, va a visitare il ristorante dei fratelli McDonald a San Bernardino, in California. Qui rimane colpito dalla loro attività innovativa: bibita e hamburger preparati e serviti in tempi record («Trenta secondi, non trenta minuti») e a un prezzo imbattibile.

«Unico, originale, rivoluzionario» commenta. E annusa il business. Si mette subito al lavoro, per perfezionare il modello di business e replicare l’attività. Capisce che i soldi si fanno con la ristorazione, ma anche grazie alle proprietà immobiliari. Che la chiave per crescere è l’affiliazione. E che, nel business, bisogna essere pronti a tutto.

Al grido di «Gli affari sono la guerra. C’è competizione. Vince il più forte» ipoteca la casa, non si ferma davanti a niente e nessuno, straccia i contratti, rivede le clausole. Nel 1961 finisce per acquistare nome, marchi di fabbrica, diritti d’autore e le formule per 2,7 milioni di dollari. Fino al 1975, a più di 70 anni, resta a capo del gruppo. Oggi questo film ne racconta i metodi disinvolti, ma anche la grande caparbietà.

Info: www.thefounderilfilm.it

I SEGRETI DI MCDONALD’S

Oggi McDonald’s è la più grande catena di fast food del mondo con oltre 36mila locali in più di 100 Paesi. Ma qual è la ricetta del suo successo? Ecco i principali ingredienti

La formula. Cibo veloce, controllato, a buon mercato. Locali accoglienti. Sandard rispettati in tutto il mondo.

Il franchising. Oggi l’80% dei ristoranti McDonald’s presenti nel mondo sono gestiti da imprenditori indipendenti, con la formula del franchising.

I colori. Il rosso e il giallo, colori alimentari per eccellenza (perché “fanno venire fame”) sono da sempre la cifra stilistica di McDonald’s.

Il logo. L’idea degli archi è già dei fratelli McDonald. I primi ristoranti avevano tutti la stessa struttura, con le due arcate laterali e il tetto inclinato. Perciò quando Kroc comprò l’azienda chiese al direttore creativo di realizzare un logo ispirato agli edifici. Questo è stato fondamentale nella riconoscibilità, sia del marchio che dell’edificio.

I bambini. Puntare al target dei più piccoli è da sempre un plus di McDonald’s. Questo avviene grazie all’happy meal (menu ad hoc, con regalino), all’organizzazione di feste di compleanno nei locali, ma anche all’impegno benefico.

La diversificazione. Non solo hamburger. Negli anni, nel menu sono entrati insalate, yougurt, panini vegani, ingredienti locali… Per non parlare dei McCafé, locali (o corner) dedicati alla caffetteria, e dei McDrive, away in cui si ordina e ritira senza scendere dall’auto.

L’innovazione. Grande ricorso alla tecnologia, per rendere il processo di acquisto più semplice, veloce e sicuro. Oggi in molti locali si ordina e si paga grazie ai totem e si può pagare via mobile.

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