2012 è ora. Rivoluziona la tua vita

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Un nuovo mondo è alle porte. La crisi in atto è solo una parte di questi cambiamenti. Tutto lo scenario globale si sta rigenerando. Siamo di fronte a nuovi paradigmi, che rivoluzionano il nostro modo di guardare la vita, il lavoro, fare impresa. Cambia un’epoca, cambia anche tu

Tempestività

«Sarà l’elemento chiave del successo nel 2012. Tempestività non vuol dire essere veloci, ma essere bravi a reagire, quindi creativi. Non aver paura a proporre qualcosa di innovativo. Per quale motivo è importante puntare su questa caratteristica? Perché i clienti richiedono prodotti e servizi semplici ed efficaci, perché hanno meno tempo, meno soldi e più conoscenza. Infine, perché hanno voglia di indulgere in piccoli piaceri quotidiani» spiega il sociologo Francesco Morace.

1.punta sui settori più forti
Salute, nutrizione, benessere, turismo, supporto agli anziani: sono questi i settori che assumeranno sempre più rilevanza nei prossimi anni e intorno ai quali progettare un’impresa. L’importante è avere una buona idea, crederci ed essere tempestivi nel proporla. Magari partecipando a una delle tante iniziative di supporto all’innovazione. Un esempio? Linnea Passaler è una giovane dottoressa che nel 2009 ha progettato Pazienti.it (www.pazienti.it), un social network tra medico e paziente: dove ottenere consigli, denunciare ciò che non funziona, valutare i vari ospedali italiani. Oggi il suo sito ha avuto finanziamenti e premi. L’idea? È nata dalla scoperta che l’81% degli italiani usa il Web per informarsi della propria salute. «Il mondo dell’innovazione è un mondo che viaggia a elevata velocità» commenta Donatella Cambosu di Startup Business (it.startupbusiness.it). «Progetti d’impresa possono nascere (ma anche morire) nell’arco di qualche mese».

2. vendi emozioni

Nel 2012 si diffonderanno sempre più di­stributori automatici di oggetti raffinati. Il brand giapponese Uniqlo ha rilanciato il punto vendita di Londra con la Happy Machine, un distributore che dalle 11 alle 12 lancia maglioni di lana scontati, dalle 12 alle 13 camicie di flanella a quadri. A Francoforte un gruppo di designer tedeschi (www.nicandlu.com) ha creato un distributore automatico che dispensa gli oggetti da loro progettati. In Italia il vending conosce una crescita a due cifre (+13,78%).

3. riparti dalla semplicità

Con la crisi cresce la richiesta di prodotti e servizi “a prova di idiota”. Ma non illuderti che sia facile inventare cose semplici. Il Museo delle Scienze di Londra celebra fino al 5 giugno 2012, con la mostra Hidden Heroes (“eroi nascosti”), oggetti umili ed economici che sono veri capolavori di design: la molletta, il cerotto, la lampadina, il fiammifero, lo scotch. Invenzioni elementari che hanno però comportato tanto studio. Un esempio? Prima di arrivare al disegno della stampella, sono stati realizzati 190 brevetti. INFO: www.hidden-heroes.net

4. fai una cosa sola, ma bene

La riduzione del reddito e il grande sviluppo di Internet hanno reso il consumatore sempre più informato, selettivo, evoluto. La conseguenza? Una super-segmentazione del mercato. Il consiglio: specializzati su una produzione, artigianale e di nicchia, che preferibilmente concili prezzo e qualità.

 Investimento

«Anche se il 2012 sarà un anno molto duro, non è il momento di tirarsi indietro» consiglia l’economista Andrea Goldstein. Se fino a tre anni fa il motto per i risparmiatori era cash is king, cioè era consigliabile avere liquidità, oggi non è più così. Meglio investire i propri soldi, anche se sempre con grande attenzione. Ma è anche il momento di investire su se stessi. Di andare sei mesi all’estero per imparare l’inglese. Di imparare il cinese o il russo. Vietato stare fermi».

5. non tenere i soldi sotto il materasso

«Il mercato immobiliare è in crisi, compravendite e mutui sono diminuiti. Ma i prezzi delle case non scenderanno. Se si dispone di un capitale sufficiente, può essere il momento giusto per acquistare una casa, anche un box. Meglio se utilizzando lo strumento del mutuo. È vero che oggi i mutui sono più difficili da ottenere rispetto a una volta, ma il vantaggio è che a medio termine potrebbero rivelarsi più “leggeri”. Se poi ci fosse una svalutazione del’euro, i debiti contratti in precedenza potrebbero addirittura ridursi» consiglia Goldstein.

6. aiuta l’Italia, acquista Bot e Btp

Hanno rendimenti da primato, di quelli che non si vedevano da tempo (4% i Bot e 6-7% i Btp, al tempo in cui vi scriviamo, 20 dicembre). Ma su entrambi pende la spada di Damocle del debito italiano e del giudizio dei mercati. Che fare? «Comprateli» consiglia Goldstein «perché se lo facciamo tutti le prospettive del nostro Paese miglioreranno. E se la crisi si risolverà saranno un investimento ancor meno rischioso». Si può cominciare con i Bot, che hanno una scadenza più ravvicinata (3, 6 o 12 mesi), nel frattempo seguiamo l’evoluzione di questa crisi e alla scadenza possiamo decidere di acquistare Btp a qualsiasi scadenza, fra 3 e 10 anni.

7. compra lingotti d’oro

Durante il 2011 un flusso enorme di lingotti d’oro ha valicato le Alpi per raggiungere le banche svizzere. Di chi erano? Di persone spaventate dalle attese misure fiscali sui patrimoni e dai timori di crollo dell’euro. E questo era il modo più classico per proteggere il capitale. «In un momento di incertezza, l’oro è un bene rifugio. I vantaggi? Non si svaluta come tutte le altre valute, ma è una materia prima. Ed è negoziabile in qualsiasi parte del mondo» dice l’economista.

8. sei mesi all’estero per l’ inglese

Il 2012 sarà un anno molto duro, che potrà essere gestito soltanto con enormi sacrifici per tutti. E la manovra Monti non esiterà a ricordarcelo. Ma dobbiamo ripartire da noi, investire sulla nostra formazione, muoverci, perché è dal movimento che nascono contatti e opportunità. Pronti ad andare sei mesi all’estero per imparare l’inglese?

9. conquista nuovi consumatori

«L’ultimo rapporto Ocse ha fissato la ripresa nel 2013. La crescita ripartirà quando i Paesi emergenti (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) saranno trainati dalla domanda interna invece che esterna.In altre parole, quando la loro classe media comincerà a consumare anche sui mercati internazionali. Pensiamo a quanta gente visiterà il nostro Paese» dice Goldstein. «Iniziate a studiare il cinese e il russo e preparatevi a offrire servizi ai nuovi consumatori che si stanno avvicinando all’Italia».

10. in Borsa punta sugli emergenti

«Bisogna studiare, informarsi bene. È difficile prevedere cosa succederà, ma meglio preferire titoli che presentano una forte esposizione sui mercati emergenti, (cioè di aziende che esportano in questi mercati), tecnologici e con una struttura di governance moderna (in cui i manager hanno obiettivi non solo reddituali di breve periodo ma sostenibili, ndr)» .

Sharing

«Ogni giorno su Facebook un miliardo di persone si scambiano storie, racconti ed emozioni. Ma anche consigli su dove andare e dove acquistare, fidandosi gli uni degli altri. Soltanto cinque anni fa l’elemento della condivisione non era così rilevante. Nel 2012 segnerà un punto di non ritorno» commenta Morace.
È stato chiamato l’antidoto tecnologico al pessimismo corrente. Si chiama Ted ed è un’organizzazione non profit nata in California nel 1984 e presente in tutto il mondo, che si propone di far circolare idee legate alla tecnologia, alla cultura, alla vita. Organizza conferenze nei luoghi più disparati del mondo per poi mettere online i video degli interventi. Una delle ultime conferenze si è tenuta anche a Firenze nel Salone dei Cinquecento, tra gli oratori Jovanotti, che ha parlato dell’ottimismo come forma di lotta. Tra le idee nate da Ted e poi realizzate, il corso gratuito sull’intelligenza artificiale della Stanford University. INFO: www.ted.com

11. controlla le community

Scrive Nick Bilton in Io sono il futuro (Codice, 23 euro): «Mi fido di questi perfetti sconosciuti, spesso anonimi, quando leggo le recensioni di Amazon.com prima di comprare un libro, o cerco i commenti su un ristorante prima di provare un nuovo locale. È vero, non so chi siano questi recensori, ma nel complesso ho sviluppato abbastanza fiducia in loro da usare i loro post per prendere alcune generiche decisioni. Oggi le comunità online hanno il potere di influire sulle nostre scelte commerciali e su come spendiamo il nostro denaro. In futuro il loro potere crescerà in maniera inaspettata».

12. parola d’ordine: condividi online

Leggete questa storia. Marco De Rossi, 21enne milanese, sette anni fa (a soli 14 anni) ha inventato un’“università gratuita online”. Si chiama Oilproject (www.oilproject.org) e consiste in un insieme di video in cui docenti di varia estrazione dispensano lezioni sulle materie più varie. Come è nata l’idea? «Qualche anno fa io e un gruppo di appassionati di tecnologia ci scambiavamo informazioni online con una chat. Chi sapeva usare Photoshop aiutava chi conosceva Linux e viceversa. Così mi sono reso conto che mancava uno spazio dove condividere le proprie competenze. E l’ho creato. Grazie al passaparola il successo è stato immediato. E dalla tecnologia siamo passati ad altre materie di studio, con la partecipazione di esperti e docenti. Intanto il sito è
diventato una startup grazie a un finanziamento e presto guadagneremo con la pubblicità». Il sito oggi conta 10mila iscritti, De Rossi è iscritto alla Bocconi ed è responsabile del settore web di una società austriaca.

13. no al pessimismo, partecipa a un Ted

«Ogni giorno su Facebook un miliardo di persone si scambiano storie, racconti ed emozioni. Ma anche consigli su dove andare e dove acquistare, fidandosi gli uni degli altri. Soltanto cinque anni fa l’elemento della condivisione non era così rilevante. Nel 2012 segnerà un punto di non ritorno» commenta Morace.
È stato chiamato l’antidoto tecnologico al pessimismo corrente. Si chiama Ted ed è un’organizzazione non profit nata in California nel 1984 e presente in tutto il mondo, che si propone di far circolare idee legate alla tecnologia, alla cultura, alla vita. Organizza conferenze nei luoghi più disparati del mondo per poi mettere online i video degli interventi. Una delle ultime conferenze si è tenuta anche a Firenze nel Salone dei Cinquecento, tra gli oratori Jovanotti, che ha parlato dell’ottimismo come forma di lotta. Tra le idee nate da Ted e poi realizzate, il corso gratuito sull’intelligenza artificiale della Stanford University. INFO: www.ted.com

14. sfrutta facebook

«Le imprese, per essere pronte, devono raccogliere la sfida dei social network». Lo sostiene Charlene Li, ricercatrice americana dei nuovi media, considerata una delle 50 persone più influenti nella Silicon Valley. Gli italiani trascorrono su Facebook una media di sei ore a settimana. Aprire una pagina Facebook è il modo più semplice per attrarre nuovi clienti. Anna Nava, ex manager che tre anni fa ha mollato un lavoro dipendente per fondare il suo brand di gioielli (www.lemarionelle.com), ce lo conferma: «Qualcuno mi ha consigliato di aprire una pagina Facebook. Ero un po’ scettica, pensavo fosse una cosa poco professionale. Ma ho dovuto ricredermi: nel giro di pochi giorni molte persone hanno acquistato i miei bijou».

Credibilità

«In un mondo sempre più connesso, in cui le persone si scambiano pareri e informazioni ed esprimono online critiche e lamentele sui prodotti che consumano, le aziende dovranno costruire la propria credibilità su un rapporto di fiducia con i consumatori. E realizzare quello che dicono nella realtà dei fatti» consiglia Morace.

15. fai come Mario Monti

Quando il gioco si fa duro, entra in gioco la credibilità. Preparazione, studio e competenze fanno la differenza. Lo dimostra la storia di Mario Monti, presidente del Consiglio. «Anche la vera sfida di domani per le aziende si gioca sul terreno della lealtà. Le imprese dovranno essere credibili e competere in modo trasparente, con l’obiettivo di essere raggiunte facilmente e diventare la prima scelta per il proprio cliente» dice Morace.

16. diventa “spazzino” della rete

Chiunque utilizzi la Rete è compromesso: la propria reputazione è lì, alla portata di tutti. E occorre controllarla. Questo vale per coloro che stanno cercando un lavoro e per le aziende che devono controllare se i clienti sono insoddisfatti. In Rete esistono software per il controllo della reputazione: alcuni limitati ai social network, che ti avvertono con degli alert quando qualcuno sta inserendo un commento offensivo sul tuo profilo Facebook (www.socioclean.com), altri più generici (www.reputation.com), ma le aziende richiedono sempre più un servizio professionale. Perché allora non pensare di crearne uno? Quello del reputation management è un mercato in crescita.

Unicità

«Per anni le multinazionali americane hanno insistito sul “Pensa globale, agisci locale”. Oggi questo slogan è capovolto: bisogna riscoprire le unicità del nostro territorio e lanciarle a livello globale. E questa è la grande opportunità dell’Italia. Nessun territorio al mondo è ricco come il nostro di realtà locali: disponiamo del più grande patrimonio culturale in termini di bellezze paesaggistiche e architettoniche, di una cultura piena di tradizioni popolari e una straordinaria varietà di prodotti tipici (un quinto dei prodotti alimentari tutelati dall’Unione Europea con i marchi Dop, Igp e Stg è italiano). Gli esempi che hanno già fatto scuola? Slowfood e Eataly. Ispiratevi a loro» spiega Morace.

17. avvia un’impresa culturale

Hai un progetto imprenditoriale che abbia come scopo il sostegno alla cultura o alla creatività? Un’idea legata alla valorizzazione dei siti archeologici, un social network che connetta artisti e galleristi, un database online di opere d’arte? Hai tempo fino al 31 gennaio 2012 per partecipare al concorso NausicaaLab, rivolto ai giovani sotto i 35 anni che vivono in uno dei Paesi del Mediterraneo. Chi vince, viene ospitato per sei mesi presso The Hub di Milano, il primo centro italiano per l’innovazione sociale, e può lavorare a contatto con un network internazionale di professionisti. INFO: http://thetamarind.eu/nausicaa-lab

18. dalla Puglia al centro del mondo

Un gruppo di giovani amministratori locali in Puglia si è inventato, a metà degli anni 90, una manifestazione che ha rotto ogni confine, facendo conoscere la Grecia salentina in tutto il mondo: La notte della Taranta. «Il nostro territorio non ha risorse naturali, l’industrializzazione si era fermata a pochi km da noi» spiega Sergio Blasi, ideatore della manifestazione. «Volevamo creare sviluppo partendo dall’unica risorsa che avevamo: la nostra musica tradizionale. Abbiamo riunito i musicisti salentini sotto la direzione di un “maestro concertatore” e chiamato artisti famosi, da Lucio Dalla a Stewart Copeland, per farli cantare in dialetto». Il progetto, partito nel 1998 con un budget di 10 milioni di lire, il primo anno ha avuto 3mila spettatori. L’ultima edizione ha richiamato 200mila turisti da tutto il mondo, i posti letto della zona sono cresciuti da 20 a 2.500». INFO: www.lanottedellataranta.it

19. apri una bottega della campagna con la Coldiretti 

Presenta la tua idea alla Coldiretti. Puoi aprire un punto vendita di 20 mq in centro a Roma così come un “agroalimentare di quartiere” di 200 mq in periferia a Milano o un supermarket agricolo di 500 mq a Palermo.
Se hai già una location, le spese per insegne, immagine coordinata ecc. sono tra 100 e 1.000 euro al mq. Se invece parti da zero, bisognerà aggiungere il costo dell’affitto e quello dell’arredo che va da 100 a 700 euro al mq.
Il contratto che stipuli è un’associazione con il Consorzio produttori di Campagna amica. Il consorzio
è il titolare della licenza, tu svolgerai un servizio di vendita. Apri Partita Iva e presenta richiesta al Comune.
Ordina i tuoi prodotti sul portale della Coldiretti. Ogni mese fatturerai al consorzio, che ti invierà le “provvigioni”, non trattenendo alcuna percentuale. INFO: www.campagnamica.it

Sostenibilità

«Il 2012 sarà l’anno in cui il tema della sostenibilità esploderà. Si farà strada l’esigenza di tornare alle origini, tutelando nel tempo tutto ciò che ci circonda: il nostro patrimonio economico, quello ambientale e nello stesso tempo anche sociale e culturale. Bisogna riscoprire l’importanza delle nostre risorse cruciali. Non si tratta di ecologismo, che per sua natura implica una “privazione”, ma di trovare un nuovo equilibrio delle cose» spiega Morace.

20. Utilizza e ricicla

Oggi il prodotto non va consumato, ma riutilizzato una volta giunto alla fine del suo (primo) ciclo di vita. E il paradigma “consumo-spreco” è sostituito da quello di utilizzo-riciclo. C’è una nuova economia che si sta diffondendo attraverso la rete globale di Internet, che si ispira al principio green di fare il massimo utilizzando il minimo. Si chiama GreenWebEconomics e rappresenta un cambiamento epocale. La racconta il libro omonimo di Davide Reina e Silvia Vianello (Egea, 18 euro).

21. iscriviti alla facoltà di scienze forestali

«Scienze forestali e Veterinaria invece di Moda e Scienza della comunicazione: sono queste le facoltà universitarie e i settori sui quali puntare le proprie attenzioni e le proprie risorse dal 2012 in poi» afferma Francesco Morace. E per chi non è portato per piante e animali? Ingegneria, fisica, matematica: tutte le lauree scientifiche sono quelle in cui ci sarà più richiesta, anche e soprattutto nel mercato globale, verso il quale le nuove generazioni dovranno necessariamente tendere. «Non sbaglierete se punterete su un business che ha come oggetto il ritorno alla nostra “radice biologica”, il miglioramento rapporto tra natura e cultura e quello tra l’uomo e il mondo umano e vegetale» consiglia Morace.

22. compra le terre dello Stato

Sono 338mila gli ettari di terreni agricoli di proprietà dello Stato, che la legge di stabilità prima e la manovra Monti poi ha previsto di vendere agli agricoltori, dando diritto di prelazione ai giovani. L’obiettivo? Rimpinguare le casse dello Stato con una cifra intorno a sei miliardi di euro. Si tratta di un’opportunità da non perdere per chi vuole diventare imprenditore agricolo. Si va da 1.000 euro all’ettaro per i pascoli della provincia di Catanzaro, a 500mila per le zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino-Alto Adige. Una dritta: tenete d’occhio nei prossimi mesi i decreti attuativi. INFO: www.coldiretti.it

Connessione

È ampiamente dimostrato che l’uso di Internet sia un volano per lo sviluppo dell’economia. Ma in Italia siamo ancora molto indietro sullo sviluppo della banda larga. «Internet è l’alba del nuovo mondo che sta arrivando. È stato un fenomeno dirompente, ha invaso tutti gli aspetti della nostra vita. Ora siamo veramente pronti» spiega l’esperto Marco Zamperini.

23. usa uno smartphone

«L’accesso a Internet avverrà sempre più attraverso i cellulari e, nel giro di cinque anni, il telefono cellulare supererà i computer sulle nostre scrivanie come punto di accesso al Web. I motivi? In primo luogo perché i telefoni assomigliano sempre più ai computer, in secondo luogo perché i loro prezzi stanno diventando più accessibili. A fine 2012, l’85% di tutti i telefonini avrà un browser Internet, cioè un programma che ci permetterà di navigare» spiega Marco Zamperini. Uno strumento indispensabile per chi vuole fare business.

24. resta in Italia, la nuova Silicon Valley

Nonostante il periodo di crisi, c’è molto fermento in Italia intorno al mondo dell’innovazione. «Soltanto l’iniziativa Working Capital di Telecom Italia (www.workingcapital.telecomitalia.it) ha erogato due milioni di euro per finanziare imprese innovative: un finanziamento da un milione di euro, quattro premi da 100mila euro ciascuno per le migliori startup e 16 premi da 30mila euro ciascuno per i progetti di ricerca più innovativi. «Per fare una bella applicazione bastano anche 20mila-30mila euro» dichiara Zamperini. «Ma nel settore dell’innovazione, perché ci sia una “vera svolta” per l’impresa non basta il concorso, ma serve una risposta positiva del mercato, che arriva quasi sempre dopo lunghe fatiche da parte dei giovani imprenditori. Il successo dell’impresa è il suo fatturato» commenta Donatella Cambosu di Startup Business.

25. crea un’app a costo zero

L’infrastruttura c’è, i terminali pure (gli utenti di smartphone nel 2011 in Italia sono diventati 20 milioni, il 52% in più rispetto al 2010, fonte Ipsos): quello che manca sono le applicazioni, che in genere non sono pensate per il nostro mercato, spesso sono in inglese. I settori che tirano? Gioco e intrattenimento, ma ampio spazio c’è ancora per quelle a uso professionale, per il turismo e nella geolocalizzazione. «Il settore delle applicazioni offre ancora grandi spazi e richiede un bassissimo investimento» spiega Zamperini. «Basta un computer e grazie ai software open source si può cominciare a creare». Un’App vincente deve essere pulita e avere coinvolgimento emozionale.

26. sfrutta la banda larga

Nel 2012 arriverà la banda larga via cellulare. I quattro grandi operatori mobili italiani si sono già divisi le frequenze e si stanno preparando al lancio delle reti cosiddette di quarta generazione (4G) dette anche Long Term Evolution, che saranno capaci di offrire una velocità anche superiore a 100 megabit. Per intenderci, consentiranno di scaricare un video tridimensionale mentre si cammina. Spiega Zamperini: «Se la connessione è veloce e affidabile i consumatori fanno transazioni, consumano contenuti, accedono alla Rete, comunicano tra di loro in video. Ed è molto più semplice fare usare a un anziano un terminale mobile che un pc».

27. Utilizza gli “Open Data”

«Le amministrazioni pubbliche posseggono tantissimi dati, dal censimento della popolazione ai dati sulle abitazioni alla mappa del verde pubblico. Ma finora sono stati inaccessibili. La novità è che nei prossimi mesi tali dati saranno prodotti in formato elettronico e resi disponibili» dice Zamperini. Alcune regioni come il Piemonte e l’Emilia-Romagna lo hanno già fatto. Questo costituirà una grande occasione per inventarsi una startup che utilizzi la mole di informazioni. Cominciate subito! INFO: www.datagov.it

28. Partecipa a un contest

Per innovare bisogna confrontarsi e cosa c’è di meglio che partecipare a un contest in cui i partecipanti devono creare un proprio team, progettare in 48 ore un’applicazione per smartphone e tablet e vincere? BeMyApp è un concorso nato nel cuore della Silicon Valley, che a novembre è approdato per la prima volta in Italia, a Bari. Prossime date: aprile a Roma e settembre a Milano.
INFO: www.qiris.org/BeMyApp

29. diventa infomediario

«Se 100 anni fa occorrevano 100 giorni per avere una notizia e fino a 10 anni fa si doveva fare affidamento solo sui quotidiani, oggi siamo esposti al mondo dei media per 14 ore al giorno. Nuovi modelli di business saranno fondati sull’organizzazione e distribuzione delle tante informazioni a disposizione, per fornire solo quelle più utili a singoli gruppi di utenti».
Alcune società hanno già cavalcato questo cambiamento, per esempio SoS Tariffe (www.sostariffe.it), fondata da quattro 20enni con lo scopo di offrire un servizio di comparazione dei prezzi imparziale e indipendente su Adsl, energia elettrica, telefonia mobile, Internet mobile fino ai conti correnti.

Fai da te

Con la disoccupazione che per i giovani arriva al 30%, il futuro può e deve chiamarsi impresa. Riparti da te, non pensare che siano gli altri a risolvere i tuoi problemi. Trasforma te stesso in un marchio. Nel 2012, più che in passato, occorrerà mettere in evidenza la propria vocazione. Senza seguire la moda del momento.

30. il lavoro non c’è, inventalo

La regione Lombardia lancia il progetto Start, riservato a persone disoccupate, in cassa integrazione e in mobilità, residenti o domiciliate in Lombardia, che vogliono fare impresa. Previsti servizi gratuiti di formazione e contributi a fondo perduto per l’avvio di una nuova impresa, in grado di coprire il 70% delle spese fino a un massimo di 4.500 euro per le imprese individuali e 6mila euro per le società.INFO: www.start.lombardia.it

31. tira fuori il libro nel cassetto

Ogni anno in Italia, tra novità e ristampe, vengono pubblicati circa 60mila titoli, di cui 12mila di narrativa. «Un’ondata di piena, una voglia commovente di esprimersi attraverso la scrittura» dichiara Cristiano Armati, editor di lungo corso, che negli ultimi anni ha affrontato stuoli di aspiranti scrittori. Nel suo libro (Cose che gli aspiranti scrittori farebbero bene a non fare ma che invece fanno, Giulio Perrone, 10 euro) illustra gli errori più frequenti di chi contatta una casa editrice per proporre il proprio manoscritto.

32. diventa capo di te stesso

Non è mai troppo tardi. Dopo 20 anni, un manager ha detto basta al suo lavoro in una multinazionale farmaceutica e ha trasformato un deposito inutilizzato in un’officina di biciclette. Piero Grassi, 50 anni, di Milano (www.cascinaquadriinbici.it) ripara, vende l’usato ma soprattutto crea nuove bici con le sue mani. Una delle invenzioni più apprezzate? La bici con ombrello installato al manubrio. «Poter essere artefice della mia attività al 100%, dall’idea allo sviluppo, mi dà una soddisfazione enorme».

 33. in azienda con lo sponsor

Un superiore che scommette su di te, usa la sua influenza per sostenere la tua visibilità, presentarti a gente in posizione di potere e si batte per farti promuovere. Lo sponsor in azienda esiste, e chi lo trova, trova un tesoro. Negli Stati Uniti Marie Claire Orenic, 50 anni, dirigente della Siemens Healthcare, insignita del titolo di “donna più felice d’America”, ha dichiarato che lo sponsor è stato fondamentale per la sua vita e la sua carriera.

34. studia a Stanford gratis

Il modo di concepire l’Università dallo scorso 10 ottobre è cambiato radicalmente, dopo che la Stanford University ha dato il via a un corso online sull’Intelligenza artificiale. Il progetto ha contato ben 140mila iscritti di 175 nazioni diverse. Non c’era nessun limite d’età, poteva partecipare chiunque, ma soprattutto era completamente gratuito. L’unico requisito: essere in possesso di basi di calcolo delle probabilità e di algebra. Si tratta dell’esperimento più azzardato nella storia dell’istruzione, che se dovesse andare in porto, ci condurrà verso una cultura di qualità alla portata di tutti.

Tiziana Tripepi, Millionaire 1/2012

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