A 23 anni, inventa una cover per smartphone che fa il caffè

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Mokase
©Mokase

Clemente Biondo, giovane inventore casertano, ha creato una cover con cialda per preparare un espresso in pochi secondi. Si chiama Mokase. In commercio da settembre.

All’uscita dei primi smartphone, una delle battute più ricorrenti era: “Fa anche il caffè?”. Oggi, a trasformare quella battuta in realtà ci ha pensato un giovane inventore di Caserta. Clemente Biondo, 23 anni, ha inventato Mokase, una cover per smartphone in grado di preparare un espresso in pochi secondi. «Già da bambino annotavo su un taccuino tutte le mie idee. Ho creato una penna con il ventilatore incorporato e tanti altri oggetti. Ma nessuno mi appoggiava. E spesso vedevo le mie idee “stravaganti” sviluppate da qualcun altro. Stavolta ho deciso di andare fino in fondo».

Com’è nata l’idea?

«Sono appassionato di tecnologia e mi piace leggere le notizie sulle ultime novità online. Un giorno ho letto di un’app che faceva surriscaldare lo schermo del telefono. E ho pensato: “Se applicassi lo stesso principio per trasformare il cellulare in una macchinetta del caffè?”».

Dall’idea al progetto

«Non sapevo bene come fare. Così ho chiesto aiuto a un mio cugino ingegnere per i disegni tecnici, a un professore universitario per un parere e a un’azienda di Pomigliano d’Arco (la 3DnA) per la realizzazione del prototipo. E ho brevettato la mia idea».

Come funziona?

«Si inserisce la cialda del caffè (Mokaromi) in una fessura laterale della cover. Tramite app si attiva la resistenza ultrapiatta (0,8 millimetri) posizionata tra la cover e la cialda. E il caffè esce da un tubicino che rompe la membrana della cialda. Ci sono 19 modelli per diversi telefoni. In futuro pensiamo anche di creare una cover per tablet con altre bevande, come tè e cioccolata».

Come l’hai finanziata?

«I soldi sono stati il problema più grande. E credo lo siano per molti. Ci sono tante persone creative, con buone idee ma poche risorse. Mi sono rivolto a un amico imprenditore, Luigi Carfora, che ha deciso di investire nel progetto. Insieme abbiamo avviato la startup (Smart K) a dicembre 2016. Le spese iniziali ammontano a circa 30mila euro, tra brevetti, spot, sviluppo del sito con e-commerce e comunicazione su Facebook».

Oltre ai social, quali strumenti di promozione hai utilizzato?

«Per testare la validità di Mokase sul mercato abbiamo lanciato una campagna su Kickstarter, che ci ha dato una visibilità superiore alle aspettative. Tanti giornali stranieri hanno parlato di Mokase. Il crowdfunding è stato sospeso, ma ci hanno scritto da molti Paesi per avere la cover. Ci ha contattato anche un’azienda che produce caffè in Italia. Stiamo discutendo un accordo per un piano di produzione e sviluppo industriale».

Quando sarà in commercio?

«A settembre. Al momento è possibile pre-ordinare la cover sul nostro sito, pagando un 50% (24,90 euro) di acconto e il resto alla consegna».

Progetti per il futuro?

«Vorrei creare un campus per permettere a chi ha idee, ma non ha soldi per iniziare, di realizzarle. Vorrei finanziarle e aiutare altri ragazzi come me. E poi sogno la Silicon Valley. Penso che lì potrei avere molti più stimoli anche per altre invenzioni. Per me Elon Musk è il numero uno. È partito da zero e oggi con le sue idee sta cambiando il mondo».

Info: www.mokase.it

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