Alice e il portale dei pet sitter raccoglie 1 milione di euro

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Nuovo round di finanziamento di 1 milione di euro per PetMe, l’avventura imprenditoriale di Alice Cimini, 40enne abruzzese e di suo marito Carlo Crudele: si tratta di un sito per trovare il pet sitter più adatto ad accudire i nostri amici a quattro zampe mentre siamo fuori per lavoro o vacanza. Il nuovo investimento si aggiunge ai precedenti di 500mila euro (tra gli investitori Buongiorno, Capital B, Merifin Capital, il fondo Shark Bites e  un nuovo partner industriale C.E.F. – Centro europeo di formazione).

«Nel 2013 volevamo partire per un viaggio negli Stati Uniti per un mesetto e cercavo su Internet qualcuno a cui affidare i miei gatti. Mi sono detta: “Sul web c’è tutto, ci sarà anche un servizio del  genere”. Eppure, malgrado le mie ricerche non c’era nulla di simile» spiega Alice a Millionaire.

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Laureata in lingue con esperienze lavorative in agenzie di pubblicità, lascia il lavoro e si mette a studiare per mettersi in proprio: «Ho deciso di fare un salto di qualità nella mia vita. Mi ero sempre occupata di business e strategia per altri progetti e avevo deciso di iniziare con qualcosa di mio. Allora ho parlato dell’idea a mio fratello. Gli è piaciuta e ha deciso di aiutarmi a finanziare l’avvio della startup».

Come funziona PetMe? «L’iscrizione è gratuita. I proprietari inseriscono le info dei loro animali e i pet sitter hanno delle schede ad hoc per inserire le loro esperienze e competenze. Un calendario online indica i periodi in cui sono a disposizione. Chi ha bisogno di affidare il proprio animale a qualcuno può così trovare persona più adatta e nella zona in cui abita grazie alla geolocalizzazione».

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L’idea piace e la startup trova i primi importanti finanziamenti, prima con l’inserimento nel programma di B-Ventures e poi il recente aumento di capitale di 1 milione di euro: «Abbiamo 20mila utenti con 7.500 pet sitter in tutta Italia, 50mila notti prenotate. L’ostacolo maggiore è superare la diffidenza degli utenti: chi ha un animale lo considera alla stregua di un figlio e ha paura di affidarlo a un estraneo. Per superare in parte il problema il sito ha un sistema di recensioni per garantire l’affidabilità dei pet sitter».

Le tariffe per i pet sitter sono in media 15 euro l’ora: il sito prende una percentuale del 10% e offre una copertura assicurativa gratuita.

Cosa insegna la tua storia?

«Ho imparato che quando crei un’azienda prendi molto “sberle”. Anche quando le cose sembrano andare bene, non significa che hai trovato la formula magica, ma devi evolverti continuamente. All’inizio di PetMe mi occupavo personalmente dell’assistenza ai clienti: mi è servito a capire di cosa avevano bisogno, quali servizi aggiungere e quali eliminare. Insomma, non sei mai arrivato al traguardo e ricevere un finanziamento grosso non significa che ce l’hai fatta. Anzi aumentano ancora di più le tue responsabilità. Ciò detto le soddisfazioni ci sono sempre e ti spingono a proseguire la tua strada: come quando una nostra cliente mi ha detto che era indecisa se adottare un cane. E lo ha fatto poi sapendo di poter contare sul nostro servizio».

INFO: http://www.petme.it/

Giancarlo Donadio

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