Asino, che non sai RISPARMIARE

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In fatto di economia e risparmio, siamo i più ignoranti d’Europa. Ma migliorare è possibile. Siamo andati a lezione di educazione finanziaria

Un gruzzoletto di 15mila euro, un consulente fidato ed esperto, un investimento bilanciato e prudente. Risultato? Un guadagno, al netto delle spese di gestione, di 2,5 euro in sei mesi. Avete letto bene: solo 2,5 euro! E l’esempio è concreto.

Ma com’è possibile? Dove abbiamo sbagliato? L’educazione finanziaria è uno dei temi più gettonati al Salone della gestione del risparmio, che si è tenuto a Milano a fine aprile (www.salonedelrisparmio.com), dove oltre a noi di Millionaire c’erano 6.000 persone (professionisti, aspiranti promotori, studenti, risparmiatori, pensionati…).

L’educazione finanziaria deve partire dalla comprensione dei concetti basilari. La finanza è lo strumento principale per gestire il rischio presente e futuro, non un modo per fare soldi in fretta. Anche la diversificazione è un modo per correre meno rischi, non per guadagnare di più

spiega Filippo Cavazzuti, presidente onorario di Patti Chiari, consorzio di banche che aiuta i cittadini a capire gli strumenti finanziari e scegliere quelli più adatti alle proprie esigenze (www.pattichiari.it).

Ma da che parte cominciare? Alessandro Cecchi Paone, divulgatore e conduttore televisivo, ha iniziato così:

Mi sono avvicinato all’economia da piccolo. Ricordo mio nonno giocare in Borsa e segnare i risultati dei suoi investimenti su un quadernino. Non guadagnava né perdeva mai granché. Mi chiedevo come si facesse a investire su un’azienda chiamata Acqua Marcia. Ora mi occupo di divulgare i concetti di finanza ed economia con i ragazzi, in un programma televisivo che si chiamerà Ke risparmiatore 6. Il denaro è come il sesso: tutti ci hanno a che fare, ma non ne parlano, perché pensano che sia una cosa sporca. E invece bisogna parlarne, per capire di più. In Italia quando le cose vanno bene è un miracolo, quando vanno male è una di­sgrazia. E invece bisognerebbe avere più consapevolezze. Lo stesso concetto di rischio è fuorviante. Faccio un parallelo con le previsioni del tempo: qui in Italia diciamo se ci sarà il sole o pioverà. Negli Usa non danno certezze, ma probabilità.

Ecco cinque consigli d’autore.

1)       Fai del risparmio un’abitudine.

Occorre fare del risparmio un’abitudine. Ogni volta che si prende lo stipendio, bisogna accantonarne una parte, suddividendola a seconda delle varie destinazioni (previdenza, studi universitari…). È fondamentale avere chiaro quali sono le nostre esigenze e la nostra attitudine al rischio

Maria Bartiromo, nota giornalista economica della rete statunitense Cnbc.

 

2)       Tieni a bada le emozioni.

Gli italiani hanno una cultura finanziaria medio-bassa. Pur dichiarandosi molto prudenti, hanno invece una grande attrazione nei confronti del rischio. E i loro comportamenti irrazionali contribuiscono alla volatilità del mercato e a fenomeni come la corsa agli sportelli. Il consiglio è di non farsi prendere né dall’avidità di fare guadagni esorbitanti né dalla paura di perdere tutto (in inglese greed and fear, cioè avidità e paura)
, Caterina Lucarelli, Università Politecnica delle Marche.

 

3)       Fatti consigliare, ma…

Per scegliere il professionista cui affidare i nostri risparmi, bisogna fare un attento screening. Capire chi è, che esperienza ha e, soprattutto, come viene remunerato. Il rischio è che i promotori finanziari facciano gli interessi della società per cui lavorano. Lo stesso dubbio riguarda i bancari. I consulenti indipendenti sono ancora pochi

Eugenio Benetazzo, “predicatore” finanziario, www.eugeniobenetazzo.com

 

4)       Punta sul mattone.

Cambiano i tempi, ma il mattone rimane la prima garanzia contro la povertà. Poi ci sono le banche e la Posta. Ancora oggi l’80% dell’intermediazione finanziaria passa per le banche. Il nodo centrale, per i giovani, è porsi per tempo la questione previdenziale: prima è, meglio è

Guido Cammarano, di Assogestioni, l’Associazione del risparmio gestito, www.assogestioni.it

 

5)       Tieni conto dei tuoi limiti.

L’educazione finanziaria fa bene, ma poi bisogna rimanere consci dei propri limiti. Così come chi fa un corso di autodifesa, non va poi a sfidare i campioni di pugilato, allo stesso modo i neofiti della finanza devono essere prudenti nei confronti di un mercato complesso

Michele Pezzinga, Consob.

 

Il primo investimento? il risparmio!

Acqua. Chiudiamo il rubinetto mentre ci laviamo. E usiamo filtri frangigetto, che miscelano aria e acqua, riducendo i consumi del 50%. Meglio la doccia del bagno. Preferire l’acqua del rubinetto alla minerale.

Energia elettrica. Quasi il 60% dell’energia usata in casa è sprecato. Preferire le lampadine a fluorescenza (consumano meno e durano più). Evitare lo stand by di tv e stereo: si risparmia più del 10%.

Spesa. Preferire hard discount a supermercati (i marchi propri fanno risparmiare il 40%). Frutta e verdura si comprano al mercato prima della chiusura. Si risparmia con i farmers’ market.

Auto. Oltre al car sharing, si può anche condividere l’auto con altre persone. Ulteriori consigli nel libro di Mazza Felici a costo zero. Come rendere la semplicità il migliore investimento per il futuro (Castelvecchi, 14 euro).

 

Lucia Ingrosso, Millionaire 6/2010

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