Avvio un’impresa con meno di 10.000 euro

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Come scegliere la forma giuridica più conveniente per la propria azienda. Viaggio tra ditta individuale, impresa famigliare, Snc o Sas… A ciascuno la sua, tra costi, pro e contro

Impresa individuale, c’est plus facile

È il tipo di impresa più semplice. Prevede infatti la sola figura dell’imprenditore che può comunque avvalersi di dipendenti e collaboratori. Per costituirla, non occorre sottoscrivere un atto notarile. È sufficiente trovarle una denominazione commerciale (ditta) e occuparsi del comune disbrigo degli adempimenti burocratici di avvio attività: apertura di una posizione Iva, iscrizione alla Camera di commercio, all’Inps e all’Inail.

Vantaggi

› Si è i soli a decidere: gestione dell’attività molto snella.

› Può beneficiare di un regime fiscale particolare (cosiddetto dei minimi): in questo caso, la gestione dal punto di vista fiscale è semplice. Non è nemmeno necessario fare riferimento a un consulente esterno. È sufficiente, infatti, rapportarsi con i referenti dell’Agenzia delle Entrate.

› Nessuno, a esclusione dell’imprenditore e di eventuali suoi delegati, può agire in nome e per conto dell’impresa. L’imprenditore ne ha quindi il completo controllo, anche per quanto concerne i rapporti con le banche.

› I costi per gli adempimenti di avvio sono molto limitati.

Svantaggi

› In caso di fallimento dell’impresa, l’imprenditore può esserne coinvolto in prima persona.

› Non ci sono possibilità di confronto né di delega verso soci o familiari: maggiori rischi di commettere errori.

› Considerate le dimensioni di solito limitate dell’azienda (locali, macchinari, arredi ecc.), le opportunità di ricorso al credito possono essere più limitate.

Costi

Avvio

200 euro: per tutti gli adempimenti burocratici

Post avvio

2.800 euro: Inps fino a circa 14.000 euro di utile annuo, 20% per la cifra eccedente

Irap (Imposta regionale sulle Attività Produttive) 3,9% sempre sugli utili dell’attività

Iva in base al regime in cui si rientra

Inail in funzione dei rischi di infortunio connessi al tipo di attività

Irpef in funzione del reddito prodotto dall’impresa (da un minimo del 23 a un massimo del 43%)

L’impresa famigliare: affari nostri

È una ditta individuale alla quale prendono parte anche i parenti e gli affini del titolare dell’attività entro il terzo grado. Si costituisce con un atto notarile. Per quanto riguarda la ripartizione degli utili derivanti dallo svolgimento dell’iniziativa, devono essere distribuiti nella misura di almeno il 51% al titolare dell’attività, per la rimanente percentuale agli altri soggetti che ne fanno parte, tenendo presente che possono essere “ripercentualizzati” annualmente in funzione dell’impegno che ciascuno ha effettivamente dedicato all’attività.

Vantaggi

› Semplicità di conduzione dal punto di vista burocratico e amministrativo: snellezza nelle procedure di costituzione e conduzione.

› Rapidità nelle decisioni aziendali: a maturarle è l’intestatario dell’impresa, sentito il parere di chi ne fa parte.

› Generale abbattimento degli scaglioni contributivi ai fini Irpef, dovuto proprio al riparto degli utili fra i vari componenti dell’impresa.

› La percentuale degli utili da distribuire a ciascun componente può essere ridistribuita di anno in anno, in funzione dell’effettiva partecipazione.

Svantaggi

› In caso di fallimento, le responsabilità ricadono sul titolare dell’attività, come avviene nella ditta individuale.

Costi

Avvio

800 euro: parcella notaio per atto costitutivo

Altri adempimenti di avvio come per l’impresa individuale

Post avvio

Come per l’impresa individuale; Inps e Inail anche per i familiari che prendono effettivamente parte alla vita aziendale e in funzione dell’entità e del tipo del loro impegno

Le società di persone: società semplice, Snc o Sas

Le società semplici non possono svolgere iniziative commerciali in senso lato – possono cioè essere dedite soltanto ad attività agricole o di amministrazione di patrimoni immobiliari. Così chi vuole aprire una nuova impresa e desidera costituire una società di persone, ha due possibilità: una società in nome collettivo (Snc) o una società in accomandita semplice (Sas). Entrambe si costituiscono davanti a un notaio. Nell’atto costitutivo, oltre alle caratteristiche dell’impresa e ai suoi campi di azione, vanno indicati i conferimenti dei soci e le modalità con le quali, in base al proprio apporto, intendono dividersi gli utili. Considerato che tutti i soci, a esclusione degli accomandanti nelle Sas, nei confronti di eventuali creditori e in caso di fallimento rispondono illimitatamente (cioè con il proprio patrimonio personale) e in solido (i soci solvibili rispondono anche per la quota spettante ai non solvibili) nell’atto sarà opportuno limitare i margini di azione di ciascun socio. Per esempio, prevedendo che sia possibile prelevare denaro a firme disgiunte dal conto corrente della società fino a un determinato ammontare. Dal punto di vista gestionale, le decisioni aziendali vengono prese dai soci per testa, salvo diverse disposizioni previste dall’atto costitutivo.

Vantaggi

› Sono società discretamente strutturate e, a livello di immagine, “migliori” della ditta individuale. Anche l’accesso al credito, quindi, è più agevole.

› Le formalità burocratico-gestionali non sono particolarmente onerose rispetto, per esempio alle società di capitali. Ma per gli aspetti fiscali è consigliabile fare ricorso a un commercialista.

› L’imposizione fiscale è meno gravosa rispetto alle società di capitali.

Svantaggi

› In caso di fallimento della società falliscono personalmente anche i soci con tutte le conseguenze civili che ne derivano.

› I soci rispondono illimitatamente e in solido nei confronti di eventuali creditori.

› Il potere decisionale, salvo diverse disposizioni inserite nell’atto, spetta a ciascun socio. Può essere un problema nel caso in cui i soci siano in numero pari.

› Gli utili sono soggetti a tassazione anche se non sono stati distribuiti fra i soci.

Costi

Avvio

1.200 euro: parcella notaio per costituzione

300 euro: altri adempimenti burocratici di avvio in funzione del numero dei soci

Post avvio

Iva, Irap e Inail come per l’impresa famigliare

Inps 2.800 euro annui per ogni socio “operativo” fino a circa 14.000 euro di utile per ciascuno, oltre come per impresa individuale

Irpef sempre a scaglioni, in funzione del reddito di impresa percepito annualmente da ciascun socio

Le società cooperative, senza lucro

Società senza fini di lucro, vengono costituite con un atto notarile da almeno tre soci allo scopo di generare opportunità di lavoro per chi ne fa parte. I soci lavoratori che le costituiscono vengono assunti dalla società in base al contratto nazionale di categoria del settore in cui opera la cooperativa e percepiscono, se la società ha il denaro in cassa, un regolare stipendio da lavoratori dipendenti.

Il 3% degli utili devono essere devoluti a fini mutualistici. La rimanente parte può essere impiegata con una maggiorazione dello stipendio e dei relativi contributi dei soci (massimo 20%). Per il resto, una parte deve essere accantonata come fondo di riserva a garanzia dei fornitori in caso di fallimento. Un’altra parte può essere reinvestita nell’attività per ampliarla e creare così i presupposti per l’assunzione di nuovo personale. Nelle cooperative, i soci sono considerati tutti uguali e votano per testa.

Vantaggi

› Hanno un’imposizione fiscale molto contenuta e ci sono leggi a livello nazionale e regionale che ne favoriscono la costituzione, grazie all’erogazione di appositi finanziamenti.

› Non comportano particolari problemi dal punto di vista gestionale.

› Nel caso i soci siano portatori di abilità diverse, è possibile presentare la richiesta di contributi a fondo perduto per la loro assunzione e per parte della loro retribuzione.

› In caso di carenza di lavoro, se ci sono gli estremi previsti per legge, i soci possono richiedere all’Inps l’indennità di di­soccupazione.

Svantaggi

› Gli utili, a differenza di quanto accade in tutte le altre forme giuridiche di impresa, non possono essere distribuiti fra i soci.

› Se il lavoro cala, i soci lavoratori possono vedere ridursi i propri compensi anche in misura considerevole.

Costi

Avvio

1.500 euro: parcella notaio per costituzione

300 euro: per gli altri adempimenti, in funzione del numero dei soci

Post avvio

Irap in misura ridotta (da nulla al 2,5% dell’utile in funzione della regione di appartenenza)

Iva in funzione del regime in cui si rientra; Inps e Irpef come per i normali dipendenti da calcolare sulla retribuzione lorda percepita; Inail in funzione dei rischi connessi allo svolgimento del lavoro assegnato a ciascuno

Lucia Botta, Millionaire 9/2010

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