Brevetti e dintorni: le domande più freak

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Come si protegge un’idea? È vero che YouTube è meglio di un brevetto? In che modo ci si difende da concorrenti parassiti e copioni? Abbiamo girato i vostri quesiti a un’esperta. Ecco cosa bisogna sapere

IO NON MI FIDO DI NESSUNO. NEMMENO DI MIA MOGLIE…

D Che garanzie di segretezza ci sono nei mesi successivi al deposito di un brevetto? Mi posso fidare di quelli dell’ufficio brevetti? E del mio avvocato? Io non mi fido di nessuno…

R Forse di tua moglie non ti puoi fidare, ma degli uffici direi di sì. Sia gli impiegati dell’Ufficio italiano brevetti e marchi sia gli avvocati sono tenuti al segreto professionale. Inoltre è molto difficile potere leggere tutti i brevetti che vengono depositati. Se poi per il deposito ti rivolgi a un esperto specializzato, il deposito verrà fatto per via telematica per cui non ci sarà neppure un vero e proprio “passaggio di carte”. E questo accresce la segretezza.

NON HO LA PARTITA IVA, posso usare quella di MIA COGNATA?

D Per registrare un marchio occorre avere la Partita Iva? Nel caso serva posso usare quella di mia cognata?

R No, lascia stare tua cognata. Puoi registrare il marchio come persona fisica anche se non hai la Partita Iva.

HO IN TESTA UN’IDEA MERAVIGLIOSA PER IL WEB

D Come posso tutelare l’idea di effettuare un certo servizio su Internet? Non vorrei che parlandone troppo qualcuno mi facesse fesso…

R Mi spiace, ma non puoi tutelarla in alcun modo. Le idee sono liberamente appropriabili da chiunque e i servizi non sono brevettabili.

FILMO TUTTO (NON SOLO LA MIA FIDANZATA) SU YOUTUBE. SBAGLIO?

D Ho letto che se invento qualcosa e mi filmo su YouTube posso dimostrare di esserne l’ideatore. Un’alternativa più veloce e costosa ai brevetti. Così ha fatto Johnny Chung Lee che ha trasformato la console Wii in una tv 3D. È vero o è la solita fesseria che scrivono i giornalisti?

R Se filmi una tua invenzione e la metti su YouTube forse nessuno dubiterà che sei l’inventore, ma è certo che nessuno ti darà un euro. Quando si pubblica un’invenzione come ha fatto Johnny Chung Lee di fatto la si “regala” al pubblico e si rinuncia a pretendere alcun diritto. In pratica, si tenta la strada del farsi conoscere cercando poi di vendere una seconda invenzione. Ma chi vuole guadagnare per ciò che ha inventato, deve depositare una domanda di brevetto. Solo il brevetto ti consente di ottenere poi degli utili.

SE REGISTRO IL SITO, DEVO REGISTRARE anche IL MARCHIO?

D Ho registrato il nome di un dominio sul Web; questo mi protegge anche come marchio nel caso che qualche concorrente decida di impadronirsene? A questo punto potrei non registrare il marchio se già l’utilizzo del dominio nel mio settore costituisce una prova di essere il first mover, ovvero l’Originale come l’Amaretto di Saronno?

R È sempre meglio registrare il marchio. Il fatto di avere registrato un nome di dominio senza avere aperto un sito attivo corrispondente a quel dominio prova molto poco in ordine al possibile pre-uso. In ogni caso per potere vantare dei diritti su un marchio non registrato occorre dimostrare un uso molto diffuso del segno e quindi dimostrare che il dominio è molto conosciuto e frequentato. Inoltre registrare il marchio consente di potere difendere il proprio nome con maggiore facilità e velocità per cui, almeno a livello italiano, la registrazione è sempre consigliabile.

T-SHIRT, GHE PENSI MI!

D Ho ideato un disegno per una T-shirt che credo potrebbe sfondare. Per evitare che qualcuno, magari i cinesi, mi copino, devo fare qualcosa per registrare il marchio? Non vorrei ritrovarmele al mercato a cinque euro…

R Se le tue magliette sono davvero speciali, vale la pena tutelarle per evitare copie. La prima cosa da fare è quella di depositare i disegni alla Siae come opera inedita, prima di applicarli sulle magliette. Se i disegni sono creativi e originali, sono protetti dalla legge sul diritto d’autore ed è bene avere la prova di esserne i veri (e i primi) autori. In aggiunta, si può anche registrare il disegno come marchio. Questa operazione è un po’ più costosa soprattutto se i disegni da proteggere sono tanti. Esiste poi anche una terza possibilità, ovvero quella di registrare le magliette come modello in modo che su ogni disegno si possa avere un diritto di esclusiva per la riproduzione. Delle tre possibilità io preferirei l’ultima.

IL MIO CONCORRENTE È UN PARASSITA

D Ho scoperto che digitando il nome della mia società su Google, compare ai primi posti nella parte degli inserzionisti (Google Adwords) un mio concorrente. In pratica, lui utilizza in modo parassitario la mia notorietà nel settore per farsi pubblicità. Può farlo? È scorretto, vero?

R Non è proprio corretto. Esistono già alcune sentenze in cui si dichiara illecito l’utilizzo del marchio altrui o il nome di un’altra società nei metatag dei siti Internet. In Italia non mi risultano decisioni analoghe sugli Adwords di Google, ma all’estero qualcosa c’è e credo che se l’uso di questi nomi viene fatto a scopo commerciale è un uso abusivo e può comportare anche una sanzione per concorrenza sleale. Pertanto fatti avanti e fai valere le tue ragioni.

IL MIO CONCORRENTE È UN COPIONE! MA IO LO ROVINO…

D Mi sono accorto che un mio concorrente ha copiato le pagine Internet del mio sito, riproducendone i testi tali e quali e anche molte condizioni contrattuali. È possibile obbligarlo a cancellarli? Posso agire anche oltre contro questo copione e fargli una causa miliardaria, portandogli via la casa e la donna?

R Non so se riuscirai a portargli via la casa e la donna, ma certo puoi fargli togliere le pagine che ti ha copiato e, se ci sono i presupposti, puoi anche ottenere un risarcimento danni. Le opere che sono pubblicate su un sito godono automaticamente della protezione del diritto d’autore e quindi non possono essere riprodotte da nessuno senza il consenso di chi le ha inserite e ne detiene i diritti.

MA QUANTO COSTA ‘STO AMBARADAN?

D Posso brevettare qualcosa da solo o devo rivolgermi a un esperto? Non ho soldi da buttare, quanto costa poi l’ambaradan? Non ho una lira per colpa del crollo delle Borse…

R Puoi anche depositare da solo un marchio o un brevetto, ma stai attento a non depositare carta straccia. Soprattutto per i brevetti la preparazione della pratica è complessa e una persona che non è abituata a scriverli non è in grado di farlo bene. Un brevetto scritto male equivale a un invenzione senza brevetto perché i concorrenti tenteranno di demolirlo. Comprendo il crollo delle borse, ma se alla tua idea ci tieni, un piccolo sforzo lo devi fare. In media registrare un marchio italiano tramite uno studio costa sui 500 euro, mentre depositare un brevetto costa 2.000 euro circa.

Ne varrà la pena? Se tu potessi chiederlo ad Antonio Meucci, l’inventore del telefono, ti direbbe di sì.

E IO PAGO…. MA AVRÒ QUALCHE DIRITTO?

D A chi spettano i diritti in caso di invenzione commissionata a terzi? E se l’idea (dubito fortemente visto che ho assunto solo lavativi) venisse a un mio dipendente?

R I diritti su un’invenzione commissionata spettano al committente, a meno che non venga previsto qualcosa di diverso nel contratto. Se l’invenzione è realizzata da un dipendente, bisogna verificare se il dipendente è stato assunto e viene pagato “per inventare” oppure no. Nel primo caso l’invenzione spetta al datore di lavoro, nel secondo caso… sempre a lui, ma all’inventore deve essere versato un “equo premio” per il contributo che ha dato. Nel caso in cui l’invenzione sia fatta in modo del tutto autonomo dal dipendente, fuori dall’orario di lavoro, allora spetta al dipendente, ma se rientra nel campo di attività dell’impresa in cui lavora, quest’ultima avrà un diritto di opzione per l’acquisto del brevetto.

QUI SI DIVENTA PIÙ RICCHI DI BILL GATES

D Si può proteggere un marchio in modo totale, per tutti i prodotti e servizi? E in tutto il mondo, possibilmente? Mi è venuta un’idea grandiosa…

R No, il marchio si può proteggere solo specificando i prodotti o i servizi per cui si usa o si intende usarlo. Volendo, al momento del deposito si possono indicare tutte le 45 classi (spendendo un bel po’), ma ciò protegge fino a un certo punto. Infatti se il marchio non viene poi usato nei cinque anni successivi alla registrazione, decade. Così i soldi spesi rischiano di essere gettati al vento. Eccetto i grandi brand, nessuno registra un marchio per tutte le classi, ma ci si focalizza sempre su un mercato specifico. Se poi il marchio diventa famoso, a quel punto la sua tutela non è più limitata alle classi per cui è stato depositato ma spazia anche al di fuori di esse, per cui quello che chiedi, se il marchio è davvero così cool, lo otterrai.

la nostra esperta

Laura Turini, titolare dello studio omonimo (www.studioturini.it) è specializzata nella tutela di brevetti, marchi aziendali, nomi a dominio e del diritto in Internet. È stata la fondatrice dell’Associazione italiana inventori S.R. brevetti e copyright e successivamente dell’Associazione per la promozione delle idee. Collabora con quotidiani e riviste di settore in qualità di consulente e di giornalista pubblicista. È anche arbitro per le procedure di rassegnazione sia per i domini “.it” sia per i domini “.eu” presso la Corte arbitrale di Praga.

INFO: www.ufficiobrevetti.it

Salvatore Gaziano, Millionaire 3/2009

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