CoContest, la startup degli architetti online che rompe le regole

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In Italia li accusano di concorrenza sleale, negli Stati Uniti sono considerati tra gli imprenditori più innovativi.

CoContest è una piattaforma di crowdsourcing dedicata al mondo dell’interior design. Chiunque può lanciare una gara online per arredare o ristrutturare casa, ufficio o negozio. Architetti e designer partecipano al contest proponendo i loro progetti. I migliori vengono pagati.

Il servizio è stato lanciato nel 2013 da tre ragazzi romani, Federico Schiano di Pepe, 28 anni, il fratello Filippo (33) e Alessandro Rossi (30). In tre anni la startup è passata da 15mila euro a 1 milione di fatturato. E nel 2016 Federico è entrato nella classifica di Forbes dei 30 imprenditori Under 30 più influenti d’Europa per il settore Retail e e-commerce.

Come nasce CoContest?

«L’idea è di mio fratello Filippo. Nel 2012 si rende conto di quanto sia difficile avviare una carriera nel settore. Lancia una piattaforma per connettere architetti e clienti. Con Co- Contest il cliente sceglie il designer per il progetto migliore, non per conoscenza».

Come funziona?

«L’utente lancia un contest sulla piattaforma, valuta le proposte dei designer che partecipano alla gara e sceglie il progetto che preferisce».

Come avete sviluppato il progetto?

«Dopo il prototipo, abbiamo iniziato a cercare investitori in Italia. LVenture è stato il primo. Abbiamo partecipato al programma di Luiss Enlabs lanciando il prodotto. Nel 2015 siamo stati selezionati da 500 Startups, uno dei migliori acceleratori della Silicon Valley».

Eppure in Italia non tutti hanno accolto bene l’innovazione?

«C’è stata un’interrogazione parlamentare sulla legittimità della piattaforma. E Filippo è stato sospeso dall’Ordine degli Architetti. CoContest vuole rompere le tradizionali regole del mercato e dare agli architetti nuove possibilità di lavoro. È normale che attiri critiche da parte di chi è legato a regole di un mondo che non esiste più. Noi siamo andati avanti. Vogliamo offrire nuove opportunità agli architetti, non danneggiarli».

Da dove arrivano i guadagni?

«Il core business è la commissione sui contest, attorno al 20-30%. Poi vendiamo servizi di progettazione a utenti business. E offriamo account premium, a 9 euro al mese, per consentire agli utenti di usufruire di maggiori strumenti».

Quali sono i risultati che finora avete ottenuto?

«Abbiamo raccolto circa 2 milioni di euro di investimenti. Il team è passato da 3 a 12 persone, il fatturato da 15mila euro a 1 milione. E oggi abbiamo più di 40mila designer iscritti».

Consigli?

«Crea un prodotto che possa essere subito sostenibile, un’azienda vera, che fattura, assume e non si basa solo sugli investimenti» dice Federico Schiano di Pepe.

Info: www.cocontest.com

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