Colloquio di lavoro? Rispondi così!

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Capita che ai colloqui di lavoro i selezionatori si sbizzarriscano a fare domande bizzarre per valutare le capacità di adattamento dei candidati. Se a queste non c’è preparazione che tenga, se non la tua elastica e capacità di improvvisazione, ci sono una serie di quesiti “tradizionali” a cui è fondamentale saper rispondere nel modo migliore.

Vediamo insieme quali sono, e con l’aiuto di esperti, come vanno affrontati.

1. «Mi parli di lei»…

Questa domanda aperta serve a verificare la tua abilità nello scegliere le informazioni rilevanti in un tempo breve. Come rispondere ce lo dice Mario Bianco dello studio Selebi di Milano:

Guai a replicare con un “Che cosa vuole sapere?”. Mai iniziare dagli studi elementari. Bisogna essere sintetici ed esaurienti nell’indicare studi, attitudini, precedenti esperienze, obiettivi raggiunti e traguardi futuri».

2. «Mi racconti come ha gestito un conflitto con il suo capo»

Questa domanda punta a verificare la tua capacità di mediazione. Per rispondere, chiediamo aiuto a Russell S. Reynolds, autore del libro Heads: business lessons from an executive search pioneer (McGraw Hill, 20 euro):

Non dite mai “Non ho mai avuto un conflitto sul lavoro”. Non mentite. Spiegate che quando è successo avete presentato le vostre ragioni e ascoltato quelle degli altri».

3. «Quali sono i suoi punti di forza/debolezza»

La domanda serve a valutare le tue capacità di autoanalisi. Mario Bianco suggerisce: «Devi avere sempre come punto di riferimento la posizione per cui ti candidi. Il punto di forza di un venditore sarà, per esempio, l’attitudine ai rapporti interpersonali. Quanto ai difetti, indicali con sincerità e sottolinea che ci stai lavorando per ammorbidirli».

4. «Perché vuole questo lavoro?»

La domanda sembra banale, ma è piena di insidie. Il rischio è di dare una risposta troppo scontata. Per evitare la banalità chiediamo aiuto a Fabrizio Travaglini, direttore di Page Personnel:

Qui evidenzia le tue aspettative: imparare cose nuove, guadagnare di più, avere un ruolo di responsabilità. È importante che mostri di avere le idee chiare».

5. «Ha domande da fare»

Qui viene valutata la tua intraprendenza e vivacità. Travaglini consiglia «Non fare scena muta. È l’occasione per chiarire gli ultimi dubbi, specie in tema retributivo e di inquadramento».

Per saperne di più

Puoi leggere Sei abbastanza sveglio per lavorare in Google? Test, rompicapi e indovinelli: tutto quello che devi sapere per sostenere un colloquio di lavoro, di William Poundstone (Mondadori, 15,90 euro). E 101 risposte vincenti per un colloquio di lavoro, di Ron Fry (Tea, 10 euro).

Questo è un estratto dell’articolo di Lucia Ingrosso, pubblicato su Millionaire di settembre 2012

Redazione

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