Il ragazzo che ha inventato la bici senza raggi

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E’ considerato tra i 200 giovani talenti d’Italia. La sua bici (pieghevole e senza raggi) ha vinto premi e riconoscimenti. «Tutti mi dicevano: è impossibile. Sarebbe come costruire un palazzo senza colonne. Ma ho tenuto duro». Storia di Gianluca Sada. 

30 anni, di Battipaglia (Sa), creativo lo è da sempre. «Quando ero bambino ho unito due biciclette Graziella e realizzato un risciò. Secondo le necessità, gli elementi di raccordo potevano essere tolti e le bici tornavano quelle di prima» racconta a Millionaire.

Poi gli anni passano. Gianluca si iscrive al Politecnico di Torino. E’ uno studente brillante e continua a essere un tipo creativo.

Come è nata l’idea?

«Cercavo di evolvere il concetto di bici in modo innovativo. E ho pensato anche alla sicurezza dei bambini, che rischiavano di restare impigliati nei raggi. Così è nata l’idea della Sadabike: una bici da città, leggera, con ruote senza raggi e la possibilità di essere trasformata in un zaino e in un trolley».

Nel 2010 mette l’idea al centro della sua tesi di laurea in Ingegneria dell’autoveicolo (votazione: 109/110). Poi la brevetta. Negli anni, è un susseguirsi di successi e riconoscimenti: vince il premio come “miglior tesi di laurea a carattere innovativo”, è selezionato fra i “200 giovani talenti d’Italia”, la sua startup trova spazio nell’incubatore del Politecnico di Torino, viene intervistato da varie testate (subito dopo Millionaire è arrivato il Washington Post).

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La bicicletta è già stata prodotta?

«Attualmente è stato realizzato un prototipo. Molti i vantaggi in termini di maneggevolezza, scarso ingombro e possibilità di ricavare zaino e trolley. Mi sto battendo perché si tratti di un prodotto realizzato al 100% in Italia, anche se non sarà facile. Il prezzo al pubblico non sarà economico, ma sarà concorrenziale al segmento delle city bike (900-2.000 euro, decisamente al di sotto del massimo)».

Tutto facile?

«Quando ho cominciato a parlare della mia bici senza raggi, in molti mi ridevano in faccia. “E’ impossibile. Sarebbe come costruire un palazzo senza colonne”. Ma io ho tenuto duro».

Come ci sei riuscito?

«E’ stato fondamentale lo spirito di rivalsa di chi, come me, viene dal Sud. Non mi sono arreso ai luoghi comuni. Al sentimento prevalente di rassegnazione. A chi ripeteva che tutto è inutile per via della crisi, dei raccomandati che tanto arrivano sempre prima degli altri».

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Cosa sogni per il futuro?

«Una vita da imprenditore. Non mi vendo come produttore di biciclette.Vorrei essere a capo di uno studio che produce qualcosa di innovativo, in grado di svegliare l’Italia. E a chi ha dei progetti come me, dico di non mollare. Crederci sempre. Tirare i sogni fuori dai cassetti. E lavorarci, a dispetto di tutto e tutti».

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INFO: http://www.sadabike.it/

Redazione

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4 Commenti

  1. per chi piace andare in bici dovrebbe cercare di perfezionare alcuni particolari di quelle già esistenti non stravolgerle.

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