Come sbagliare lo stile di un business plan

2
2877

Ecco il terzo e ultimo appuntamento con gli errori da non commettere nella stesura di un buon business plan. Ti sei perso le prime due puntate? Eccole:

  1. Come sbagliare un business plan
  2. Come sbagliare i contenuti di un business plan

Oggi vedremo quali sono gli aspetti formali di cui tenere conto nella pianificazione della tua attività.

Un primo consiglio generale:

lo stile è meno percettibile, ma è ugualmente importante. Diversi imprenditori scriveranno in stili differenti. Se il tuo stile è sicuro, pulito, preciso, autorevole o formale, raramente avrai problemi. D’altro canto, se il tuo stile è arrogante, fiacco, rozzo, ampolloso o servile, potresti infastidire i tuoi potenziali investitori.

Come per le precedenti puntate, oltre che dei consigli di alcuni tra i principali esperti del settore, ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione di Daniela Montefinalenostra esperta ask Millionaire, che può vantare un’esperienza più che decennale nella stesura di business plan e nello startup d’impresa.

Scegliere il taglio sbagliato

Taglia il tuo business plan sul suo scopo reale

I business plan possono essere molto diversi tra loro: spesso sono dei documenti per vendere un’idea per un nuovo business. Ma possono anche riguardare piani strategici, piani finanziari, piani di marketing.

Scegli lo stile che vuoi imprimere al tuo plan in base all’utilizzo che ne farai.

Fonte: Tim Berry fondatore di Palo Alto Software; sviluppatore di software dedicati alla pianificazione di business; autore di libri e conferenziere sulla materia. Ha fondato il sito www.bplans.com

Plan scritto in maniera povera

Anche se i potenziali finanziatori non si aspettano di investire in un’impresa gestita da un professore d’Italiano, sono a caccia di indizi che evidenzino le caratteristiche del suo leader. Quando guardano un plan pieno di errori nel lessico, nella punteggiatura e nella grammatica, si chiedono immediatamente cos’altro c’è di sbagliato nell’impresa

Non è solo una questione di stile: se non riesci a trasmettere il tuo messaggio in modo chiaro e comprensibile, puoi anche avere la migliore idea di business al mondo, non riuscirai mai a comunicarla.

Prima di presentare il tuo plan, quindi, rileggi con attenzione ogni riga e fai una prova ad alta voce (cosa che ti aiuterà a individuare gli errori di punteggiatura). Cerca anche chi è più bravo di te nella scrittura e nella grammatica: lasciati aiutare e non sbaglierai.

Fonte: Andrew Clarke CEO di “Ground Floor Partners”, società di consulenza che aiuta startupper, piccole e medie imprese a crescere grazie a strategie mirate

Renderlo troppo noioso

Se un potenziale cliente si annoia dopo aver letto due pagine del tuo plan, questo è un brutto segnale

Come abbiamo già spiegato in precedenza, il business plan è il tuo primo strumento di comunicazione. Non è importante fare attenzione solo ai contenuti, ma anche valutare lo stile con il quale si scrive. È  fondamentale, quindi, destare l’attenzione del lettore sin dal sommario esecutivo.

Cerca anche di non essere negligente nell’impaginazione della copertina: per attirare l’attenzione, un logo ben designato non fa mai male.

Fonte: redazione giornale www.inc.com

Ripeterti troppo

Evita di ripetere poche catchphrase e concetti semplici in dieci diverse formulazioni

“Catch” in inglese vuol dire letteralmente catturare. Catturare l’attenzione del lettore va bene. Però se ti ripeti lo annoierai: nessuno vuole ascoltare lo stesso concetto troppe volte.

Assicurati, quindi, di tenere il messaggio fondamentale del tuo plan coerente lungo tutto il discorso. Cerca però di impiegare un linguaggio creativo, così come un linguaggio figurato d’appeal, per aggiungere maggiori dettagli alla tua idea.

Fonte: redazione giornale www.inc.com

Usare termini troppo tecnici

Ricorda che non tutti, nemmeno i tuoi potenziali finanziatori, hanno necessariamente familiarità con i termini specialistici e il linguaggio tecnico proprio di ogni settore.

Se hai un certo background in un settore specifico – soprattutto in settori come le scienze e l’ingegneria – cerca di usare frasi semplici, specifiche e concrete per descrivere l’attività che hai in mente.

Quando scrivi cerca di usare termini generali, che la maggior parte delle persone possano capire. Se proprio devi usare un termine tecnico, spiegalo.

Per aiutarti a scegliere il linguaggio più semplice possibile, puoi pensare di aiutarti con un dizionario di base dell’italiano (ad es. quello edito da Paravia e curato da Tullio De Mauro, per maggiori info clicca qui).

Fonte: Daniela Montefinale

Impaginazione fiacca

Niente irrita di più un investitore dei margini incoerenti, dei numeri di pagina mancanti, dati non intabellati o con unità scorrette, tabelle senza titolo, terminologia tecnica senza definizioni o contenuti mancanti.

Cura tutti questi – e altri – particolari, cercando di rendere scorrevole e confortevole la lettura. Fai particolare attenzione, ad esempio, ai numeri di pagina nell’indice: se il sommario contiene informazioni sbagliate, potresti far innervosire i tuoi lettori ancor prima di cominciare.

Fonte: Andrew Clarke CEO di “Ground Floor Partners”, società di consulenza che aiuta startupper, piccole e medie imprese a crescere grazie a strategie mirate

Gennaro Sannino

La nostra esperta: Daniela Montefinale

Laureata in Economia, da più di 10 anni lavora nella consulenza alla creazione d’impresa, allo sviluppo di progetti imprenditoriali.

Specializzata nell’elaborazione di business plan, cura la redazione dei Kit Creaimpresa – Guide e Software piani di fattibilità multimediali per la realizzazione di nuove attività e l’aggiornamento della Banca Dati “1500 Idee di business”.

(Fonte immagine: utente Flickr uncafelitoalasonce)

Print Friendly, PDF & Email

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.